Sono stato al
Le Corbusier qualche giorno dopo la fatidica inaugurazione di venerdì 3 ottobre e la sensazione che ho avuto è la stessa che si prova ascoltando i dischi di grandi artisti che, per attirare l'attenzione, recuperano i fasti del passato rielaborando il loro masterpieces di venti anni prima. I risultati di tali operazioni possono essere diversi:
1) discutibilie e sterile come potrebbe essere ascoltare tubular bells II e III di mike Oldifield in crisi di identità e di vendite.
2) bucolico ma commerciale come Harvest Moon il remake registrato negli anni 90 di Harvest del 1972 di Neil Young, musicista che comunque ha sempre mantenuto una sua credibilità.
3) amiccante ma ben riuscito come il remix di Sympathy for the devil dei Rolling Stones.
Nel caso del le Corbusier a parer di molti corbuaddicted di lunga data (compreso chi scrive) siamo tra la prima e la seconda opzione in quanto il pezzo che si remixa è la classica recensione del giornale locale che reciterebbe
così: "Nel mezzo della movida genovese Il Le Corbusier è sicuramente uno dei locali più meritevoli, meta di ritrovo di artisti, bohemeien, figli di papà,.. che animano il locale, che dai fedelissimi viene chiamato le Corbu...".
Remix o autocelebrazione? tutti e due: un enorme e discutibile scritta le corbu domina la saletta di mezzo appesantita da un altra scritta che ribadisce il nome del locale per esteso e da rifiniture in ottone ed effetti mosaico impreziositi da fiori digitali!?!
Dove è finito il semplice ma ben refinito locale che riportava sugli scontrini il nome bar mixer e non aveva ben visibile il nome del famoso architetto? Forse in crisi di identità cerca di riproporre ed imporre il suo marchio? Boh ? chi vivrà vedrà e soprattutto perchè sto dissertando di ciò? E' solo un bar e perchè non l'hanno scritto con la K? Ora ricordo...non riuscivo a prendere sonno.
Paolo Bollero
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