Libri Milano - Venerdì 9 dicembre 2016

L'altra faccia di Milano. La città spietata di Adele Marini

di Patrizia Debicke van der Noot
L'altra faccia di Milano: la copertina

Milano - L’altra faccia di Milano (che stuzzica la fantasia del lettore con l’allusivo sottotitolo L’ombra dei servizi segreti sull’ultima indagine di Marino) è il nuovo romanzo giallo noir della giornalista milanese Adele Marini firmato però in coppia con un autore sconosciuto, nome di battaglia: Gheppio.

La fiction, che mischia abilmente giallo, noir e dettagliata avventura bellica storicamente documentata, è stata pubblicata dalla casa editrice genovese Fratelli Frilli (367 pp, 14.90 euro). Questo unicum è stato presentato per la prima volta il 28 novembre a Milano presso la libreria Feltrinelli di piazza Piemonte. Durante l’anteprima, c’è stato il brillante intervento del grande esperto giallista e dunque irrinunciabile Luca Crovi, che ha intervistato l’autrice Adele Marini, e del coautore misterioso. Sergio Scorzillo, attore, regista, autore e drammaturgo, ha letto e interpretato alcuni brani.

Due romanzi in uno, per ammissione della stessa Adele Marini che lo mette nero su bianco nelle pagine introduttive, e quindi una creativa collaborazione di due penne, che portano avanti praticamente in parallelo un romanzo, con l’inserto di un diario di una missione di guerra.

Comincio con il romanzo, un’indagine milanese a trama gialla tradizionale, con per principali protagonisti i due personaggi cult della brava giallista milanese vincitrice di due Premi Azzegarbugli: il commissario Vincenzo Marino e l’ispettrice Sandra Leoni. Un’indagine che però verrà lambita, scalfita e in un certo senso inquinata (almeno mentalmente) dall’oscuro e avventuroso diario di un agente segreto, un ex carabiniere, lo pseudo colonnello Glauco Sereni con il quale i due colleghi, perennemente legati da un sentimento in bilico fra l’amicizia e l’attrazione fisica, hanno già operato in passato.

Procedo con ordine tornando all’indagine milanese: il cadavere di un adolescente rinvenuto a Milano nel parco fa partire un’indagine d’omicidio che parrebbe una sporca storia di pedofilia ma che in realtà nasconde ben altro: marciume, bugie, ricatti e brutti segreti, mentre una lettera depositata presso un notaio di Lugano e indirizzata ai nostri Vincenzo Marino e Sandra Leoni farà saltare fuori la morte di Sereni, perito in un incidente stradale, e il suo testamento che li nomina eredi di un rustico in Sardegna e di un gozzo da pesca ormeggiato sulla costa orientale dell’isola. Però, stranamente, nulla in questo doppio romanzo dove si mischiano sporche verità ed enigmi lontani è quello che appare.

Le ultime volontà di Sereni costringono Marino ad assentarsi brevemente e a lasciare nelle mani del suo vice il fascicolo appena aperto sulla morte del ragazzino del parco. Non basta, perché dovrà anche convincere Sandra Leoni a seguirlo per andare a dare un’occhiata alla loro eredità. Arrivati in Sardegna, scovano ben nascosto un hard disk zeppo di file criptati. Sapevano entrambi che Sereni diversamente da loro, ufficiali di polizia tutti d’un pezzo, era spesso coinvolto in oscure e sanguinose operazioni di intelligence e che, per servire lo Stato, se necessario, agiva senza scrupoli. E ora quel benedetto archivio segreto del colonnello zeppo di file pare proprio una bella gatta da pelare: che fare?

Sandra Leoni apre un file a caso. È datato 1992 e alla lettura si rivela un vero e proprio viaggio nell’inferno dell'ex Jugoslavia in pieno massacro etnico. La progressiva lettura di questo diario del colonnello farà da contrappunto alle indagini sulla morte del ragazzino che si rivelano ben più complesse di come erano apparse all’inizio e la cui soluzione si trasformerà in un altro difficile viaggio nel cuore del male assoluto di una Milano rapace, spietata e indifferente, piagata dal gioco. Un’apertura su un’altra turpe faccia di questa città che forse chiederà presto altro spazio?

Una nuova esperienza narrativa per Adele Marini che ci aveva abituato ad articolati gialli di indagine. In questo suo romanzo invece divide generosamente lo spazio con un'altra storia, un’altra verità, forse nascosta fin troppo bene e che magari si ripromette di scoprire con una nuova prossima e futura trama. Aspettiamo.

Adele Marini, giornalista milanese specializzata in cronaca nera, ha lavorato per importanti settimanali nazionali e collaborato con diversi quotidiani. Il suo primo romanzo, Il Consulente (Mario Modica editore, 1994), che ha per argomento l’infiltrazione di Cosa Nostra nell’imprenditoria del Nord, ha aperto la strada per quel genere letterario fra attualità e invenzione che gli anglosassoni chiamano nonfiction novel. Strada che l’autrice ha proseguito con la trilogia mafiosa: Milano solo andata (2005), con cui ha vinto il Premio Azzeccagarbugli 2006, Naviglio blues (2008) - entrambi pubblicati sia in Italia, dalla Frilli Editori, sia in Germania da Random House-Goldmann, e A Milano si muore così (2013), dedicato alla ‘ndrangheta, ai suoi riti e all’infiltrazione nei lavori per Expo. Anche questo romanzo, pubblicato dalla Frilli, ha ottenuto il Premio Azzeccagarbugli 2014 nonché il premio nazionale M.E.I.per l’impegno contro le mafie.
L’ultima fatica: Io non ci sto (2014 Feltrinelli), è dedicata invece ai servizi segreti e alle loro responsabilità nella destabilizzazione del Paese e nei depistaggi. Della stessa autrice, racconti
inseriti in prestigiose antologie e infine due saggi pubblicati in eBook: I fondamentali della scrittura d’indagine (2010) e Arriva la scientifica (2011) ai quali hanno già attinto alcuni studenti per le tesi.

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