Teatro Milano Venerdì 8 giugno 2018

Teatro Carcano, la stagione 2018/2019 è un invito al viaggio: il cartellone

Laura Morante, protagonista di Voci nel Buio
© teatrocarcano.com

Milano - La stagione 2018-2019 del Teatro Carcano di Milano, la quinta sotto la direzione artistica di Sergio Fantoni e Fioravante Cozzaglio, presentata giovedì 7 giugno di fronte a una platea composta in gran parte da abbonati e habitués della storica sala milanese, si annuncia come un invito al viaggio. Un percorso vario e multiforme, da effettuarsi zigzagando tra tra discipline e generi diversi, oscillando tra narrazione popolare e ricerca come nella tradizione del teatro.

La grande novità è il ritorno dell’opera lirica dopo decenni di assenza: in collaborazione con il Conservatorio Verdi e l’Accademia di Belle Arti di Brera, al Carcano vanno in scena la farsa comica La cambiale di matrimonio di Gioacchino Rossini (dal 12 al 14 ottobre 2018), interpretata dagli studenti del conservatorio e accompagnata da due melologhi dedicati al compositore pesarese, e il dramma giocoso in due atti Il dissoluto punito ovvero il Don Giovanni di Mozart (dal 3 al 5 maggio 2019). La stagione musicale comprende anche il concerto del Soweto Gospel Choir, compagine sudafricana riconosciuta sulla scena gospel mondiale, per il centesimo anniversario della nascita di Nelson Mandela (Freedom, dal 30 novembre al 2 dicembre 2018).

Sul fronte del teatro di prosa, la stagione si apre con Yasmina Reza e con la sua commedia Bella figura, scritta per il regista Thomas Ostermeier e la compagnia del teatro Schaubühne di Berlino e incentrata su un segreto imbarazzante condiviso da due coppie: al Carcano va in scena con la regia di Roberto Andò e un cast di livello formato da Anna Foglietta, Paolo Calabresi, Anna Ferzetti, David Sebasti e Simona Marchini (dal 18 al 28 ottobre 2018).

In cartellone troviamo poi diversi classici, dal Misantropo di Molière («un classico del Novecento scritto tre secoli fa», secondo Cesare Garboli, in scena dal 13 al 23 dicembre 2018) reinterpretato in maniera originale dal regista Valter Malosti, già autore di una fortunata rilettura de La scuola delle mogli, al Gabbiano di Cechov, uno dei testi teatrali più noti di sempre, rappresentato nella versione precedente alla censura zarista in uno spettacolo prodotto dal Teatro Nazionale di Genova con la regia di Marco Sciaccaluga (dal 31 gennaio al 10 febbraio 2019), fino a due diverse riletture di opere shakespeariane. La prima è Queen Lear (dal 10 al 20 gennaio 2019 in anteprima nazionale), un dramma musicale en travesti ispirato al Re Lear che cala la tragedia in una realtà contemporanea e tutt’altro che regale, mentre gioca sulla contaminazione di generi diversi: musica classica e pop, elettronica, versi più tradizionali e strofe di rap. Queen Lear è in realtà Lea Rossi, un’anziana negoziante alle prese con il decadimento fisico e con l’obbligo di chiudere la sua attività e andare in pensione. Diretta e interpretata dalla compagnia Nina’s Drag Queens, è il frutto di una co-produzione tra il Teatro Carcano, il Teatro Metastasio di Prato e la cooperativa Aparte. Anch’esso frutto di una coproduzione (tra il Teatro Bellini di Napoli e Atir Teatro Ringhiera di Milano), Le allegre comari di Windsor, scritto da Edoardo Erba e diretto da Serena Sinigaglia, è uno spettacolo che riadatta, taglia e monta con ironia la commedia del Bardo inserendo brani cantati e suonati dal vivo dal Falstaff di Verdi (dal 21 febbraio al 3 marzo 2019).

I più attenti alle nuove voci del teatro contemporaneo apprezzeranno anche Alla mia età mi nascondo ancora per fumare, dell’autrice algerina Rayhana, portato in scena sempre da Serena Sinigaglia (dal 15 al 25 novembre). Una pièce tutta al femminile, ambientata in un hammam di Algeri, in cui l’ironia consente di affrontare con delicatezza un tema importante come il ruolo della donna nelle società islamiche. Sempre nell’ambito della drammaturgia contemporanea, John Pielmeier dirige Laura Morante in Voci nel buio, un thriller sorprendente allestito per la prima volta in Italia (dal 5 al 17 marzo 2019). Quartet, portato in scena da Patrick Rossi Gastaldi con un quartetto di interpreti composto da Giuseppe Pombieri, Cochi Ponzoni, Paola Quattrini e Giovanna Ralli (dal 21 al 31 marzo 2019) ha invece come protagonisti quattro interpreti d’opera che vivono in una casa di riposo e progettano un ritorno alle scene.

