Attualità Torino - Venerdì 3 marzo 2017

Biennale della Democrazia 2017 a Torino, c'è anche Roberto Saviano

di Paolo Morelli

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«Emergenza» è una parola che fa parte del nostro vocabolario quotidiano, al punto che, senza che ce ne accorgiamo, denota anche un modo di pensare e di agire, soprattutto da parte della politica. Ma l’emergenza risolve effettivamente qualcosa?

Su questo tema si sviluppa il programma di Biennale Democrazia, che quest’anno giunge alla quinta edizione e si terrà, in diversi luoghi di Torino, dal 29 marzo al 2 aprile, con il titolo «Uscite di emergenza».

La giornata inaugurale sarà un indicatore di rotta. Alle 18, al Teatro Regio (biglietto a 10 euro), Tito Boeri, presidente dell’INPS, terrà una lezione dal titolo Populismo e stato sociale nelle democrazie industrializzate. «La superficiale ideologia del populismo – si legge nella presentazione – vede negli immigrati una minaccia per lo stato sociale. In realtà, uno stato sociale ben strutturato può non solo reggere all’onda migratoria in atto, ma anche trarre grande giovamento dagli effetti dell’immigrazione». L’obiettivo è quindi chiarire un tema attuale, offrire strumenti per interpretare la realtà e depurarla dalla propaganda politica.

Sempre il 29 marzo, alle 16, presso la Fondazione Merz, sarà inaugurata la mostra Corpi attraverso i confini. Memorie dell’Europa di oggi, mentre la giornata si concluderà alle 21, al Teatro Regio, con l’Orchestra di Piazza Vittorio, che presenterà Il giro del mondo in 80 minuti, per la direzione artistica e musicale di Mario Tronco.

«Biennale Democrazia – ha spiegato il presidente, Gustavo Zagrebelsky – è riuscita a farsi spazio nel panorama culturale del nostro Paese grazie ai propri meriti. Dopo la scomparsa di Norberto Bobbio, con un gruppo di amici creammo questa manifestazione per non disperdere la grande partecipazione che Torino aveva dimostrato al funerale dell’intellettuale, denotando una spiccata attenzione verso i temi culturali. Mentre altre iniziative, in Italia, sono state promosse da logiche commerciali o da istituzioni pubbliche, Biennale Democrazia è nata spontaneamente».

«Questo è un momento di crescita per tutta la città – ha aggiunto la sindaca di Torino, Chiara Appendino – che cerca risposte e che pone al centro questioni che la società deve affrontare. Il titolo è una presa d’atto dell’esistenza di difficoltà strutturali, per le quali dobbiamo elaborare risposte tutti insieme».

Ed è proprio sulla partecipazione che Biennale Democrazia ha puntato moltissimo in questa edizione. Negli ultimi mesi è stata aperta una call per la presentazione di progetti da parte del pubblico. Hanno risposto 46 cittadini e 65 associazioni per un totale di 17 progetti selezionati, che sono entrati a far parte del ricco programma di quest’anno.

Tra dibattiti e incontri, sono oltre cento gli appuntamenti, quasi tutti a ingresso libero, proposti da Biennale Democrazia.

Insieme a Film Commission Torino Piemonte è stato organizzato anche un programma di proiezioni (tutte a Il Movie in via Cagliari 42), dal titolo Le immagini di un infinito presente, con 8 film tra giovedì 30 marzo e sabato 1° aprile. Tra le opere ci sono I ricordi del fiume, di Gianluca e Massimiliano De Serio (31 marzo, ore 16), e Sponde. Nel sicuro sole del Nord di Irene Dionisio (1° aprile, ore 18.30), neo-direttrice del 32° Torino Gay & Lesbian Film Festival.

Ma i temi trattati sono tantissimi e tutti attuali: si va dalla dispersione scolastica al terrorismo, dai pregiudizi all’ecologia. Si parlerà, però, anche di accoglienza, con Emma Bonino e Lucio Caracciolo (31 marzo, 18.30, Teatro Regio).

Con Elena Cattaneo e Giorgio Parisi (1° aprile, ore 12, Teatro Carignano) si parlerà del futuro nella ricerca, durante un incontro coordinato da Gianmaria Ajani, rettore dell’Università di Torino, che in proposito ha auspicato che l’incontro possa formulare delle proposte alla politica.

Chiuderà questa edizione di Biennale Democrazia un incontro con lo scrittore Roberto Saviano, che domenica 2 aprile alle 21 (Teatro Regio, 10 euro), parlerà dei meccanismi che regolano il potere della criminalità organizzata. La narrazione di questi processi può offrire, infatti, uno strumento per interpretare la realtà.

Ed è questo che Biennale Democrazia vuole essere: uno strumento. Oltre agli incontri, ai dibattiti, alle lezioni, vi sono numerose attività collaterali, promosse anche dai partner (in costante crescita), che costituiscono un programma di eventi diffusi che hanno lo scopo di far conoscere il territorio.

Uno sguardo verso l’esterno, verso le «periferie», che si ritrova anche nell’opera scelta come immagine guida di questa edizione, realizzata nel 2004 dagli artisti torinesi Botto & Bruno, che rappresenta un giovane di colore collocato in un’ambientazione urbana, che somiglia molto ai confini delle nostre città.