Libri Torino - Domenica 19 febbraio 2017

Un viaggio tra le librerie storiche di Torino

di Alessandra Chiappori

È facile pensare a Torino quando si parla di libri, scrittori ed editoria: in città sono passate alcune tra le più autorevoli penne della letteratura italiana, e hanno fondato le proprie imprese altri grandissimi nomi del mondo editoriale. Ma oltre a memorie lontane e attuali di chi i libri li scrive e li produce, Torino riserva sorprese e angoli di storia e fascino anche per la grande categoria dei lettori. Tra librerie storiche, caratterizzate da una data di nascita risalente ai primi del secolo scorso, e antiquarie, custodi di carteggi rari e introvabili prime edizioni, sono tanti gli angoli di paradiso bibliofilo. Tanti, purtroppo, anche quelli spariti nell’arco dell’ultimo decennio, spazzati dalla crisi del mondo editoriale e dalla forza dirompente del mercato, la cui storia e fama però passa ancora di bocca in bocca, e nelle tracce lasciate da insegne e antiche vetrine.

Il viaggio alla scoperta della magia dei libri parte con un luogo che tante riviste internazionali hanno classificato tra i più belli di Italia e del mondo: la Libreria Internazionale Luxemburg, in via Cesare Battisti, angolo Piazza Carignano. Classe 1872, si tratta della libreria più antica della città, frequentata negli anni da Primo Levi, Philiph Roth, Allen Ginsberg. Entrarvi è fare un passo in un mondo da sogno, allestito con alti scaffali e scale di legno. Al piano inferiore si trovano novità di narrativa saggistica e una vasta selezione di riviste internazionali, salendo, invece, il cuore della Luxemburg: la parte dedicata alle lingue, con testi di narrativa, dizionari e manualistica inglesi, francesi, spagnoli, tedeschi ma anche cinesi arabi e giapponesi.

Lo stesso fascino si ritrova poco distante, nella Galleria Subalpina, dove lo sguardo non può non cadere sulla vetrina della libreria antiquaria Gilibert, vero must per collezionisti e appassionati di libri antichi. La libreria risale al 1992 e fu fondata da Alfredo Gilibert, bibliofilo e collezionista. Attualmente la gestione dei due piani di libreria è affidata al figlio Massimo, che spesso organizza iniziative come mostre, presentazioni e dibattiti per bibliomani.

In quanto a librerie antiquarie, nel centro di Torino ci sono ancora due mete che non potete mancare, a poca distanza tra loro. Lo studio bibliografico Giorgio Maffei si trova in via San Francesco da Paola ed è una tappa fissa per chi sia appassionato di avanguardie novecentesche, linguaggi sperimentali e quanto di scritto sia stato prodotto durante i periodi futurista, dadaista, surrealista. Si tratta di uno studio, dunque come tale visitabile su appuntamento (info@giorgiomaffei.it). In via Accademia Albertina si trova invece un’altra perla datata 1911, la Libreria Antiquaria Pregliasco, nata come polveroso negozio di libri usati e nel tempo arricchita con un catalogo di pregiate e antiche edizioni. Tra i suoi clienti affezionati, Benedetto Croce, Piero Gobetti, Luigi Einaudi, e più di recente Umberto Eco. Alla terza generazione al comando del negozio, la libreria Pregliasco prosegue nella sua caccia tra antichi tesori librari e biblioteche, attirando bibliofili anche da fuori Italia.

Sapore di Novecento e grandi nomi fanno parte anche della storia della libreria Paravia, fino a poco tempo fa situata in via Garibaldi e oggi, a causa dei problemi economici che hanno messo in ginocchio la filiera, spostatasi in piazza Arbarello. Legata all’attività dell’omonima casa editrice, la storia della libreria è zeppa di rivoluzioni, nomi e sedi differenti. L’attività originaria fu rilevata da Giovanni Sebastiano Botta, Francesco Prato e G.B. Paravia nel 1802 sotto i portici dell’attuale piazza Palazzo di Città, e divenne presto un punto di riferimento per testi di scienza e letteratura su cui la casa editrice si era specializzata. L’ampliamento portò al trasferimento nel 1873 in via Garibaldi, seguirono anni di successo e ulteriore ampliamento, inceppati nel corso del secondo Novecento da alterne gestioni non sempre proficue. Fino agli anni Ottanta, in cui la Paravia ritrovò il prestigio e la centralità nel panorama torinese, purtroppo non sufficienti a farla resistere nella storica sede.

Il destino altalenante della Paravia si è purtroppo declinato nella modalità definitiva della chiusura per altre storiche librerie torinesi, presenti da decenni e fortemente radicate nella vita culturale e nelle abitudini dei cittadini. Vale la pena citare la storica libreria Fogola – Dante Alighieri, presente in piazza Carlo Felice fino a pochi anni fa, e sorta nel 1911 su iniziativa di un commerciante ambulante di libri originario della Lunigiana. Tre chioschi originari trasformati poi in una elegante libreria dove usavano spendere tempo scrittori, giornalisti e studiosi: un luogo prezioso che purtroppo resta solo nella memoria. Risalendo verso via Roma, fino al 2006 la Libreria Druetto, sorta nel 1925, affacciava le proprie vetrine su piazza CLN. Affitto salato, conduzione familiare e concorrenza spietata hanno caratterizzato un’infelice parabola per una delle più prestigiose librerie della città, frequentata da Pavese, Antonicelli, Peretti Griva, e inserita nell’Associazione Librerie Storiche e Antiquarie d’Italia insieme alla Fogola e alla Pregliasco, su un totale che ne conta solo una cinquantina in tutta la penisola.

Altri negozi sorgono ora sulle piantine delle antiche librerie, accade a Druetto ma anche alla Libreria Lattes, di via Garibaldi, fondata nel 1893 mantenendo l’attività editoriale al piano rialzato e quella commerciale a pian terreno. Dopo la prima vendita nel 1965, il crollo definitivo nei primi duemila, che ha lasciato posto a un negozio di arredi e utensili. Dell’antica libreria resta oggi la bussola di ingresso con bacheche e vetrine espositive, mentre purtroppo l’interno è stato rifatto cancellando la scaffalatura che caratterizzava il perimetro del locale. Triste sorte e chiusura, infine, segnata pochi anni fa anche per la grande libreria Zanaboni di Corso Vittorio Emanuele, risalente al 1912 e specializzata in argomento ferroviario, collezionismo e guide turistiche e nautiche.

La vita libraria torinese non è certo andata affievolendosi, anzi, tante sono le nuove librerie indipendenti attive e ricche di novità ed eventi, resta però la malinconia nel ripensare a luoghi intessuti di storia dove non solo i libri, ma le pareti stesse e i librai erano in grado di raccontare bellissime storie.