Concerti Torino - Martedì 18 aprile 2017

Narrazioni Jazz: a Torino la musica incontra il Salone del Libro

Torino - Rinnovato nel suo format e scoppiettante di novità e gustosi programmi, da mercoledì 17 a domenica 21 maggio torna l’evento torinese dedicato al jazz, Narrazioni Jazz. Cinque giorni di percorsi a cavallo tra le arti tutti in chiave jazz, e con un occhio di riguardo alle storie, cuore pulsante del Salone del Libro, che si svolgerà negli stessi giorni.

Il tema della narrazione in chiave jazz non è pretestuoso – ha messo le mani avanti Stefano Zenni, direttore artistico del “vecchio” Torino Jazz Festival, al comando anche di questo esperimento tutto nuovo – una delle frasi più note nel mondo della musica jazz è infatti che un buon assolo sa raccontare una storia: la musica contiene e manifesta il bisogno di raccontare, di narrazione. Ho accettato la sfida impegnativa di questo nuovo festival perché è completamente nuovo, ed è un format di grande interesse che non ha eguali e che apre prospettive interessanti di sviluppo».

Saranno tre i mondi che andranno intersecandosi nel grande contenitore di Narrazioni Jazz: il main stage, con spettacoli e concerti, Jazz per la città e Torino jazz night. In quanto agli eventi in calendario, c’è davvero l’imbarazzo della scelta tra grandi star e un florilegio di eventi collaterali tutti da scoprire. Pregio della prima edizione sarà inoltre lo scambio e il legame con il Salone del Libro, con cui il Festival musicale ha in programma sinergie e scambi che si espliciteranno fin dall’inaugurazione del 17 maggio. Sarà un evento congiunto, che prenderà vita al Lingotto nello spettacolo Jass. Ovvero quando il jazz parlava siciliano, di Franco Moresco, una storia musicale e narrata, con video e parole, alla scoperta delle origini del jazz, andata in scena solo una volta, a Palermo. L’occasione sarà anche ghiotta per ricordare e celebrare il centenario del primo disco di jazz mai pubblicato.

In rima con il claim del Salone del libro, anche Narrazioni jazz guarderà oltre ai confini tradizionali della musica. In pieno accordo con  le linee guida del progetto è anche il direttore del Salone del Libro, Nicola Lagioia: «mi sembra normale che libri e musica si parlino – ha detto – e se fino ai primi dell’Ottocento la musica era classica, dal Novecento in poi diventa il jazz, una sfida continua per gli scrittori, che ne risentono, basti pensare al flusso di coscienza di Joyce, a Kerouac, a Céline… Il jazz, la letteratura e l’invenzione linguistica con le sue infine possibilità vanno a braccetto».

In quanto alla letteratura, lo spettacolo inaugurale proseguirà il 17 maggio dal balcone di Palazzo Madama alle 22.30, sfruttando la presenza in città di Eugenio Allegri, al debutto il 23 maggio allo Stabile di Torino con Il nome della rosa, che proprio dal celebre romanzo di Eco leggerà degli stralci al pubblico in piazza. Seguiranno fino a notte fonda le note del jazz di Carlone, Li Calzi e Righeira, e la dance dei 2manydjs. «Non sono tante le città europee dove succedono queste cose» ha assicurato Lagioia.

Due le fasce orarie per gli spettacoli del main stage: le 17.30, al Piccolo Regio, e le 21, all’insegna della dinamicità e delle sedi più diverse. Progetti audaci, come solo il jazz sa essere, nella fascia preserale, con un omaggio a A love supreme di John Coltrane, uno spettacolo dedicato a Boris Vian, personaggio letterario sfaccettato, anche critico e musicista, cui sarà legata la rassegna di film al Cinema Massimo. E ancora le storie narrate di Napoleon Maddox, tra i rapper e beat boxer più noti a livello mondiale, per la prima volta in Italia, senza dimenticare le performance, sempre a metà tra narrazione e jazz, di Vitaliano Trevisan, autore e attore, e di Fabrizio Puglisi con Guantanamo.

