Mostre Milano - Giovedì 7 dicembre 2017

Mostre a Milano nel 2018 e 2019: da Frida Kahlo a Picasso, fino a Leonardo

© Flickr.com / Comune di Milano

Milano - Da Albrecht Dürer a Pablo Picasso, da Frida Kahlo a Paul Klee, da Giovanni Boldini a Leonardo Da Vinci per il cinquecentenario della morte. Questi i nomi di alcuni grandi artisti che vedremo presto a Milano: è stata infatti presentata la programmazione delle mostre del 2018 e sono già state anticipate alcune grandi esposizioni in calendario nel 2019 nelle sedi del Comune di Milano.

Grandi Maestri protagonisti della prossima stagione sono Albrecht Dürer, Paul Klee, Giovanni Boldini e Pablo Picasso. Palazzo Reale (21 febbraio-24 giugno 2018) ospita nelle sue sale la mostra dedicata a mostra dedicata a Dürer, protagonista assoluto del Rinascimento tedesco ed europeo all’epoca della sua più alta espressione, mettendo in evidenza i rapporti tra la sua opera e quella di grandi maestri suoi contemporanei, Cranach, Giorgione, Lorenzo Lotto e altri. Soggetto, invecem della mostra allestita al Mudec è il primitivismo di Paul Klee (26 settembre 2018-27 gennaio 2019) che affronta la sua opera in una prospettiva inedita, con l’obiettivo di posizionare l’attività dell’artista all’interno del fermento primitivista che scorre per l’Europa agli inizi del XX secolo.

La Gam | Galleria d’Arte Moderna (16 marzo-17 giugno 2018) presenta invece una selezione di 30 opere concesse straordinariamente in prestito dal Museo Giovanni Boldini di Ferrara e in dialogo con le opere della Gam di Boldini e di Paul Helleu, suo amico e come lui protagonista della Belle Époque parigina. Torna infine a Palazzo Reale il genio di Pablo Picasso (18 ottobre 2018-17 febbraio 2019), con 350 opere fra i più grandi capolavori del Museo Picasso messi in dialogo con importanti pezzi d’antiquariato e opere che richiamano quei canoni della bellezza classica, fonti del repertorio mitologico che ha costituito parte fondamentale della sua estetica.

La Milano città-mondo che diventa ogni giorno artisticamente sempre più ricca di influenze e meticciati viene rappresentata da alcuni importanti progetti. Al Mudec la mostra dedicata a Frida Kahlo (1 febbraio-3 giugno 2018) propone una chiave di lettura inedita del suo lavoro, esponendo oltre 100 opere provenienti dalle due più importanti e ampie collezioni di Frida Kahlo al mondo, Olmedo e Gelman, da musei internazionali e da Casa Azul, la dimora messicana di Frida Kahlo e Diego Rivera. Mentre il Pac | Padiglione d'Arte Contemporanea (4 luglio-9 settembre 2018) continua l’esplorazione degli altri continenti attraverso l’arte contemporanea con una mostra collettiva di artisti brasiliani che propongono una riflessione sulla loro conflittualità: gli scontri, le violenze e i soprusi politici, sociali, razziali, ecologici e culturali.

I più importanti musei del mondo scelgono ancora Milano come sede privilegiata per raccontare le loro collezioni: quest’anno è la volta del Philadelphia Museum of Art, che porta a Milano una selezione di capolavori delle proprie collezioni d’arte moderna e impressionista, con opere di Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Paul Cézanne, Henri Matisse, Pablo Picasso e Paul Klee (Palazzo Reale, 8 marzo-2 settembre 2018).

Milano resta al centro della programmazione espositiva con una serie di progetti che contribuiscono a consolidare la memoria storica della città. A cento anni dalla fine del primo conflitto mondiale, Palazzo Morando | Costume Moda Immagine (15 marzo-15 luglio 2018) illustra il ruolo nevralgico di Milano durante la Grande Guerra, mentre la Biblioteca Sormani (18 maggio-14 luglio 2018) rievoca le fasi della contestazione studentesca del 1968, divampata a Milano tra le mura dell’Università degli Studi, e porta alla luce dalle proprie preziose raccolte i riflessi di quel vento di cambiamento nell’industria culturale.

