È semplicemente vergognoso
l'articolo che la vostra redazione ha scritto riguardo gli spazi per la musica live a Genova.
L'ironia che sottende alla domanda retorica
...ma non mancavano gli spazi? è semplicemente fuori luogo, e offende chi la musica a Genova cerca di proporla da anni, e si trova a dover operare non solo con scarsa attenzione da parte dei mezzi di comunicazione, ma addirittura a trovarseli remare contro, come nel caso di questo Vostro articolo quanto meno scomodo, che rassicurerebbe il lettore sul fatto che, invece, in questa città locali ed occasioni non mancherebbero.
Milk,
Quaalude,
Sound Village sono gli ultimi rimasti. Ma se si tiene conto che sono circoli,
non sembra corretto parlare di locali di musica dal vivo. Al
Little Italy si possono performare solo concertini rigorosamente acustici, visto che i notevoli problemi di
rumore richiamano l'intervento di polizia o carabinieri più o meno ogni settimana. Lo
Zerodieci non è improntato sulla musica dal vivo.
Sono rare eccezioni, e con questo metodo potremmo dire, allora, che qualunque bar, se due volte l'anno suona un parente con la chitarra, diventa un locale live. Inoltre, come ben sapete, anche lo
Zerodieci è un circolo.
Il
Bludiravecca misura 20 mq. Nessun gruppo ha o avrà mai la possibilità di esibirsi con batteria. Fine dei giochi.
Concluso qui il panorama. Questa la situazione nella quinta città in Italia dove da dieci anni, ormai, dalla chiusura dei live al
Teatro Albatros e del
DLF di Sampierdarena, le realtà medie del panorama musicale italiano non hanno uno spazio di esibizione. Una città sempre evitata nelle tournée di gruppi emergenti, autoprodotti, alternativi,
perchè non esiste un club dove poter farli esibire (parole non mie, ma di
Cristina Donà e
Marco Parente al Forum Fnac in conferenza, ndr).
Dunque da noi, se non ve ne foste accorti, la scena musicale passa dal concerto di
Biagio Antonacci al Vaillant Palace al live acustico di gruppi assolutamente locali
in qualche posticino che stiamo difendendo con le unghie, mentre qualcuno sembra non accorgersi di come siano magre le nostre vacche musicali e lo scrive pure.
Ma per non fare in modo che tutto questo sembri un'opinione personale, diamo qualche numero, così, forse,
Giarola più documentato sui fatti, avrà il buon gusto di togliere il punto di domanda dal titolo di un suo articolo dal taglio davvero poco disincantato.
Negli ultimissimi anni hanno chiuso o non fanno più
live:
LuKrezia,
Fitzcarraldo,
Panteka,
Alterego,
Sopraviaventi,
Fronte del Porto,
Nessundorma,
Borderline,
Logo Loco,
Teatro Instabile,
Atlantico,
Rock Pub,
La Soffitta,
Castellaccio,
Spirito di vino,
Dixieland,
Mister Jack.
La Madelein è una caffetteria che si concede ogni tanto qualche venatura jazz (era l'ultimo locale non circolo che facesse rockteca in Genova).
Il
Senior Do Bonfim, invece, è un ristorantino molto elegante. Glielo consiglio per i primi di pesce.
Non riesco davvero a capire cosa, signor Giarola, dovrebbe accadere per fare in modo che si renda conto di
quanto sia critica la situazione di chi la musica a Genova la scrive e la suona e di quanti hanno piacere ad ascoltarla. O di tutti quelli che, ancora, alla serata in discoteca
tunz tunz preferirebbero ballare del sano rock, alternativa che viene concessa, grazie a Dio, in abbondanza in tutte le altre città italiane di dimensione simile alla nostra (ma anche molto più piccole).
Se non mi crede, si faccia un giro su siti come
Grigiotorino o
Milanodabere, per avere solo una piccola idea dell'universo che ci separa dalla civiltà e dal progresso. Si renderà conto anche del miracolo effettuato dalla redazione di
Genovatune, che riesce a mantenere in piedi un cadavare a colpi di defibrillatore:
riescono a scovare particolari e sfaccettature che rendono interessante l'inesistente. Ed hanno da poco assaggiato cosa vuole dire misurarsi nel concreto con le sorprese che questa città e la sua mentalità riescono sempre a riservare.
Se lo facesse, capirebbe perchè tanti gruppi, tra cui il mio, sono costretti a prendere la macchina nei week end e indirizzarsi su altre piazze,
per poter proporre le proprie canzoni e portare avanti un progetto. Sarebbe tanto più bello poter, quantomeno, rendere meno frequenti queste trasferte. Capirebbe perchè alcune realtà, che davano l'ultimo raggio di sole all'ombra del mancato fermento hanno chiuso baracca e burattini, come il
Rocky Horror del Cinema Instabile, che per 6 anni ha fatto parlare di Genova sui siti di mezzo mondo come la seconda
Rocky Horror House d'Italia, gemellata con
Milano e
Londra, e che non ha avuto, invece, alcuna possibilità di proseguire mancando qualunque tipo di struttura idonea anche nel settore
sale da cinema.
Non le starò ad elencare i cinema che hanno chiuso in città negli ultimi 5 anni, non voglio tediarla oltre.
Ma lei, mi sembra chiaro,
è lontano da tutto questo e da problematiche del genere. Altrimenti il sarcasmo lo utilizzerebbe in maniera, forse, più ragionata.
Vista la sua concezione di
spazi per la musica live mi permetto di segnalarle che al baracchino di fronte al Caffè Crippa di corso Buenos Aires, il venerdì e sabato sera fanno karaoke. Se lo appunti.
Cordialità
MARCOFUORI