Viaggi Torino - Sabato 10 settembre 2016

VenTo Bici Tour: da Venezia a Torino in bicicletta

di Alessandra Chiappori
VenTo
© facebook/VenTo

È in partenza sabato 17 settembre da Dorsoduro, Venezia, la quarta edizione del bici Tour VenTo, il progetto di pista ciclabile dal capoluogo veneto a Torino promosso dal Politecnico di Milano dal 2010. Un’idea visionaria per un‘infrastruttura leggera alla base di una più grande concezione dei paesaggi del fiume che, attraverso una via ciclopedonale di 679 km a bassa velocità, reinterpreta, tra pedali e camere d’aria, i concetti di mobilità, sostenibilità e territorio.

Forte della nascita, lo scorso luglio, della Rete delle ciclovie turistiche nazionali, VenTo si appresta a seguire un itinerario di 9 tappe e 20 eventi lungo il Po nell’ambito della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile. «Il tema del tour di quest’anno è Ricucire la bellezza – racconta il professor Paolo Pileri, responsabile del progetto – VenTo, come spero tante ciclabili, non deve solo essere una ciclovia, la nostra idea è che diventi un filo che unisce le bellezze che non vediamo più, ma che ci sono. In modo contro intuitivo, dopo una legge di stabilità che ha stanziato dei finanziamenti e un protocollo firmato il 27 di luglio, abbiamo voluto fare questa mossa, per capire che l’Italia è tutto questo: la risaia, la confluenza del Sesia nel Po, oppure un ponte bellissimo del '800 su cui già passava il treno».

Pedalare, dunque, alla scoperta di un’identità radicata nel paesaggio che da tempo è andata persa, frantumata. E per raggiungere lo scopo, VenTo si muoverà verso il Salone del Gusto di Torino con un bottino gustoso: «dalla partenza a Venezia – prosegue Pileri – raccoglieremo i vari tipi di paste ripiene, un po’ un simbolo del percorso: dal tortellino, al raviolo, al testarolo… Ogni luogo ha la sua ricetta diversa, le paste sono l’indicatore di una serie di saperi che includono gli ingredienti, il tipo di agricoltura, la presenza dell’acqua... Portare le paste ripiene a Torino servirà per ricordarci che da Venezia al Piemonte c’è un mondo fatto di diversità e bellezza che continua a essere asfaltato con le autostrade».

Un patrimonio che non può essere salvato da solo e che necessità di conoscenza e dunque rispetto. I segnali da parte del governo sembrano incoraggianti, con il primo stanziamento per le ciclovie turistiche nazionali e la priorità assegnata al nuovo modello di sviluppo. A fronte di un investimento iniziale di duecentomila euro è stato infatti calcolato che ogni chilometro di ciclabile turistica attiverà ben cinque posti di lavoro. «Quest’anno durante il Bici Tour abbiamo dato vita anche a un’altra iniziativa – aggiunge Pileri – a Ferrara faremo una grande riunione tra tutti i siti Unesco da Venezia a Torino: ce ne sono moltissimi e non lo sappiamo! Ognuno fa le proprie politiche, vorremmo invece incontrarci per ragionare e promuovere qualcosa di coordinato, immaginando che questi territori siano tutti attraversati da VenTo: la mobilità ciclistica potrebbe diventare un motore per il turismo nei siti Unesco. Insomma, la potenza di questo progetto è di ricucire, di mettere insieme, ed è quel di cui abbiamo bisogno ora in questo paese. Se in passato dovevamo rinforzare le identità locali, oggi abbiamo bisogno di lavorare sul senso di coordinamento delle identità locali, è lì che deve andare il nostro sforzo».

VenTo Bici Tour attraverserà la bellezza tra il delta del Po, i luoghi del post nucleare, i parchi, la navigazione sul fiume, gli argini, le bonifiche e le irrigazioni, giungendo infine a Torino domenica 25 settembre, in tempo per il Salone del Gusto, per il quale sarà ospite atteso con la sua carovana a due ruote.

Intanto a testare il percorso ci hanno pensato i torinesi Fabio Abbà e Gaia Alba, viaggiatori e blogger. Dopo un intero anno di avventure on the road negli States, durante i quali si sono spostati a lungo in bicicletta, hanno deciso di ripetere l’esperienza in Italia, su quello che sarà il tracciato del progetto VenTo una volta concretizzato.

Al contrario del Bici Tour ufficiale sono però partiti da Torino lo scorso 21 agosto, toccando Venezia dieci giorni dopo: «la parte piemontese del percorso è secondo noi la più difficile, nel vercellese e nell’alessandrino ci sono risaie, campi allegati e parti di sterrato –commentano - una volta arrivati a Pavia invece iniziano le piste ciclabili riconosciute, intorno a Ferrara i percorsi sono curati e i servizi sono segnalati, speriamo che VenTo prenda esempio da questo modello».

Positivo, anzi positivissimo, il riscontro umano: «il novanta per cento delle persone a cui abbiamo raccontato il nostro progetto conosceva VenTo, sia i ciclisti che i commercianti, che si sono dimostrati ben contenti: ci hanno rivelato che non siamo i primi a fare il percorso e c’è tanta aspettativa: in alcuni paesini senza la pista ciclabile non passerebbe mai nessuno. Ci ha fatto piacere trovare anche tanti altri italiani, molti pensano che siano solo i nordici a fare questo tipo di percorsi».

Il caldo intenso che alle 7 del mattino faceva già pesare sulle spalle i 30 gradi di fine agosto non ha fermato Fabio e Gaia, pronti a un intenso programma di pedalate dal mattino fino a mezzogiorno e, dopo una pausa per pranzo, ancora fino alle 5.30-6 di sera: «è stato bello l’approccio di chi non vede mai passare nessuno, e allora quando ti fermi a prendere l’acqua magari ti racconta i luoghi, ti consiglia i posti da vedere – raccontano, mentre già progettano viaggi per il futuro – Sicuramente rifaremo la VenTo quando sarà pronta. Ora staremo per un po’ fermi a Torino, ma nel frattempo puntiamo sulle biciclette, è una promessa di locomozione: ci siamo innamorati di questo mezzo, si va più lenti, si vive il viaggio vedendo la strada e facendo più attenzione alle cose. Si perde meno tempo, anche se si va più lenti». Il viaggio sulle tracce della VenTo di Gaia e Fabio è documentato sul loro sito www.icefotolog.it