Food Torino - Domenica 12 febbraio 2017

A San Valentino ti regalo un cioccolatino

di Alessandra Chiappori

Torino - A San Valentino, si sa, trovare un pensiero romantico e su misura per il nostro lui o la nostra lei potrebbe rivelarsi difficile. Perché allora non optare per i grandi classici? Un fiore, profumato, colorato e sempre gradito, ma ancora di più un cioccolatino: un piccolo vizio dolce che sa di affetto, e che a Torino si porta dietro storie di passione artigiana, tradizione e sperimentazione, ma anche vicende d’amore e incessante ricerca di ingredienti nuovi e pregiati. Nella città del cioccolato e delle pasticcerie storiche sono tante le delizie a base di cacao e di nocciola, la vera star dell’arte dolciaria piemontese, e sono tutte da scoprire e da assaggiare.

Gustando con gli occhi e le papille le vetrine dei locali antichi come Stratta o Baratti & Milano, perché non farsi conquistare da un’elegante confezione di dragée, termine francese per indicare i classici confetti con mandorle ricoperte di zucchero, che a Torino si riferisce però alle praline? Ce ne sono di tantissimi tipi e qualità, con ripieni sempre differenti e coperture di finissimo cioccolato al latte o fondente. Il dragée più classico racchiude al suo interno la nocciola IGP, ma ci sono anche mandorle tostate, che possono variare in canditi di arancia, oppure uvetta e cocco, e ancora mandarini e alkekengi ricoperti di cioccolato, senza infine dimenticare i famosi e aromatici chicchi di caffè.

Una menzione a parte meritano i famosi tartufi o tartufati, cioccolatini dal cuore morbido di cioccolato burro e cacao amaro in polvere che, di forma tondeggiante, proprio per l’aspetto assomigliano a tartufi. Ma, come i veri tartufi che si trovano a terra, anche quelli di cioccolato esistono in tantissime versioni: l’americano, poco rispettoso degli ingredienti classici che invece sono utilizzati in quello europeo, soprattutto nelle sue varianti francese – con panna fresca, cioccolato fuso e cacao in polvere – e svizzero, cui si aggiunge il burro. La leggenda narra che a Chambery, capoluogo francese della Savoia a pochi chilometri da Torino, il tartufo fu inventato alla fine dell’Ottocento dal pasticcere Louis Dufour, unendo scarti di pasticceria mentre era rimasto improvvisamente senza più cioccolatini da servire ai clienti. Le truffe au chocolat sbarcarono poi oltre Manica, per conquistare infine il mondo e trovare in Piemonte un ingrediente perfetto con cui sposarsi: le nocciole. Ad avere l’idea, il pasticcere Oscar Sebaste, che provò a impastare l’avanzo del taglio del suo celebre torrone con cioccolato, cacao e pasta di nocciole.

E poi c’è l’intramontabile gianduiotto, uno dei simboli di Torino. Anche in questo caso, a fare da regina di fianco al cioccolato è la nocciola, che conferisce al morbido impasto del cioccolatino a forma di barca rovesciata e fasciato in carta dorata, come un piccolo lingotto, quel sapore inconfondibile di gianduja. Il giandujotto nasce a Torino, in Borgo San Donato nel 1865 da un’idea di Caffarel, che lo abbina alla maschera Gianduja incaricata di offrire i cioccolatini per strada durante il carnevale. In epoca napoleonica il cacao importato era scarso, da qui la trovata di unire all’impasto la crema di nocciole, prodotto locale.

Anche il cremino ha, negli anni, contribuito a rendere famosa Torino. Il cioccolatino è un classico cubotto in cui si stratificano tre tipi di cioccolato, solitamente i due esterni al gianduja e quello interno variabile in pasta di cioccolato alla nocciola, al caffè, o ad altri gusti. Il cremino ha un inventore, Ferdinando Baratti, sì, proprio colui che ha dato il nome insieme a Edoardo Milano alla celebre confetteria in piazza Castello, attiva da metà Ottocento. Tutti avranno inoltre in mente il cremino FIAT, vincitore del concorso lanciato dalla casa automobilistica nel 1911 per promuovere il modello Tipo4. Majani di Bologna vinse il concorso con un cremino speciale, di 4 strati, che alternavano gianduja e pasta di mandorle.

Ma la storia più romantica è quella che riguarda i famosi Cri-cri, i cioccolatini che si fingono caramelle, tondi e nelle loro carte colorate. Delizia dell’arte pasticcera torinese, i Cri-cri fondono insieme tutta l’esperienza della cioccolateria: un po’ praline, un po’ confetti, nascondono all’interno una nocciola ricoperta e rivestita di cioccolato, sopra il quale c’è uno strato di mompariglia, piccole palline di zucchero bianco. Originali e inconfondibili, come ogni simbolo che si rispetti, sono corredati da una romanticissima storia che li rende perfetti in ogni stagione, ma ancora di più a san Valentino. La leggenda racconta infatti di una fanciulla torinese, di nome Cristina, che cuciva abiti per eleganti dame della città e aveva per fidanzato uno studente che a ogni appuntamento le portava dei buonissimi cioccolatini. Li acquistava in pasticceria, e la commessa, che sapeva a chi erano destinati, sapendo il soprannome che lui dava alla fidanzata chiedeva solo Cri? e si sentiva rispondere Cri, con un sorriso. Fu così che il pasticcere decise di ribattezzare il cioccolatino ricoperto di zuccherini bianchi Cri-cri, nome che da fine Ottocento resta ancora oggi a contraddistinguere con tenerezza e ironia un’altra piccola delizia di cioccolato tutta torinese.

Scopri cosa fare oggi a Torino consultando la nostra agenda eventi.
Hai programmi per il fine settimana? Scopri gli eventi del weekend a Torino.

Oggi al cinema a Torino

Il terzo uomo Di Carol Reed Thriller Gran Bretagna, 1949 Ambientato nella Vienna del dopoguerra. Holly Martins (Joseph Cotten), uno scrittore americano di western di scarso valore, arriva a Vienna per mettersi in affari con un vecchio amico di infanzia, Harry Lime, ma lo trova morto. Dopo aver scoperto che... Guarda la scheda del film