Corale numero uno Moncalieri, IT

Corale numero uno - Fonderie Teatrali Limone - Moncalieri

12/04/2017

Martedì 20 giugno 2017

Ore 19:30

TERMINATO

Moncalieri - Bronislawa Wajs detta Papusza (Bambola), poetessa e cantante polacca di etnia rom, diventa voce e testimone del popolo zingaro. Il suo soprannome è conosciuto in tutte le tribù e Papusza rinuncia al sonno per partecipare alle veglie notturne e alle feste, diventando un registratore vivente sempre in funzione. Convinta a mettere nero su bianco queste memorie e ad esibirsi nei teatri ottiene grande successo. La sua comunità non lo sopporta e Papusza si ritrova schiacciata tra due mondi e due culture.

Moncalieri - La voce che guida questo primo coro di storie e personaggi è quella di Bronisława Wajs, detta Papusza, Bambola, una poetessa e cantante di etnia rom di origine polacca (per quanto imprecise siano le definizioni) che ereditò dalla madre il talento e la capacità di elaborare i canti e le favole tramandati oralmente fino a renderli storie e poesie nuove e originali. Il suo soprannome si diffonde tra tutte le tribù.

Moncalieri - Fin da bambina viene costretta a rinunciare al sonno e a partecipare alle veglie e alle feste notturne - un privilegio e una tortura - per ascoltare e memorizzare il repertorio letterario zingaro, come una cassaforte creativa, un vivo baule del tesoro, un registratore vivente sempre acceso. Il suo talento viene vissuto come un dono per tutti, confermando, ai miei occhi, come ogni società fortemente coesa e nella quale è vivo il senso del rito e della festa abbia un bisogno quotidiano dell'atto artistico e ne custodisca con cura gli autori ed esecutori. Le favole tramandate dal passato diventano, attraverso la trasformazione di Bambola, arte viva del presente, alla quale si aggiungono le sue storie originali. Questa artista, perfettamente integrata nella sua comunità e ad essa molto legata, viene convinta dallo scrittore e studioso Jerzy Ficowski a mettere su carta la sua enorme ricchezza di memoria e creazione e a esibirsi nei teatri. Questo atto di rispetto e di omaggio verso una cultura spesso ignorata e sottovalutata viene letto da tutte le comunità prima con orgoglio - quando i teatri si riempiono per acclamare - e poi come un tradimento - quando Papusza, dopo essere stata gradualmente sottratta alla sua nomade quotidianità, viene usata dal potere politico come simbolo della necessità di integrare, snaturandole, le comunità cosiddette ‘zingare', trasferendole in artificiali campi stanziali dove le condizioni di vita sono spesso inaccettabili.

Bambola rimane sola e sospesa tra due mondi e due culture, entrambi irriducibili e prepotenti. Non appartiene più a niente e a nessuno, punita da opposti conformismi per il suo desiderio di essere semplicemente e profondamente cittadina del mondo. Trova uno degli ultimi rifugi proprio in Italia. Lontana dall'idealizzare la cultura zingara, rom, sinti, ne sento tutta la distanza e il mistero..., Elena Bucci, regista e intrprete.

Questo evento è stato aggiornato con nuove informazioni il 22/10/2017 alle ore 19:33.

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