Mostre Milano - Mercoledì 8 marzo 2017

Coniglioviola trasforma Milano in un cinema diffuso

Le notti di Tino di Bagdad
© facebook.com/coniglioviola

Attenzione: l'evento, originariamente in programma fino al primo aprile, è prorogato a domenica 9 aprile 2017. L’esposizione allo Studio Museo Francesco Messina, inoltre, si arricchisce inoltre di un ciclo di incontri, performance ed aperture straordinarie in occasione dell’Art Week e del Fuorisalone:

  • mercoledì 29 marzo, ore 18 - art talk Arte e innovazione: un cortocircuito
  • venerdì 31 marzo, ore 21-23 - performance di videodanza Le notti di Tino di Bagdad
  • mercoledì 5 aprile, ore 18 - art talk Arte pubblica nuovi formati con interventi di Gabi Scardi, Catterina Seia, Lisa Parola e apertura straordinaria fino alle 23 in occasione del Fuorisalone
  • sabato 8 aprile - finissage

Milano - Arriva a Milano Le notti di Tino di Bagdad, il nuovo progetto transmediale di ConiglioViola: un esperimento post-cinematografico di arte pubblica che combina l’utilizzo di nuove tecnologie, quali la realtà aumentata, con il recupero di tecniche tradizionali, dalle incisioni su rame al teatro delle ombre.

A otto anni dalla retrospettiva al PAC, il duo artistico composto da Brice Coniglio e Andrea Raviola torna a nel capoluogo lombardo da giovedì 9 marzo al sabato primo aprile, nello Studio Museo Francesco Messina e in altre dieci sedi in città, per presentare un progetto che trasforma lo spazio urbano in un cinema diffuso e per ingaggiare il pubblico in una caccia al tesoro il cui obiettivo non è altro che la ricostruzione del senso di una narrazione.
Il punto di partenza è un’opera letteraria, Le notti di Tino di Baghdad (1907) di Else Lasker-Schüler. Le fiabe espressioniste orientali della poetessa tedesca sono un piccolo caleidoscopio di contaminazioni inattese: il fascino dell’esotismo e l’esperienza della metropoli moderna, il richiamo delle radici ebraiche e il gusto per la sperimentazione avanguardistica, l’indagine pittorica e il manierismo letterario, il gioco infantile e l’erotismo.

La protagonista è Tino, principessa e poetessa d’Arabia, costretta a rinunciare alla vita per rendere immortale la poesia. Giocando sulla struttura non lineare del testo, ConiglioViola ne ha lacerato la trama per dare vita a ventisei episodi autonomi, ognuno dei quali ha ispirato una diversa tavola incisa sul rame e un diverso episodio cinematografico da fruire in realtà aumentata.

Negli spazi dello Studio Museo Francesco Messina le opere vengono presentate all’interno di piccoli lightbox realizzati in cemento a forma di finestra araba. Basta inquadrare le opere attraverso il proprio smartphone, utilizzando l’app gratuita, per osservare le immagini prendere vita sul proprio display e ammirare i video realizzati combinando animazione digitale, animazione a mano e le performance di danzatori.
Gli spazi della ex-chiesa barocca vengono completamente reimmaginati dai due artisti. Al piano terreno sono esposti, oltre ai lightbox in cemento, il dittico animato di grandi dimensioni Tino und Apollides ispirato a una delle scene più celebri del Fiore delle mille e una notte di Pier Paolo Pasolini e un cortometraggio di animazione, proiettato sulla vetrata del museo.
La cripta ospita invece le opere e i manufatti realizzati durante il processo di produzione: le incisioni su rame, le foto realizzate durante le riprese del film, i disegni preparatori, le maschere di grandi dimensioni realizzate dagli artisti e indossate da attori e danzatori durante le riprese, infine il documentario che illustra l’intera preparazione del progetto.

L’esperimento non si conclude nel museo ma coinvolge altre dieci sedi in tutta la città di Milano ognuna delle quali ospita una diversa tappa del racconto.Lo spettatore errante è costretto a spostarsi tra gli spazi del museo Messina e gli altri punti in città - indicati attraverso una mappa sul sito www.tinobagdad.com - per ricostruire gli episodi di una narrazione che varia con il variare di ogni singolo itinerario: si va dalla Fabbrica del Vapore a mare culturale urbano, dal Macao al Mercato del Suffragio, dalla Libreria Utopia al Teatro i.

Il viaggio può iniziare da qualsiasi punto: si tratta di un gioco attraverso il quale bisogna ricostruire una storia e poi condividerla, perché l’ultimo invito che gli artisti rivolgono al pubblico è quello di tornare a casa e riscrivere il testo. Una ricombinazione delle tessere che permetterà di assistere a una moltiplicazione delle narrazioni, attualizzando nello spazio urbano le teorie della letteratura combinatoria e trasformando lo spettatore in co-autore.
Il progetto, promosso dal Comune di Milano, è prodotto da Kaninchen-Haus in collaborazione con care/of e con il sostegno della Fondazione Cariplo. L'inaugurazione è prevista per mercoledì 8 marzo alle ore 18.00 allo Studio Museo Francesco Messina: qui la mostra è visitabile gratuitamente nei seguenti orari: dal martedì alla domenica, 10.00-18.00; mercoledì, 10.00-20.00; chiuso lunedì.

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