Salone Internazionale del libro 2017

Da giovedì 18 maggio a lunedì 22 maggio 2017 Guarda l'evento

Cultura Torino - Mercoledì 22 febbraio 2017

Salone del Libro 2017, Oltre il confine tema della XXX edizione

di Alessandra Chiappori
Salone del Libro 2017 - La copertina di Gipi

Oltre il confine, sarà questo il tema del Salone del Libro di Torino numero 30, in programma da giovedì 18 a domenica 22 maggio prossimi e annunciato dalla locandina ufficiale di questa edizione firmata dal disegnatore Gipi. Un libro per superare muri e barriere, a raccontare alla città ma anche a tutta Italia e idealmente al mondo che la manifestazione editoriale più famosa del paese, in pericolo fino a qualche mese fa, è invece viva, attiva e con un serbatoio pieno di novità e idee che prenderanno forma nei padiglioni del Lingotto tra meno di 90 giorni.

«Sarà un Salone che parla dei tempi in cui viviamo – ha spiegato il direttore, Nicola Lagioia, presentando ufficialmente oggi il lavoro di Gipi e anticipando qualche contenuto – il nostro è un mondo in cui sembrava che i confini stessero scomparendo e i muri crollando, invece no, ecco perché si ragionerà molto sull’idea di confine e di ponte. Il Salone non vuole essere una semplice vetrina, un luogo dove trova riscontro la produzione editoriale, è invece lo spazio di produzione di contenuti, ecco perché cercheremo di incidere sulla realtà».

Tra le parole d’ordine: bibliodiversità, le differenti voci accolte come una ricchezza. «La scommessa era di fare un salto in avanti sfruttando una discontinuità – questa l’idea di Lagioia sul Salone numero 30 – una grande eredità che vive una stagione di rinnovamento dove viene al contempo conservato e rilanciato il patrimonio culturale che è il Salone». Dopo tre mesi di lavoro il progetto pare funzionare e aver ingranato nel segno del nuovo spirito che lo ha rianimato, con un 95% di adesioni da parte degli editori, numero oltre le aspettative dopo la rottura con Milano, che include il valore aggiunto di un lavoro condiviso ed entusiasta.

Sollevato Massimo Bray: «mi sembra che il vento sia cambiato, e così anche il piano editoriale di questo Salone, grazie all’impegno dei tanti che hanno voluto difendere questo appuntamento e il suo valore: le istituzioni, gli Amici del Salone e gli editori che vi hanno riconosciuto un posto che poteva accogliere le istanze dell’editoria indipendente e mostrare i lati migliori dell’editoria italiana». L’orgoglio di Bray va anche agli autori, italiani e stranieri, affezionati al Salone: «forse – ha detto il presidente in pectore – riusciremo a fare in modo che Torino diventi lo specchio della realtà culturale italiana». Intenso è stato infatti anche l’appoggio delle scuole, con l’iniziativa Adotta uno scrittore, che ha dato prova di una scuola viva e desiderosa di partecipazione, nonché della comunità dei lettori, che ha riconosciuto nel Salone di Torino un patrimonio non solo della città ma dell’Italia intera.

«Ho capito che il Salone stava vivendo una sfida importante per la città ma non solo – ha spiegato Bray – mi piacerebbe che l’edizione 2017 sapesse aprire 30 finestre sul mondo, quante sono state le edizioni, e avvicinare con la cultura i cittadini di tutti i paesi, per portare un messaggio importante. Questo Salone ci darà la forza di credere al valore di una comunità che si ritrova intorno ai libri, alla cultura, e a una città che giustamente difende il valore del suo Salone».

Sarà un evento – lo ha raccontato Mario Montalcini, presidente della Fondazione per il Libro – disegnato insieme a editori, associazioni, biblioteche e librai, che diventeranno i protagonisti di una sezione apposita. Saranno tante anche le istituzioni cittadine che porteranno progetti e novità, tra cui il Teatro Stabile e il Regio, Camera, il Museo dell’automobile, ma anche l’Accademia Albertina, il Politecnico e l’Università.

In quanto al programma, sono gustose le prime anticipazioni sul calendario del Lingotto, con la Toscana, patria della lingua e della cultura italiana, ospite speciale, con i momenti internazionali tra cui la finestra Anime arabe che, ha specificato Lagioia ricordando Giulio Regeni, ha bisogno di essere mantenuta aperta e con l’approfondimento sugli States Another side of America, che scaverà le contraddizioni dell’identità made in USA dopo l’anno che ha visto parallelamente Bob Dylan vincere il Nobel e Donald Trump diventare presidente.

