Quando vi arriva una newsletter trattatela bene.
Spesso non si tratta di uno stupido elenco di sciocchezze con appuntamento fisso nella vostra cartella
Cestino. Beh, certo, a volte uno pensa di iscriversi, che so, a
Polliceverde.it e invece gli arrivano centinai di mail che di verde non hanno proprio nulla, anzi, spesso sono a luci rosse...
Comunque, chi lavora seriamente nel campo delle newsletter c'è eccome. Chi scrive ne sa qualcosa, perché si tratta di colui che, assieme al gran capo Giulio Nepi, tutti i martedì e venerdì vi riempie la casella posta con la
m.letter, ovvero tutto ciò che di interessante e curioso si può fare a Genova.
Per saperne di più, però, siamo andati a vedere come lavorano gli altri, in particolare abbiamo parlato con
Isabella Baroni, responsabile della newsletter genovese di
Buongiorno.it.
Buongiorno.it è un sito che offre un servizio di newsletter gratuite. Ci trovate su un po' di tutto: barzellette, sport, finanza, amore, oroscopo, curiosità sul mondo della Rete. Vive grazie agli introiti dei brevi messaggi pubblicitari inseriti nel testo. C'è anche la possibilità di ricevere notizie via sms.
La società ha sede a Parma, ma i suoi servizi hanno ormai diffusione capillare da quando, diversi anni fa, ha deciso di realizzare le
Mail in Town, newsletter specifiche per le più importanti città italiane. Per le Mail in Town c'era bisogno di punti di riferimento precisi che seguissero la vita sociale, culturale e giovanile nelle città prescelte. Uno di questi è Isabella Baroni, che si occupa della newsletter di Genova.
Isabella si è laureata in Storia dell'Arte Contemporanea presso la Sapienza di Roma, ma ha frequentato il liceo artistico a Genova e quindi conosce bene la nostra città. Quella con Buongiorno.it non è, però, la sua attività principale. Lavora infatti a tempo pieno per
Babel.it, una società di Sampierdarena che si occupa di soluzioni per il web. È molto gentile e parla con un dolcissimo accento romano che ci facilita subito il dialogo.
«Ho cominciato a lavorare per Buongiorno.it circa due anni fa» ci racconta Isabella, «Ho dovuto creare un piccolo ufficio stampa e imparare a gestire i rapporti con teatri, locali, istituzioni. All'inizio non è stato per nulla facile. Questo in gran parte a causa del carattere tipico dei genovesi, sempre un po' diffidenti e chiusi sulle novità».
Caso strano, sono le stesse difficoltà che incontriamo noi di mentelocale.
«Pochi, davvero pochi, sono i locali che sfruttano Internet per farsi pubblicità » ci dice, «alcuni bisogna proprio rincorrerli, cercarli e anche allora non è detto che ti mandino puntualmente i loro programmi. Per non parlare male di nessuno posso fare solo qualche esempio positivo. Un locale che ha saputo utilizzare benissimo Internet è il
Senhor du Bonfim. Il sito del Bonfim è sempre aggiornato e puntuale, facilita il nostro lavoro ed è un'ottima vetrina del locale. Altro esempio, naturalmente, voi di mentelocale.it».
A parte le lusinghe ci trova assolutamente d'accordo. Anche il suo lavoro è molto simile al nostro: due newsletter a settimana (il mercoledì e il venerdì) con due
target da 20 a 30 anni e da 30 a 40.
Ci viene spontaneo vedere se la pensa come noi anche riguardo al futuro di Internet a Genova:
«Boh... La situazione è molto variabile. Negli ultimi due anni se ne sono viste di tutti i colori. Ma, in fondo, Genova è una città in perenne trasformazione. Ha resistito bene alla crisi dell'industria e ha saputo riciclare velocemente alcuni strati della società per fornire servizi molto eclettici. Ma c'è da dire che si tratta di una realtà molto diversa da quella, ad esempio, di Milano dove ormai la Rete è praticamente dappertutto. Mentelocale mi sembra già un ottimo esempio di ciò che potrebbe essere il web a Genova. Vedremo che cosa ci riserveranno i prossimi anni con l'appuntamento del 2004».
Ok, Isabella, sei dei nostri, mugugno compreso.