Concerti Torino - Venerdì 16 giugno 2017

Giulia's Mother: un viaggio in zattera sul Po per registrare il nuovo disco

Giulia's Mother

Torino - Sei giorni lungo il fiume più lungo di Italia navigando su una zattera tra musica, natura e scoperte

Quella che hanno organizzato è un’avventura in pieno stile: ci sono il fiume più lungo d’Italia, il Po, una zattera autocostruita, tanta musica con un intero album da registrare, qualche ospite speciale e un pizzico di improvvisazione nel progetto #seguilazattera ideato dai Giulia’s Mother, band torinese formata da Andrea Baileni (voce e chitarra) e Carlo Fasciano (batteria). Un tour fluviale in partenza il prossimo 26 giugno, destinato ad attraversare in sei giorni tutta la pianura Padana. Scopo, registrare il nuovo album Here, il secondo lavoro dopo il fortunato disco di esordio Truth.

«L’idea di questo viaggio è nata fantasticando, una sera a cena – racconta Andrea – poi, però, lo abbiamo fatto davvero! Carlo è uno yes-man, una persona per cui qualsiasi cosa si può fare, io ho imparato ad attingere a questa positività ed è così che è diventato davvero tutto possibile. Adesso non ci stiamo ancora rendendo bene conto della cosa, ma ci sono già decine di persone coinvolte, sponsor e fan che ci seguono ancora prima di partire».

Il progetto ha preso vita a dicembre 2016, trovando porte aperte e accelerando dalla primavera, con la costruzione della zattera, iniziata circa due mesi e mezzo fa e completata proprio in questi giorni. Sarà un’imbarcazione essenziale, quasi spartana, con cui navigare sul Po sperimentando un’immersione nella natura. «Per costruirla abbiamo seguito i principi della fisica – scherza Andrea – abbiamo usato otto bidoni da 120 litri, e la zattera, che di per sé ha un peso di 200 chili per via dell’intelaiatura in ferro e legno, che la rende più resistente, può reggerne più di 900. Addirittura, la prima volta che abbiamo provato la messa in acqua ci siamo resi conto che galleggiava troppo, il motore non toccava l’acqua».

I Giulia’s Mother arrivano dal Canavese, e non è un caso che ad Andrea e Carlo sia venuto in mente un progetto come quello della zattera, perché fino a qualche tempo fa erano proprio loro a organizzare delle goliardiche gare di barche autocostruite rudimentalmente, con bottiglie e scotch, lungo il torrente Orco, nelle loro valli. «Abbiamo deciso di estendere questa esperienza – così spiega Andrea l’idea della zattera sul Po – e di approfittarne per raccontare la nostra musica, che per noi è un viaggio, proprio attraverso un viaggio. Il Po è un pretesto: è il fiume più lungo di Italia ed è una sfida, come lo è del resto fare il musicista. E poi ci piaceva l’idea di fare qualcosa in mezzo alla natura, è il nostro cavallo di battaglia: Giulia’s Mother sta per Madre Natura».

L’itinerario per la sfida lungo il fiume è pronto, e così il piano quotidiano, che prevede molte attività per tutti i sei giorni. Ci sarà infatti la registrazione dei sei brani che andranno a comporre il disco, con la collaborazione di diversi ospiti tra cui Dardust, Daniele Celona e Bea Zanin. Ma ci sarà anche l’impegno per trovare la location più adatta dove attraccare per i live, e poi i microfonaggi, e le prove. «Al mattino – fantastica Andrea mentre racconta la tabella di marcia – si starà in zattera, ma non abbiamo idea di cosa succederà. Io mi porterò una chitarra, dei libri da leggere… E poi ci godremo questo viaggio assurdo. Siamo un team di 15 persone con un furgone e addirittura un cuoco, a me piace pensarci come una ciurma che collabora, la sera ci immagino davanti a un falò a suonare e chiacchierare. Non sappiamo neanche noi cosa aspettarci, ma non vediamo l’ora di scoprirlo. Penso però che il momento più forte sarà mettere la zattera in acqua e dire ‘Adesso si parte’».

E si partirà, il 26 giugno prossimo, da Casale Monferrato verso la pianura Padana. Sulle mappe fluviali, i Giulia’s Mother hanno calcolato distanze e tappe successive, e così lungo i 480 chilometri del loro viaggio toccheranno le sponde di Pavia, Isola di Serafini, Boretto, Sermide, Ferrara e Porto Barricata. Per chi vorrà seguire l’impresa, ci saranno video e materiali online. Da una parte ogni giorno usciranno clip video in cui il percorso sarà raccontato dagli occhi di Fabio Bobbio, regista piemontese tra i finalisti del Nastro d’Argento per i documentari nel 2017 con cormorani. Dall’altra, ci sarà ovviamente la musica, con le registrazioni quotidiane dei brani.

«Abbiamo mantenuto l’idea e la filosofia del primo disco, cioè la registrazione in presa – è quanto aggiunge Andrea a proposito della ricerca musicale che caratterizzerà Hereci piaceva l’idea di portare sul palco qualcosa che sarebbe finito sul disco, eliminando le sovraincisioni e cercando invece di fermare la magia che si crea nel live, che è tuttavia irriproducibile. Sarà un disco molto più consapevole: se il primo era stato uno spogliarsi senza la pretesa di pensare che qualcuno avrebbe potuto ascoltarci, questo sarà uno specchiarsi. Ci saranno poi più chitarre, e un po’ più cattive, una riflessione, ma anche uno sfogo. In quanto al titolo e alle tematiche, sono rimasto profondamente colpito dalle teorie sulla relatività e lo spazio-tempo di Stephen Hawking, che mi hanno permesso di riflettere sul tempo e il suo legame con l’esistenza e lo spazio. Ecco, Here rappresenta un quando e un dove, mantenendo un punto di vista soggettivo mette l’individuo al centro di tutto, ma è un individuo più consapevole della propria posizione sul pianeta».

Il disco registrato on the road uscirà a settembre, mentre in attesa di partite, il 22 giugno i Giulia’s Mother saranno a Torino per una data zero al Magazzino sul Po, dove presenteranno i brani e sarà battezzata in anteprima la zattera.

Sulle aspettative di questa impresa, la posta in gioco è la linfa di ogni artista, un movimento verso la bellezza e la sua riscoperta: «questo viaggio sarà sicuramente uno stimolo – prospetta Andrea – tutto quello che vivi, se sei un musicista lo metti nella musica. Faremo questo viaggio senza sapere dove ci porterà, e poi vedremo come si trasformerà in musica. Siamo consapevoli di affrontarlo insieme ad amici appassionati al progetto, e per noi questa condivisione è già una vittoria, come anche sapere che tante persone si spenderanno per noi anche artisticamente, per esempio con delle vignette collegate alle tematiche del brano quotidiano. È bello come la bellezza crei bellezza e l’arte crei l’arte: quello che ci aspettiamo è che alla gente arrivi questo messaggio».

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