Al Castello Sforzesco (21 dicembre 2017-18 marzo  2018) una mostra ripercorre le vicende progettuali e costruttive della Galleria Vittorio Emanuele II nel 150° dall’inaugurazione attraverso fotografie, disegni tecnici, planimetrie e documenti appartenenti alle raccolte civiche, alcuni dei quali del tutto inediti.

Mentre al Museo del Novecento (novembre 2018-marzo 2019) si ricostruisce la storia del movimento culturale milanese Corrente, in occasione degli 80 anni dalla nascita della rivista Corrente di vita giovanile - fondata da Ernesto Treccani a Milano nel 1938 - con un progetto a più mani che coinvolge Castello Sforzesco, Museo del Novecento, Casa museo Boschi Di Stefano e Biblioteca Sormani.

La ricerca - sui temi, i modi, i linguaggi, gli obiettivi - è il cuore di ogni opera d’arte e, anche, lo strumento per il suo successivo inquadramento nel tempo e nel luogo in cui prende vita. Lavoro, quest’ultimo, che costituisce la ragion d’essere di qualsiasi museo capace di raccontare le proprie collezioni e di qualunque progetto espositivo in grado di arricchire il visitatore con il senso di una nuova conoscenza. Per questo la programmazione del 2018 vede in cartellone progetti come L’eco del classico, attraverso il quale lo Studio Museo Francesco Messina, in collaborazione con la direzione del Parco della Valle dei Templi di Agrigento, mette le opere dell’artista in relazione con esempi di scultura antica per sottolineare come siano rimasti quelli i riferimenti della sua estetica, anche nel secondo Dopoguerra, dominato dalla dittatura dell’avanguardia. Il Museo Archeologico (ottobre 2018-febbraio 2019), invece, illustrando l’immaginario figurato etrusco attraverso vasellame e canopi, sottolinea sia il rapporto della cultura etrusca con il mondo greco e fenicio e con il Mediterraneo orientale sia il ruolo degli Etruschi nella diffusione di oggetti e nella trasmissione di miti greci nel Mediterraneo.

Un approfondimento scientifico inedito sul tema della Pietà al Castello Sforzesco (12 ottobre 2018-13 gennaio 2019) dimostra l’origine nordica di questo tema, a cui Michelangelo lavorò per tutta la vita: la sua precoce Pietà vaticana si rivela infatti un esempio di Vesperbild, un’iconografia di provenienza nord-europea che ebbe un’amplissima diffusione in Italia alla fine del Quattrocento. Anche il Mudec (metà ottobre 2018-6 gennaio 2019) prosegue la sua attività di ricerca indagando e documentando, attraverso opere della collezione, fotografie, filmati e cimeli di famose spedizioni, la trasformazione del concetto di esplorazione: se infatti nell’Ottocento l’obiettivo era completare la mappatura delle terre emerse, dai primi decenni del Novecento viaggiatori singoli percorrono i territori soprattutto alla ricerca di un’esperienza culturale e sociale.

L’arte del Novecento Italiano è rappresentata all’interno del calendario con alcuni progetti dedicati a personalità che hanno saputo ben rappresentare lo spirito del secolo. Il Museo del Novecento propone due figure di artiste-intellettuali, Giosetta Fioroni (6 aprile-26 agosto 2018) e Margherita Sarfatti (21 settembre 2018-24 febbraio 2019), che in diverso modo e in tempi e contesti differenti hanno saputo dare un importante contributo alla definizione artistico-letteraria del ‘900. Mentre al Castello Sforzesco (23 marzo-1 luglio 2018) va in scena la grafica del Novecento con un’ampia selezione di circa 200 opere tra disegni, incisioni, litografie, carte dipinte e libri d’artista dei più celebri maestri del secolo scorso, tra cui Boccioni, Martini, Modigliani, Carrà, De Chirico, Bartolini, Sironi, Morandi, Marini, Burri, Afro, Fontana, Baj, Capogrossi, Galli, Pistoletto.

