Cultura Torino - Venerdì 5 gennaio 2018

Paola e i tre duelli: una graphic novel in crowdfunding per far rivivere gli eroi dei fumetti

© Sara Antonellini

Torino - Cosa ci fa un cowboy su una spiaggia ligure in inverno? La risposta si nasconde tutta in Paola e i tre duelli, il progetto di graphic novel firmato da Roberto Gagnor e Sara Antonellini che, sostenuto da una campagna crowdfunding partita lo scorso novembre a Lucca Comics, inaugura i lavori di Bookacomic, realtà editoriale nata dalla collaborazione della piattaforma Bookabook e Comics&Business.

La storia a fumetti racconta dell’arrivo in Liguria di una ragazza rumena che fa la badante e si trova a imparare l’italiano su vecchi fumetti dell’anziana che assiste. Sola, in una realtà che non conosce e spesso le è ostile, Paola – così si chiama la ragazza – troverà un valido alleato in Dick Sputafuoco, eroe immaginario che, comparendole sulla spiaggia del paesino nel quale vive, le darà l’aiuto per superare tre prove difficili che la aspettano al varco.

Due sono le menti creative dietro la realizzazione di questa storia, il cui progetto ha radici nel 2015 e una chioma che, oltre alla graphic novel e alle diverse ricompense pensate per ringraziare quanti aderiranno al crowdfunding, si apre anche a un possibile esito cinematografico. La storia è infatti di Roberto Gagnor, autore per Topolino (sue più di 180 storie Disney in italiano e inglese, tra cui Topolino e il Surreale Viaggio nel Destino e il ciclo della Storia dell’Arte di Topolino), sceneggiatore e insegnante all’Accademia 09 (Milano) e alla Scuola di Comics di Torino. Ai disegni, Sara Antonellini, classe 1991, che uscita dalla Scuola Internazionale di Comics di Torino è diventata Art Director e autrice del collettivo Potpourri Comics, vanta lavori con diverse case editrici con cui Pavesio, BeccoGiallo e insieme a Gagnor aveva già realizzato Yakubu e Giacomo per il progetto Gli Spazi del Sacro del Centro Culturale Diocesano di Susa.

Abbiamo chiesto a Roberto Gagnor di raccontarci qualcosa in più sul progetto di Paola e i tre duelli e sulla sua campagna di crowdfunding.

Come prende vita questa storia?
«Tutto è nato perché avevo un’idea che ruotava intorno alla figura di una badante rumena che arriva in Liguria e di una vecchia signora che parla poco, cammina poco, capisce e vede poco, ma ha una passione, i vecchi fumetti western. Non il classico Tex, ma la sua imitazione, ovvero Dick Sputafuoco, raccontato in vecchi giornaletti che ormai tiene solo lei e conserva religiosamente. Paola è sola e non conosce nessuno, non ha amici, l’unico a parlarle è il macellaio del paese che però la molesta. Inizia a leggere alla vecchietta i fumetti e impara così l’italiano, ma è l’italiano di «tanghero!», «pendaglio da forca!», «lurido farabutto!». Lei si appassiona, talmente tanto che un giorno sulla spiaggia del paesino ligure vede arrivare Dick Sputafuoco, un cowboy che è lì per aiutarla. Le farà affrontare tre duelli, lei li vede come duelli western, ma sono in realtà momenti in cui dovrà cambiare, imparare a farsi valere».

Le cose a quel punto inizieranno a complicarsi, come in ogni storia che si rispetti. Ma perché hai deciso di utilizzare un personaggio dei fumetti?
«Scrivo fumetti e sono abituato a trattare i personaggi immaginari come quelli reali. Questa è una storia dove i personaggi immaginari sono più vivi e veri dei personaggi reali, e ci aiutano a cambiare. Volevo raccontare la storia di un personaggio immaginario che ti cambia la vita. Perché proprio un cowboy? Perché potevo raccontare qualcosa di veramente strano, che non si è mai visto. Dico sempre che questo è un western surreale, per metà Sergio Leone e per metà Italo Calvino. È in realtà un modo per raccontare qualcosa che sento molto mio, ovvero come la fantasia ti aiuta ad affrontare la realtà, a diventare migliore e a capire delle cose, a fare pace con ciò che sei e magari a cambiare. I personaggi immaginari ci aiutano, ci educano e ci sostengono, per tantissimi di noi diventano parte della vita. Se leggi Guerra e pace per qualche settimana, o guardi Breaking Bad per qualche ora, i personaggi diventano amici, persone di casa. Ecco perché volevo raccontare una storia in quel modo lì e giocarla attraverso la fantasia con un genere molto chiaro, il western».

