Coriandoli, frizzi e lazzi. In una parola, Carnevale, anzi, Carlevè ‘d Mondvì. Una tradizione ultracentenaria, ma sempre giovane. Quest’anno è dal 4 al 16 febbraio, con oltre 2000 figuranti durante le sfilate.
C’è molto di più che qualche maschera dietro al Carlevè, tanto è vero che è pure uscito un libro sulla sua storia, dal titolo Ogni anno a carnevale, scritto da Cinzia Ghigliano e Marco Tomatis, come dire, la coppia di diamante della letteratura monregalese. Lui scrive e lei illustra, da molti anni, con notevole successo. Si parla di una Principessa, un Moro, uno Scudiero, un Imperatore, un’antica dinastia e naturalmente una Città Fortificata ed una Torre. Sul territorio tra val Tanaro, Monregalese e Monferrato si intrecciano le vicende della principessa che fugge con lo scudiero e quelle del Moro, signore di Mondovì che li accoglie entrambi, per poi far pace con l’Imperatore-papà che lo assedia. Come in ogni fiaba, tutto finisce a tarallucci e vino, o – magari - a risole con la marmellata e moscato: sempre prodotti del territorio sono.
Alla base della leggenda ci sono notizie storiche, come quelle che vogliono il territorio sede di scorrerie saracene alla fine del primo millennio, sbaragliate poi dalla Cavalcata Aleramica.
Domenica 7 febbraio 2010 c'è la prima sfilata dei carri, che ospitano anche le maschere del Carnevale di Venezia, e la domenica dopo si svolge la seconda finale, con tanto di ballerine brasiliane.
Il lunedi prima del martedì grasso, poi, l'appuntamento è con il tradizionale Veglione dei Commercianti, un ballo molto gettonato, che si protrae fino all’alba (personalmente, ho partecipato un paio di volte, e mi son trovata bene, perché – nonostante l’atmosfera e la maschera possano portare ad eccessi - c’e’ comunque educazione).
Durante tutti e due i weekend, giochi e animazioni per i bambini sono garantiti, quindi l’occasione è ghiotta.