Dopo il successo ottenuto con L’inquilina del piano di sopra, Stefano Artissunch è tornato a lavorare su un testo del commediografo francese Pierre Chesnot con gli stessi attori, Gaia De Laurentiis e Ugo Dighero: nella commedia brillante Alle 5 da me (in cartellone dal 4 al 14 aprile 2019), i due interpreti vestono i panni di ben dieci personaggi diversi. In chiusura (dal 9 al 19 maggio 2019) c'è Parenti Serpenti, la commedia agrodolce di Carmine Amoroso conosciuta dal grande pubblico grazie alla trasposizione cinematografica di Monicelli, diretta da Luciano Melchionna e interpretata da Giorgia Trasselli in una produzione di Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro con la collaborazione di Bon Voyage Produzioni e del Festival Teatrale di Borgio Verezzi.

Come da tradizione nel cartellone del Teatro Carcano non mancano le lectio e i monologhi. Tre progetti di lettura pubblica del Teatro Pubblico Ligure hanno come protagonisti Tullio Solenghi e Piergiorgio Odifreddi. L’attore tenta una rilettura del Decameron di Boccaccio più fedele allo spirito del tempo (Decameron - Un racconto italiano in tempo di peste, il 15 aprile 2019) e rende omaggio a Paolo Villaggio leggendo alcuni passi tratti dai suoi libri (Una serata pazzesca, il 22 ottobre 2018). Il matematico e divulgatore, con Sul cammello e all’ombra del bastone (il 5 novembre 2018) racconta la matematica da un punto di vista umanistico.

Organizzato con la casa editrice Laterza, il ciclo Romanzi nel tempo si concentra su sei opere letterarie che hanno un’attinenza con un determinato periodo storico e le affida ad altrettanti storici. Alessandro Barbero parla di Guerra e pace di Lev Tolstoj e della guerra portata in Russia da Napoleone (12 novembre 2018); Alberto Mario Banti sviscera Madame Bovary e la condizione della donna nell’Europa dell’Ottocento (10 dicembre2018); Lucy Riall si dedica al Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa (14 gennaio 2019); Emilio Gentile invece a Tropico del Cancro di Henry Miller (25 febbraio 2019). Ancora, Anna Foa parla di ebrei, sionisti e partigiani a partire da Primo Levi (11 marzo 2019), mentre Salvatore Lupo si concentra sulla mafia americana prendendo spunto dal Padrino di Mario Puzo (8 aprile 2019).

Il ciclo Capitani coraggiosi a cura del professor Paolo Colombo racconta alcuni eroi del nostro tempo: John Fitzgerald Kennedy (26 novembre 2018), Adriano Olivetti (28 gennaio 2019, in mattinata per le scuole) e Ernst Henry Shackleton, che nel 1914 decise di attraversare a piedi l’Antartide andando incontro a una lunga serie di disavventure (4 febbraio 2019). Philippe Daverio, esperto d’arte e abile divulgatore, torna al Carcano anche nella stagione 2018/2019 proponendo un ciclo di conferenze sulle differenze tra gli italiani e gli altri popoli del continente europeo e su vari aspetti dell’italianità, dalle lingue ai paesaggi passando per i molti campanilismi (oncontri in programma il 29 ottobre 2018, il 28 gennaio, l’11 febbraio e il 25 marzo 2019). Un’iniziativa, chiosa Daverio, «a scopo puramente medicinale, per renderci conto che alla fine non è poi così male essere italiani».

Completano il quadro il Riccardo III di Davide Lorenzo Palla (dall’8 all’11 novembre 2018) e una serie di spettacoli in matinée per le scuole: l’Antigone di Sofocle adattata e diretta da Tommaso Amadio (il 24 ottobre 2018), Cabaret Sacco & Vanzetti di Michele Santeramo con la regia di Gianpiero Borgia (il 18 gennaio 2019) e le Fantadomeniche di Fantateatro, che portano le favole sul palco (varie recite per le scuole tra novembre 2018 e aprile 2019).

La stagione della danza, altra disciplina molto importante per il Teatro Carcano, si apre con il debutto nazionale di Jack pazzia e amore, ballet opera di Diego Mecchi per la regia di Damiano Bisozzi incentrata sulla figura di Jack lo Squartatore (5 e 6 dicembre 2018). Si prosegue a Capodanno con La bella addormentata, belletto in due atti di Fredy Franzutti interpretato dal Balletto del Sud che trasporta la fiaba nel Salento degli anni Cinquanta, ispirandosi al fatto che il primo a scrivere di una fanciulla caduta in un sonno profondo a seguito di una puntura fosse stato il napoletano Giambattista Basile in Lo cunto delli cunti, e trasforma il fuso della tessitrice con il quale la bella si ferisce nel morso di una tarantola (dal 29 dicembre 2018 al 1 gennaio 2019).

Chefs, della compagnia spagnola Ylana, è un’esilarante parodia della nuova mania collettiva per l’alta cucina (dal 4 al 6 gennaio 2019); Fabrizio Monteverde riallestisce invece per il Balletto di Roma l’Otello su musiche di Antonin Dvorák (dal 24 al 27 gennaio 2019). Dopo Play, uno dei più grandi successi internazionali dei Kataklò che torna in tournée in Italia dopo quasi dieci anni (dal 13 al 17 febbraio 2019), si chiude con Opera Danza Festival, nuova produzione di Jas Art Ballet nata da un’idea dell’étoile internazionale e prima ballerina della Scala Sabrina Brazzo e del primo ballerino Andrea Volpintesta (dal 16 al 18 aprile 2019).

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