«D'accordo, Morgan ha fatto una belinata però il Festival di Sanremo, escludendolo, perde un grande artista». Così il paroliere e direttore artistico del Premio Bindi Giorgio Calabrese commenta il caso Morgan, in occasione della presentazione della manifestazione, per la prima volta in versione invernale (da cui il Winter nel nome). Il Premio si svolgerà sbaato 6 febbraio 2010 al Covo di Nord Est di Santa Margherita Ligure dalle 21.30.
Morgan non parteciperà alla kermesse più famosa d'Italia perché ha dichiarato in un'intervista di utilizzare il crack per curare la depressione. «Il fatto che Morgan faccia uso di droghe non mi interessa e non mi riguarda: sono affari suoi», dice Calabrese. Tra l'altro l'ex leader dei Bluvertigo è un grande estimatore di Umberto Bindi, e lo ha rivalutato molto, cantando anche suoi brani in un'epoca in cui rischiava di esserer dimenticato. «Morgan, che è già stato ospite del Premio, è un cultore della musica e considera Bindi il musicista per eccellenza».
Calabrese, grande amico di Umberto Bindi e autore di canzoni come Arrivederci, Domani è un altro giorno, Il nostro concerto, E se domani, nel 2005 ha voluto fortemente la manifestazione dedicata al grande cantautore genovese scomparso.
«Umberto e io ci siamo conosciuti nel 1950. Lui aveva diciotto anni. Me lo ha presentato Joe Sentieri, che credeva molto nel suo talento. Abbiamo cominciato subito a lavorare insieme, uniti come eravamo dall'amore per la musica seria. Insieme ci divertivamo molto. Di Umberto ricordo il carattere bizzoso, come quello di una prima donna. Aveva una grande sensibilità ed era impossibile non volergli bene. Bindi è stato un punto di riferimento per me e anche per Genova, che però non gli ha mai dimostrato l'affetto che avrebbe meritato».
Calabrese è stato vicino a Bindi fino alla fine: «siamo riusciti a fare un disco insieme pochi anni prima che lui se ne andasse. Non abbiamo mai parlato della morte. Credo che lui non credesse che infine il momento sarebbe arrivato. Oggi mi manca molto».