Vorrei intervenire nel dibattito che si è sviluppato intorno all'
affaire Panteka. Premesso che la notizia mi ha davvero rattristato perché la Panteka è stato uno dei punti di riferimento della mia adolescenza, e non solo (ah quanti metri di birra!).
È davvero un peccato e un impoverimento per tutta la città e per la sua cultura quando pezzi di storia come questi locali se ne vanno. Magari per essere sostituiti da anonimi bar stile finto-minimale o pseudo-milanese dove per un cocktail paghi 7 euro e la musica fa pena.
Però non posso che trovarmi d'accordo con molto di quello che
Matteo Casari dice nel suo intervento. Cerchiamo ogni tanto di vedere quello che di buono offre questa città e di non esercitarci nello sport cittadino preferito, ovvero il mugugno olimpionico. So che voi di mentelocale.it avete sempre sostenuto quel che di buono viene dalla vita notturna genovese e dalla città in generale, e secondo me con il vostro lavoro avete anche in qualche modo contribuito a rinnovare e migliorare questa città.
Mi riferisco piuttosto al solito clima di sfiducia e disfattismo che si respira anche e soprattutto tra i giovani, i miei coetanei, coloro che magari anche adorano Genova ma che non possono far a meno di lamentarsi di quanto è provinciale, indietro, monotona, che criticano tutto quanto viene fatto solo perché viene fatto a Genova e allora per questo fa schifo (il capodanno, l'anno Europeo della Cultura, ecc.).
Perché non essere propositivi per una volta? Se non vi piace il modo in cui vengono fatte le cose, perché non andare oltre il semplice lamento? Questo è il primo punto.
Il secondo punto, è una sorta di esterofilia che noto nei confronti delle altre città. A questo proposito vorrei far presente la mia personale esperienza.
Ho appena concluso l'università, la Laurea Specialistica l'ho fatta a Bologna. E qui di solito si leva un coro di oohhhhh di ammirazione. Che bella Bologna, quella sì che è una città viva, lì c'è tutto, c'è la musica ecc. E via con i soliti stereotipi. Quello che vi voglio portare è la testimonianza di una città in declino, che in soli 2 anni ho visto peggiorare dal punto di vista proprio di quella gran vita che dovrebbe esserci. La sera strade deserte, in centro il coprifuoco all'una anche il sabato notte, la musica sì c'è, ma se non hai la macchina o 15 euro da spendere in taxi non la senti la musica, perché i locali negli ultimi 5-6 anni li hanno spostati tutti fuori dal centro. Molto fuori.
Con questo non voglio fare un atto di accusa nei confronti di Bologna, che è una città a cui comunque mi sento legata, voglio solo dire che non bisogna demolire Genova perché quello che sta succedendo qui da una decina d'anni a questa parte è straordinario. D'altra parte voglio sottolineare che bisogna che questa rinascita continui con uno sviluppo armonico, per evitare quelle situazioni che si sono verificate ad esempio proprio a Bologna, dove ogni giorno ci sono manifestazioni di comitati di quartiere contro il degrado, dove il degrado sono le persone che stanno fuori dai locali a chiacchierare la sera (e anche a far casino in certi casi, non dico di no), dove il casino è un decimo di quello che c'è nei vicoli, ma casino diventa=degrado, per cui studenti=degrado, e allora cacciamoli via sti studenti con il coprifuoco e spostando i locali così siamo tutti contenti di avere le strade vuote (che poi ovviamente diventano il paradiso della criminalità).
Genova è bella e molto più viva di quello che crediamo. Preserviamo i locali storici dalla chiusura, ma preserviamoci anche dalla chiusura delle nostre teste.
Grazie per avermi dato la possibilità di esprimermi e buon lavoro,
Myriam
ps: quando lo facciamo il jazz festival nei vicoli? Io ci sto!