Gentile redazione, mi chiamo
Massimiliano Delfino e rappresento l'associazione musicale di Arenzano
Onde Sonore. Come altri lettori delle vostre pagine sto seguendo il dibattito.
Nonostante le differenti posizioni mi sembra di poter asserire che la musica a Genova è viva. Questa è già una buona notizia di questi tempi, non credete? A sentir dire in giro, sembrava morta e sepolta. Ma se fosse così chi ne sta parlando? Curiosi, vecchie glorie in pensione?
La musica c'è ma non sta più dove la gente è abituata a sentirla, ossia i piccoli e medi palchi che offriva la città.
La musica ha bisogno di investimenti che in questo momento non ci sono e allora ha trovato spazio dove non è una sola questione di birre vendute alla fine della serata.
Noi, per nostra scelta,
abbiamo deciso di farla in piazza, dove e quando ci ospitano, ovviamente.
Quando non c'erano luoghi deputati all'intrattenimento, questo lo si faceva per strada. Se c'è voglia di suonare, sinceramente, e voglia di divertirsi. Basta quello.
Il mio pensiero va a realtà come
Metrodora che organizza il
Festival delle Periferie o alla
festa del Volontariato promossa dall'
associazione Mosaico. Ma anche ad altre realtà che si stanno dando sensi di marcia costruttivi come la già citata
Disorderdrama o
Volumìa, solo per citare movimenti "spontanei" affini al nostro modo di pensare.
La musica è una festa a cui tutti siamo invitati 365 giorni all'anno; perchè lasciarla languire attendendo le poche grandi occasioni che approdano a Genova?
Se
a Ronco c'è uno spazio, parliamone.
La Liguria non è solo Genova e spesso il meglio lo sa dare proprio la sua provincia.
Noi siamo disponibili.
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