E la Black Widow aggiunge un'altra bandierina "concertistica" in Liguria. Attenta organizzazione e copiosa affluenza di pubblico venerdì 30 ottobre al Teatro Chiabrera di Savona. Sul palco una presenza storica del progressive italiano, gli Osanna, in compagnia di David Jackson (sax dei Van Der Graaf Generator), e il compositore/chitarrista genovese Giorgio C. Neri. La label genovese aveva diramato particolari sull'evento già da qualche mese creando una rilevante attesa tra gli aficionado. Il piatto era forte, così come la promessa da mantenere.
Apre il live Giorgio C. Neri con la sua band. L'atmosfera è quella della performance ad effetto giocata su atmosfere dinamicamente cangianti. Ma il copione comanda dal leggìo: l'esecuzione integrale dell'album a suite Logos, pubblicato proprio dalla Black Widow nel 2008. Rispetto al disco, sul palco i suoni escono con maggiore incisività, si percepisce un'aggressività quasi calcolata, benché il solista Neri riesca ad inventarsi eclettici episodi individuali. Dalla poderosa muraglia hard, emerge uno gusto chitarristico capace di combinare rincorse alla Malmsteen, dilatazioni floydiane e sequenze memori del primo Oldfield.
Poi, è teatro. Lino Vairetti, frontman degli Osanna, si palesa abbigliato da pulcinella rock e con mimica gestuale chiama sulla ribalta uno sparring partner ormai entrato di sana pianta nella band. È Dave Jackson con la sua collezione di sassofoni. La tarantella dell'intro a Palepoli infiamma il Chiabrera. Il gruppo ripercorre le tracce della recente antologia Osanna & Dave Jackson Prog Family: Jackson colora con i suoi fiati una tela già vivace di suo. Brano dopo brano, la "famiglia" si allarga con gli inserimenti della cantante Sophya Baccini, di Gianni Leone (tastierista del Balletto di Bronzo) e di Elio Eco alla tamorra. Sullo sfondo scorre la storia del complesso partenopeo, ricordata da schegge video degli anni Settanta. Ma il sound non è nostalgico e la suprema sintesi si tocca nel liberatorio finale ordito sulla reprise di Theme One dei Van Der Graaf Generator.
Il piatto era forte: è stata una scorpacciata e le promesse sono state più che mantenute. Ora, la speranza è quella di assistere ad altri concerti di simile levatura anche nella nostra città. Ogni aggiunta è superflua: conosciamo i tipi della Black Widow e sappiamo che ci riproveranno.