L'album Ys del Balletto di Bronzo rimane una delle creature discografiche più originali e longeve dell'intero panorama rock italiano. Non limitiamoci all'etichetta progressive, anche se il dominio espressivo è - parzialmente - quello.
Era il 1972. Il Balletto di Bronzo - reduce dalla sbornia hard-psych-blues di Sirio 2222 - assolda tra le sue fila un talento della tastiera e della composizione, il napoletano Gianni Leone, già attivo con la prima formazione di Città Frontale (nucleo seminale degli Osanna). È la svolta. La Polydor - che, da lì a breve, produrrà band del calibro dei Latte e Miele, Ibis e Sensations' Fix - emette un album unico nel suo genere. Ys, appunto.
Che cosa ha di particolare questo disco? Intanto uno spessore qualitativo sul piano armonico e ritmico, degno di masterpiece d'Oltremanica. Venature hard, reminiscenze classiche, intemperanze jazz, dissonanze contemporanee e impasti vocali dark si rincorrono battuta dopo battuta, regalando all'ascoltatore un affresco eclettico, seducente ma soprattutto complesso.
E - si sa - la complessità richiede "studio". Il critico musicale Gianmaria Consiglio è da un bel po' che segue quella scia sonora. Arriva addirittura a scriverci sopra una tesi in Storia della Musica Moderna e Contemporanea. Oggi, quella dissertazione accademica ha assunto - finalmente - la soffice forma del volume da sfogliare. Parole e pentagrammi si alternano, grazie ad un agile (nonché prezioso) apparato di puntuali analisi.
Il titolo è già tutto un programma: Il Balletto di Bronzo e l'idea del delirio organizzato. Ys tra rock e avanguardia (Eclysse, 2009). Subito, come un fulmine, mi è balzata nella capoccia l'idea del "caos organizzato" di Varèse; ma il buon Consiglio ti prende per mano e ti fa attraversare quella linea di confine tra il suono e il rumore mostrandoti le icone concettuali di Schönberg e Ligeti per poi ritornare alla solidità del rock. Ma oltre alla partitura, c'è anche la "storia" supervisionata dalla memoria dettagliata dello stesso Gianni Leone.
Una monografia seria che tratta - in primis - di musica e non si perde in inutili tentazioni retrò, per merito anche ad una prosa efficace, fluente ed analitica. Allegato al libro, un CD con tre inediti. Prefazione di Lino Vairetti degli Osanna. Prossimamente presentazione ufficiale genovese a cura di Black Widow, Studio Maia e CSPI...seguiteci e, magari, nel frattempo, procuratevelo...