Palazzo Reale omaggia due protagonisti del secolo scorso: Carlo Carrà (4 ottobre 2018-3 febbraio 2019), con una mostra che racconta il suo intero percorso artistico attraverso le sue opere più significative, e Agostino Bonalumi (luglio-settembre 2018), con la prima vera antologica nella sua città a pochi anni dalla sua scomparsa (2013).

La ricchezza e la complessità del pensiero creativo si esprimono, soprattutto nel Novecento, anche attraverso la moda, il design, l’architettura. Per questo Palazzo Reale (22 febbraio-6 maggio 2018) dedica una mostra e un libro alla moda italiana dal 1971 al 2001, Italiana, evidenziando la progressiva affermazione del sistema italiano della moda nella gloriosa stagione del Made in Italy: arte contemporanea, abiti, oggetti di moda e di design, fotografie, riviste e schizzi danno vita a un sofisticato paesaggio progettuale. A Casa Museo Boschi Di Stefano, invece, si propone al pubblico un’altra intersezione, quella tra arte e architettura, nelle figure di Lucio Fontana e Luciano Baldessari (giugno 2018), legati per 40 anni anche da una grande amicizia.

Si arriva infine al tempo presente, con le molte declinazioni dell’arte contemporanea che trovano la loro sede naturale nella kunsthalle del Pac| Padiglione d’Arte Contemporanea: qui vengono proposti i lavori di Eva Marisaldi (12 ottobre-2 dicembre 2018) e viene raccontato oltre mezzo secolo di progetti di Enzo Mari, maestro del design contemporaneo (18 dicembre 2018-10 febbraio 2019). Mentre la Gam | Galleria d’Arte Moderna (11 aprile-17 giugno 2018) ospita una selezione di voci da due grandi aree geografiche, Nord Africa e Medio Oriente, in un progetto realizzato in collaborazione con la Solomon R. Guggenheim Foundation di New York.

Questo per quanto riguarda le grandi mostre a Milano nel 2018. Ma ci sono già alcune anticipazioni relative al 2019, con grandi nomi come Jean-Auguste-Dominique Ingres (Palazzo Reale, 22 febbraio-16 giugno 2019), George de La Tour (Palazzo Reale, primavera 2019), Giorgio De Chirico (Palazzo Reale, settembre 2019-gennaio 2020) e Filippo De Pisis (Museo del Novecento, settembre 2019-marzo 2020). Nell’ambito delle celebrazioni del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci (1519-2019) è poi prevista la riapertura straordinaria della Sala delle Asse del Castello Sforzesco, affiancata da una mostra di disegni originali di Leonardo e di altri artisti del Rinascimento (16 maggio-18 agosto 2019).

«Una proposta ricca, articolata e coraggiosa», commenta il sindaco Giuseppe Sala, «che accanto ai grandi nomi di richiamo porta in scena nuovi giovani artisti e capolavori delle più diverse culture del mondo. Come promesso, continueremo a investire nella cultura, che negli ultimi anni ha fatto veramente la differenza nell’attrattività di Milano portandoci a diventare una città anche turistica. E lo faremo puntando, come per questo calendario 2018/2019, su qualità, diversificazione, apertura internazionale e sperimentazione».

«Il calendario di oltre 60 progetti conferma le linee di sviluppo di una politica culturale che ha portato negli ultimi anni a una crescita costante dell’apprezzamento, da parte del pubblico e della critica, dell’offerta espositiva milanese», aggiunge l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno. «Spaziando dall’arte antica al contemporaneo, intrecciando linguaggi diversi, con le sole costanti di una curatela di alto profilo che assicuri scientificità, ricerca, divulgazione e inclusione, questo programma si muove lungo direttrici già tracciate, variando nei temi, negli artisti e nei contesti storici indagati».

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