Tra i nomi di spicco degli spettacoli serali, Dee Dee Bridgewater con lo spettacolo Menphis, ma anche l’esclusivo trio composto da Enrico Rava, Geri Allen e Anna Bonaiuto per Storie di jazz, il Conservatorio Verdi di Torino, che per rinsaldare il legame tra libri e jazz darà vita a Ultima fermata a Brooklyn, o la reinterpretazione del Laudario di Cortona, primo documento noto di volgare italiano composto in musica, risalente al 1200, a cura di Paolo Fresu, Daniele di Bonaventura, Marco Badoscia, Michele Rabbia con l’Orchestra da Camera di Perugia. Oltre alla rassegna cinematografica al Massimo, appuntamenti collaterali si svolgeranno anche al Circolo dei lettori.

Ma non finisce qui, perché grazie a una call pubblica che ha caratterizzato questa prima edizione di Narrazioni jazz, saranno ben dieci le proposte di creatività, legate al jazz e al clima particolare della città, che si snoderanno per i quartieri torinesi nei giorni dell’evento. Ognuna di queste, selezionata tra le 45 giunte all’organizzazione, include concerti, reading, mostre, spettacoli, nell’intenzione di fare davvero di Torino, città dalla grande tradizione jazzistica, la città del jazz. «Con la call sono emerse  una vitalità creativa e una capacità progettuale notevoli» ha spiegato Stefano Zenni  illustrando il dettagliatissimo programma di “Jazz per la città”, che intercetta un tessuto artistico urbano ricco e vivace.

Infine, il grande evento di chiusura, terzo immaginario mondo che andrà a comporre Narrazioni jazz: la notte bianca, una Torino Jazz Night che accenderà la notte di sabato 20 maggio andando oltre il confine della musica. Saranno 80 gli artisti in arrivo da tutto il mondo che andranno ad animare le tantissime jam, le performance e i concerti in città, nell’ambito dei tre percorsi che si snoderanno nella notte e che sono, naturalmente, ispirati ai libri. Il grande Gatsby ripercorre la scia del jazz classico, Il giro del mondo in 80 giorni insegue invece le suggestioni sonore della world music, mentre Fahreneit 451 contiene le contaminazioni con l’elettronica: ogni gusto troverà di che nutrirsi nella notte del jazz torinese.

«Abbiamo scelto come logo del nuovo progetto una macchina da scrivere con uno spartito musicale che simboleggia il legame tra note e parole – ha evidenziato Francesca Leon, assessore alla cultura di Torino – il tema è il legame forte che abbiamo costruito anche con il Salone del Libro, al suo trentesimo anniversario.  Jazz, letteratura e arti si mescoleranno in narrazioni e concerti di richiamo internazionale».

L’assessore ha ribadito l’energica presenza delle attività musicali diffuse in tutti i quartieri grazie al progetto della call pubblica, capace di intercettare un tessuto che in città è andato crescendo negli anni, ma anche le sinergie con Torino Fringe Festival e il festival di danza Interplay, e con Carlina on stage. Sull’inclusione e la creazione di reti ha del resto insistito anche il sindaco Chiara Appendino, che ha spiegato come Narrazioni Jazz, abbia cercato di radicarsi sul territorio avvicinando quanti più temi e fasce di pubblico possibili, affinché i cittadini e non solo possano divertirsi con gli eventi, ma anche crescere culturalmente: «abbiamo messo un seme, speriamo che possa crescere in una città con una forte tradizione legata al jazz e alla letteratura: crediamo in questo progetto, e ci crederemo in futuro».
Il programma completo di Narrazioni Jazz con tutti gli orari, le location e le informazioni sui biglietti è disponibile alla pagina http://www.narrazionijazz.it/ 

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