Food Torino Giovedì 14 dicembre 2017

Merenda Reale a Torino, tra bicerin e baci di dama

© Wikipedia / Caravita81

Torino - La Mole, la Fiat, la Juve, e poi l'Einaudi e le case editrici, le prestigiose università che la rendono all'avanguardia nel mondo, i portici e le piazze, le Alpi e il Po. Tanti sono i simboli di Torino, ai quali bisogna però aggiungere quelli enogastronomici, perché se in tavola la città parla di bagna caoda e vitel tonnè, e all'ora dell’aperitivo sorseggia vermuth, a merenda la capitale sabauda sfoggia la propria regale storia con la grande pasticceria e caffetteria.

Volete sperimentare questo dolcissimo rituale immergendovi nell'atmosfera in cui è nato, ovvero quella delle corti settecentesche e degli eleganti caffè ottocenteschi? La Merenda Reale vi aspetta tutti i weekend in alcuni caffè storici del centro città e in diverse Residenze Reali del Piemonte: un'idea perfetta per scaldarsi in luoghi e dimore d'eccezione nei bui e freddi pomeriggi invernali.

Raffinato e goloso momento della giornata che poteva protrarsi dal primo pomeriggio fino alle dieci della sera, la Merenda Reale vede la luce proprio nel fasto delle corti sabaude del Settecento. Non ci sono solo gli aromi del cacao, arrivato da oltre oceano e assaporato nella calda bevanda in tazza (composta allora con acqua e cioccolato fondente) che ancora oggi rappresenta uno dei più dolci rimedi ai rigori del clima invernale ai piedi delle Alpi. Nei salotti nobili la cioccolata veniva accompagnata da biscotti e dolci pensati appositamente per essere inzuppati in tazza, i cosiddetti bagnati, tra cui naturalmente i savoiardi, antichi dolcetti piemontesi come rivela il nome, ma anche altri classici come baci di dama, canestrelli, e ancora torcetti e meringhe, a cui alternare il cioccolato del diablottino. Antesignano del cioccolatino e di tutte le deliziose praline che fanno di Torino una capitale del cioccolato, il diablutìn fu il primo cioccolatino, tutto made in Piemonte e a base di cioccolato fondente, zucchero e vaniglia, a comparire a corte e a finire sulle tavole di tutta la nobiltà europea. 

Principe della Merenda Reale di stampo ottocentesco è invece il Bicerin, la famosa e golosissima bevanda perfetta per una corroborante ricarica invernale. Si tratta infatti di una miscela di cioccolato, caffè e crema di latte, amata da Cavour e da una schiera di intellettuali dell'epoca, che erano soliti richiederla nei caffè storici della città, personalizzando le miscele di ingredienti. Insieme al bicerin si riempiva lo stomaco anche con un biscotto che poteva essere uno dei classici già citati, o una più raffinata novità come il foré di meliga, il croissant della regina Maria Adelaide, lo chifel, il parisien, il democratic, il biciolan e il pan gindru, nonché  il cosiddetto biscotto di Garibaldi, inventato in Inghilterra, sostanzioso rettangolo di frolla profumata farcito con confettura di albicocche arricchita da uva passa o ribes.

È l'epoca dei caffè, dove il bicerin si fa presto abitudine diffusa – ed economica - tra ogni classe sociale e genere, donne e uomini, dame e ambulanti. Oggi quella Merenda rivive, nella versione del Settecento (al costo di 10 euro) e dell'Ottocento (al costo di 12 euro) in alcuni luoghi della città, eccoli:

Caffè Reale, in piazzetta Reale: frutteria e biblioteca di corte in passato, oggi luogo di ritrovo dove fanno bella mostra di sé argenti e porcellane delle ricche dotazioni del Palazzo.

Caffetteria del Castello di Rivoli: ambiente moderno in sintonia con il Museo di arte contemporanea che ospita. Dalla sua terrazza si contempla inoltre l’incantevole panorama di Torino e dell'arco alpino

Gelateria Pepino: in Piazza Carignano, dal 1884il caffè osserva il primo parlamento italiano mantendo la sua fisionomia di salotto tra caldi velluti e un tipico dehors sulla piazza.

Torrefazione moderna (chiuso la domenica), via Corte d'Appello: è un piccolo caffè nato nell'Ottocento, elegante ma sobrio, dagli anni Ottanta del Novecento serve anche miscele di tè selezionate in tutto il mondo.

Caffè San Carlo: nell'omonima piazza, è tra i luoghi più lussuosi della città con le sue sale originarie dell'Ottocento in marmi colorati a disegni geometrici e le poltroncine in velluto rosso. Dolcetti e spuntini salati rilucono nel loro splendore sotto un magnifico lampadario di Murano.

Caffè Elena, piazza Vittorio Veneto: nel sottoportico della grande piazza che porta al Po, era luogo di ritrovo per studenti e intellettuali, docenti e artisti tra fine Ottocento e inizio Novecento. Oggi, in estate, allarga la sua accogliente atmosfera anche al dehors sulla piazza.

Per informazioni sulla Merenda Reale è possibile scrivere a info.torino@turismotorino.org

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