Attualità Milano - Martedì 20 dicembre 2016

Sala torna a fare il sindaco di Milano: la lettera dopo l'autosospensione

Beppe Sala
© Comune di Milano / Flickr.com

Milano - Beppe Sala torna a fare il sindaco di Milano. Dopo cinque giorni di autosospensione in seguito alla scoperta di essere nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sulla piastra Expo, Sala ha annunciato l'intenzione di voler tornare a ricoprire il suo incarico.

La notizia arriva direttamente dalla sua pagina Facebook, su cui nella mattinata di martedì 20 dicembre lo stesso primo cittadino ha pubblicato una lettera rivolta ai milanesi: «mi sono dovuto assentare per qualche giorno dal lavoro», esordisce Sala, per poi spiegare di avere «appreso da numerose fonti giornalistiche, prima in modo confuso e poi in forma più chiara, di essere stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura Generale di Milano, che ha ritenuto di dover ulteriormente indagare su fatti già oggetto di anni di inchieste della Procura della Repubblica e per i quali era stata già formulata richiesta di archiviazione. Fatti che riguardano la più importante gara d'appalto di Expo 2015, quella della cosiddetta Piastra. Nessuna comunicazione ufficiale mi era stata fatta al riguardo, nessun avviso di garanzia mi era stato notificato, non avevo nessuna informazione in merito alle ipotesi accusatorie».

«Non posso negare il mio stupore nell'aver appreso la notizia dalla stampa», prosegue. «Ho deciso di autosospendermi poiché su un punto non si può transigere: un professionista, un uomo d’azienda e, tanto più, un amministratore pubblico hanno nell’integrità morale l’elemento insostituibile della propria credibilità. Ne va della dignità personale e della concreta possibilità di agire nell’esclusivo interesse dei cittadini. Io non ho alcun motivo di polemizzare con la magistratura, di cui rispetto il lavoro, tanto essenziale nel funzionamento di un sistema democratico. Né ho motivo di lamentarmi per le inchieste che riguardano Expo 2015: lo sforzo di trasparenza che è stato compiuto ha aiutato la credibilità internazionale dell'evento. So di aver agito sempre nell'unico interesse di portare Expo 2015 al successo, con tutte le opere pronte il giorno dell'inaugurazione. Come so perfettamente di non aver mai goduto di nulla che non fosse il mio regolare stipendio e di non aver mai utilizzato i miei poteri per favorire qualcuno».

Infine, la dichiarazione di voler tornare «a fare il Sindaco, certo della mia innocenza verso un’accusa che non costituisce un condizionamento della mia attività» e il ringraziamento verso «i circa 400 sindaci che hanno firmato l'appello di questi giorni: si tratta non solo di una dimostrazione di stima e di vicinanza nei miei confronti, ma anche di una lucida esposizione delle condizioni necessarie perché un amministratore possa svolgere bene il suo compito a favore dei cittadini. Ma vorrei soprattutto dire grazie ai tanti cittadini milanesi (e non solo) che hanno dimostrato di comprendere il mio gesto cogliendone senso e significato».

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