Attualità Torino - Lunedì 6 marzo 2017

Rinascono le Ogr: a Torino un distretto di creatività e innovazione

di Alessandra Chiappori

Riparare, un verbo che ben si addice all’idea di un futuro tutto da immaginare e costruire a suon di cultura e innovazione. È nel segno di questo riferimento al lavoro di recupero e ripartenza che il 30 settembre inaugureranno a Torino le Officine Grandi Riparazioni, riqualificate e restituite alla città grazie a un impegnativo investimento della Fondazione CRT. In uno dei più grandi esempi di architettura industriale ottocentesca, sorto a Torino alla fine del Diciannovesimo secolo e destinato alla manutenzione dei treni fino agli anni Novanta, sorgerà il nuovo Distretto della Creatività e dell’Innovazione, che unirà un polo culturale e uno dedicato alla ricerca. Un progetto ambizioso e unico in Europa per la declinazione su due anime, quella artistica e quella tecnologica, ma anche un poderoso investimento di CRT che ha l’obiettivo di riqualificare un’area enorme destinandola alla città.

«Torino è la città dell’innovazione, le OGR sono Torino»: questa l’equazione che mette al centro del progetto la città e la forte carica di conoscenza che si lega alla riqualificazione degli immensi capannoni di circa 20mila metri quadri con la caratteristica forma ad H, due padiglioni uniti da un transetto. La Fondazione CRT è pronta a far scoprire in un percorso a tappe tutte le novità di questo spazio e dei contenuti che sono stati pensati nell’ottica di dare corpo e anima a un progetto caro alla città, atteso da tanto, e la cui eco si risentirà lungo tutto lo Stivale e anche fuori dai confini.

«Le OGR sono un traguardo e un punto di partenza per i 25 anni della Fondazione – ha annunciato il presidente Giovanni Quaglia – l’origine di questa avventura risale al 2008, quando su sollecitazione dell’allora sindaco Chiamparino intercettammo il bisogno della città di innovazione e trasformazione. Nel 2013 firmammo la convenzione con il Comune e a fine anno acquistammo da RFI l’immobile, pronto a essere restituito alla città». Non solo riqualificazione ma sguardo coraggioso verso una realtà di venture philantrophy che si sta distinguendo in tutta Europa: «nel 2012 il progetto prevedeva infatti solo la ristrutturazione delle parti principali –spiega Massimo Lapucci, che di OGR è il direttore generale – ma fu chiaro fin da subito che volevamo andare al di là di quella prima idea e affrontare qualcosa di più coraggioso. Non capivamo allora dove avrebbe portato questo discorso, ma partendo da un nome di grande forza come Officine Grandi Riparazioni abbiamo trovato un percorso coerente con il profilo della Fondazione, che lega la riparazione alla cultura, all’arte e alla società».

Se gli spazi di OGR stupiscono per dimensione – un’area paragonabile a 52 campi da tennis o a 11 airbus A320 – anche i numeri della riqualificazione non sono da meno, con un sforzo finanziario di 90 milioni che sono stati destinati alla ristrutturazione di 35mila metri quadrati di superficie, dei quali 20mila di aree coperte. 1200 i serramenti, che insieme ai chilometri di cavi (una rete che, se allineata potrebbe eguagliare il percorso Torino-Aosta) e al peso del materiale hardware restituisce l’idea della grandiosità di un progetto che ha finora impiegato un centinaio di persone per 300mila ore di lavoro, ma che, una volta a regime, è destinato a generare ulteriore occupazione.

Un luogo che, come recita uno dei claim, diventerà progetto: «avviata l’attività di OGR integreremo molte delle iniziative che avvengono sul territorio con quelle di questo nuovo spazio – ha confermato Quaglia – auspichiamo che possa essere uno strumento aperto ad altre realtà, nell’ottica di rendere un servizio di innovazione, cultura e ricerca per la città, un punto di riferimento per una Torino che si evolve e guarda al futuro anche con collaborazioni internazionali».

