Concerti Milano - Giovedì 16 febbraio 2017

Trentemøller 2.0 al Fabrique, la nuova veste del danese è post-punk

di Alessio Campo
Trentemøller
© Alessio Campo / mentelocale.it

Il Trentemøller che conosciamo tutti è quello vicino a sonorità cerebrali, minimali, ambient, sperimentali, quello dell'album The Last Resort, dove si trova anche il suo pezzo più famoso: Miss You. Ecco, quelTrentemøllerlì scordatevelo proprio.

Quello che si è presentato ieri sera, 15 febbraio, al Fabrique di Milano è il Trentemøller 2.0. Il cambio di tendenza iniziato con l'album Lost è stato confermato dall'uscita di Fixion e dalla massiccia presenza di pezzi di quest'ultimo disco in scaletta. Certo, ha suonato Miss You e Take Me Into Your Skin, e sono stati momenti trascendentali, ma ha lasciato ampio spazio al nuovo repertorio.

Trentemøller si trovava al centro del palco, dove c'era la sua postazione con i synth. In realtà si muoveva molto, spesso schizzava da una parte all'altra dello stage agitando un tamburello. Era carico a mille ed è stato capace di trasmettere la sua euforia a tutto il pubblico. Il parterre era pieno zeppo, la gente ballava e si dimenava. Questo perché c'era di che agitarsi.

Insieme al musicista danese c'erano un batterista, un bassista, un chitarrista e una cantante, Jehnny Beth delle Savages. Ne è venuto fuori un mix, a tratti molto rock, di chitarre elettriche distorte, percussioni e melodie sintetiche. O forse sarebbe meglio dire post-punk. QuestoTrentemøller2.0 è piaciuto molto a giudicare dalla reazione del pubblico, dall'energia e dal calore dimostrato da tutto il parterre, da chi saltava tra le prime file, da chi ballava nelle retrovie.

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