Non c’è solo la Liguria in questa storia, ma una Liguria insolita, quella invernale: c’è un motivo particolare?
«Fin da quando ero piccolo ho sempre frequentato San Bartolomeo al Mare, dove i miei nonni avevano una casa. Da bambino la amavo, nell’adolescenza non ne potevo più e così per un po’ non ci sono più andato. Poi ci sono tornato, in inverno, con il mio amico e socio Radek Wegrzyn, regista e sceneggiatore con cui ho scritto il suo primo film Sommer Auf Dem Land. Ci serviva un posto tranquillo dove scrivere, e siamo andati a San Bartolomeo a gennaio. Mi sono innamorato: era un posto calmo, tranquillo, dove trovare il tempo per pensare. Ci sono poi tornato, è un luogo dove riposarti e ragionare, ed era ciò che volevo raccontare, in quel paesaggio lì: d’inverno, con le case vuote, il silenzio, il cielo bellissimo. L’idea di metterci dei cowboy mi piaceva da matti: è un western nel posto più improbabile per un western».

La disegnatrice che darà forma e colori alle tue parole per Paola e i tre duelli è Sara Antonellini, come è stato lavorare con lei?
«Anche Sara ama la Liguria, è stata allieva della Scuola di Comics di Torino e ha un sacco di passione e cuore. Siamo partiti insieme a lavorare su questa storia, è stato molto facile descriverle un paesino ligure in inverno, si è buttata a raccontare un mondo che anche lei conosce. Inoltre, ha uno stile che spazia dal manga al realistico, per cui si possono fare molte cose con lei. Abbiamo poi trovato una startup che sviluppa progetti e che ci ha messo in contatto con una piattaforma di cwowdfunding editoriale dedicata al fumetto».

Come funziona il crowdfunding?
«È partito a Lucca Comics e durerà sei mesi, ci sono diversi goal e varie possibilità di edizioni, stampe autografate… la nostra idea è di ampliarlo ancora di più con disegni e omaggi e stiamo ragionando anche sulla possibilità di una masterclass di fumetto con me e Sara. Intanto, online c’è la pagina dove fare la propria donazione e scoprire tutte le ricompense».

E se Paola e tre duelli diventasse un film?
«L’ho pensata perché diventasse anche un film, e l’ho già scritta come sceneggiatura di lungometraggio. A settembre il lavoro è arrivato in finale a Pitch In The Day tra 200 aspiranti, ed è stato uno dei più votati dai produttori. Ho avuto anche la possibilità di parlare a venti di loro per cinque minuti alla volta. Qualche contatto lo abbiamo e avrei anche in mente gli attori, si tratterebbe di un film a piccolo budget, ambientato a San Bartolomeo al Mare. Se riuscissi a fare il film, vorrei girarlo lì. Film e fumetto sono in divenire l’uno con l’altro, il fumetto è elaborato in film e il film dovrebbe dare forza al fumetto, è un progetto nato così».

Sulla pagina Facebook del progetto stai elencando i cento motivi per aderire al crowdfunding: qual è quello più importante?
«Non avete mai visto una storia come questa! Se vi piacciono i personaggi immaginari e siete legati a qualcuno di loro, questa storia fa per voi, per chiunque abbia amato o sofferto con un personaggio immaginario. È un legame che non si vede ma c’è, ed è quello di ognuno di noi con Batman, Bilbo Baggins, Daredevil, Indiana Jones e altri. C’è qualcosa di noi anche in questa storia, ecco perché abbiamo voluto il crowdfunding, ci deve essere un rapporto così, si deve voler bene alla storia, seguirla, coccolarla, tenerla per sé e condividerla».

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