E in quanto a contenuti, i primi indizi rivelati fanno presagire grandi eventi e grandi iniziative culturali che vedranno il loro lancio con il Big Bang, così viene definita la festa di apertura che prenderà vita sabato 30 settembre e, per due settimane, fino al 14 ottobre, animerà le OGR, aperte al pubblico e pronte a mostrare il loro potenziale con un calendario d’eccezione. Si inizierà con una serie di concerti speciali, pensati ad hoc per il luogo, gratuiti e con protagonisti artisti italiani e internazionali. La musica tornerà il 14 ottobre, mentre in mezzo si moltiplicheranno attività che legano arte e inclusione, con attenzione particolare ai più piccoli e alle famiglie. Progetti ed eventi bollono in pentola inoltre per l’autunno 2017, e anche per il 2018 in un’area, la manica nord, che non sarà un museo ma una proposta in continua evoluzione.

«La visione in fase progettuale era quella di trasformare le OGR in una cassa di risonanza per il territorio, metterle a servizio delle eccellenze che già sono presenti in città e che mi avevano colpito per numero e capacità di integrarsi e fare sistema – così illustra il lavoro il direttore artistico delle OGR, Nicola Ricciardi - Questo sistema è ciò che vorremmo prendere e ricontestualizzare a livello internazionale».

Artissima 2017 sarà un primo campo di prova: le OGR ospiteranno infatti una selezione di musica di Club To Club, ma anche la festa ufficiale della grande fiera d’arte contemporanea. Non solo: il 3 novembre sarà inaugurato un grande progetto espositivo che metterà insieme arte contemporanea e antica, riunite sotto un comune cappello internazionale. La mostra sarà realizzata grazie alla sinergia tra Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il MAO, la GAM e il Castello di Rivoli, il Museo Egizio e Palazzo Madama, e vedrà tre curatori d’eccezione come Tom Eccles, direttore del Center for Curatorial Studies del Bard College di New York, Mark Rappolt, redattore capo della rivista Art Review, Liam Gillick, artista di fama internazionale.

Se la manica nord sarà il padiglione dedicato all’arte, ci sarà poi la parte sud delle OGR, destinata all’innovazione, con imprese, start up e laboratori. «È necessario che il territorio diventi flessibile e permeabile, lasciando entrare le eccellenze esterne e facendo sì che quelle del territorio si facciano conoscere fuori - è l’auspicio di Lapucci – La manica sud sarà un luogo di ricerca importante dove i soggetti si contaminano. Il progetto sarà pronto per il 2018, ma ci sono già importanti accordi con l’Università di Torino, ed è aperto un dialogo con il Politecnico. Chiediamo agli stakeholder di volare alto con i contenuti: abbiamo investito tanto sull’hardware, il software deve essere di altrettanta rilevanza».

Tra l’arte e la tecnologia, spazio al gusto, con l’area del transetto che sarà dedicata alle eccellenze enogastronomiche del Piemonte, luogo aperto a tutta la città e spazio dove i torinesi e non solo possano sentirsi protagonisti. Nel cortile delle OGR sarà collocata un’opera d’arte contemporanea pensata apposta per il luogo da un artista di fama e commissionata per entrare a far parte della collezione della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT. L’opera richiamerà il passato industriale e operaio del luogo in significativa rima con l’impegno per l’innovazione che le OGR promettono di incentivare anche grazie al “ponte” tra Italia e USA costituito dal programma BEST, che offre a laureati e dottoranti la possibilità di formazione nella Silicon Valley e l’accoglienza e il supporto, di ritorno dall’esperienza all’esterno, nei laboratori di OGR. E poi mostre, spettacoli, concerti a rotazione, eventi di teatro e danza, arti performative, laboratori e imprese innovative. Insomma, un’officina nuova, grande e attiva, che forgia e ripara arte e innovazione senza trattenere nulla, ma rilasciando tutto all’esterno nel dialogo aperto con la città di Torino e con il mondo.

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