Ad animare questo spazio, che sarà anche un luogo fisico con una libreria a stelle e strisce, saranno scrittori, saggisti, musicisti. Non mancherà l’attenzione rivolta al mondo della tecnologia e della scienza, e così nemmeno i classici spazi del Salone dedicati ai mestieri dell’editoria e alla traduzione, area che includerà un ciclo di incontri tra cui spicca l’appuntamento con Ernesto Ferrero, traduttore di Louis-Ferdinand Céline, e ancora alle letture ad alta voce. La musica avrà un’area dedicata, in virtù della partnership con il festival Narrazioni Jazz, con esibizioni dal vivo e spazio per l’editoria musicale. Non mancheranno gli anniversari in un 2017 di rilancio e ripartenza: si ricorderanno i 100 anni dalla Rivoluzione d’ottobre, i 40 anni dal 1977 e, tra i personaggi, Don Milani, Totò, Primo Levi.

«Parleremo dell’Italia e del futuro che non crolla – ha ribadito il direttore – portando testimonianze dal centro Italia colpito dai terremoti con scrittori e intellettuali. Fedeli alla vocazione culturale del Salone ringraziamo le istituzioni che hanno risposto significativamente alla nostra proposta di agevolazioni per l’iscrizione al Salone degli editori provenienti dalle zone terremotate».

Ritornerà l’International Book Forum, lo spazio per la compravendita dei diritti, che si aprirà al dialogo tra editoria e mondo audiovisivo con produttori di cinema e tv. Tra i paesi aderenti, Germania, USA, Canada, Mozambico, Nigeria, Giappone. La collaborazione sarà anche quella con i giornali, in particolare con gli inserti culturali di Stampa, Corriere e Repubblica.

Prenderà poi forma una grande libreria costruita da librai e bibliotecari, che si propone di diventare lo specchio degli eventi del Salone. Il Bookstock Village, lo spazio pensato per ragazzi e scuole, ospiterà oltre ai consueti appuntamenti e laboratori anche una mostra realizzata in collaborazione con la Fiera del libro per ragazzi di Bologna, un percorso tra i migliori libri illustrati al mondo. Presente il cibo, grazie a Slow Food, per parlare di temi culturali legati al piacere, ma a loro modo anche a politica ed economia. E poi prenderà vita il Superfestival, idea nata in collaborazione con La Grande Invasione di Ivrea: Torino diventerà nei giorni del Salone il più grande contenitore di festival culturali di Italia, tutti presenti in un’area apposita dove presentarsi e incontrare i lettori. Quest’anno inoltre il SaloneOff si svolgerà in fascia serale, dalle 20.00, orario di chiusura dei padiglioni del Lingotto ma anche momento da cui scatterà la vera festa per la città.

Intanto, in attesa del 18 maggio, si sta costruendo la grande primavera torinese in forma di festival permanente che, spaziando tra i luoghi culturali della città, porterà da marzo a maggio grandi nomi della scena culturale internazionale in città. Si inizia il 9 marzo con Philip Shultz, che sarà al Sermig, a seguire il 21 marzo, Giornata Mondiale della Poesia, il Circolo dei lettori organizzerà una maratona serale, e ancora il 29 marzo la Scuola Holden ospiterà il maestro della short story Charles D’Ambrosio. Il Nobel 2015 Svjatlana Aleksievič sarà alla Cavallerizza Reale il 28 aprile per parlare della propria storia e carriera, ma prima di lei il 4 aprile al Circolo dei Lettori sarà protagonista la matita di Igort, mentre il 18, sempre in via Bogino, si parlerà di Matera capitale della cultura 2019. All’auditorium Rai sarà invece Patti Smith ad accendere la primavera torinese, con un concerto speciale previsto per il 6 maggio, mentre il 12 dello stesso mese la Scuola Holden accoglierà Ben Lerner.

Tanti, naturalmente, gli scrittori che arriveranno a maggio al Lingotto, sui quali ancora non si è anticipato nulla. Tra di loro romanzieri popolari, ma anche voci anticonformiste, scopritori di nuove strade e disegnatori di vie future. Tra gli indizi in attesa della conferenza pre-Salone di aprile, Lagioia ha menzionato, senza farne ancora il nome, noti scrittori americani e autori italiani tra i più apprezzati al mondo, ma anche scienziati audaci e campioni del fumetto: «stiamo allestendo un percorso di grande coerenza e compattezza, i nomi che preannunciano il Salone sono il biglietto da visita per quello che stiamo mettendo su: tutta l’Italia dovrebbe essere orgogliosa del Salone del Libro di Torino!».