Attualità Milano - Mercoledì 16 novembre 2016

Le cabine telefoniche di Milano diventano installazioni

di Andrea Sessarego

Sembra un secolo fa quando, con la tessere da 10.000 lire e ancor prima con i gettoni, si andava a telefonare dalle cabine telefoniche sparse per Milano. Ora, nell'era degli smartphone e dei cellulari-computer, le mitiche casettine bianche e rosse sono diventate un oggetto di antiquariato, una sorta di opere d'arte spesso abbandonate a se stesse.

Per celebrarle, l'artista milanese Il Moronauta ha deciso, prima che sia troppo tardi, di sistemare frammenti di cabina della Sip nei luoghi cittadini dove si trovavano tra la fine degli anni '80 e i primi anni '90. Erano gli anni d’oro del telefono pubblico, le cui tracce fisiche rappresentano dei veri e propri reperti archeologici dell’era pre-digitale, pronti ad accogliere l’installazione. Il progetto si chiama Rip, che richiama la sigla della Società Italiana per l’Esercizio Telefonico e scherza sul gioco di iniziali: Rest In Peace, rivolto a tutte le cabine scomparse.

Questa mostra itinerante (inizio con presentazione dell'artista martedì 15 novembre alle ore 18.00 nella cabina di via Venini 18) si pone anche l'obiettivo di fare in modo che persone guardino l'ambiente che le circonda con occhi diversi, più curiosi, indipendenti e inquisitivi. L'artista ha lavorato sul concetto di prenostalgia, ovvero la nostalgia che si può provare per qualcosa prima ancora che questa se ne sia andata. Che è anche un modo per apprezzare qualcosa prima che scompaia del tutto.

Nel frattempo, tutto è cambiato: strade, marciapiedi, aiuole, pensiline hanno ingoiato gli angoli dove una volta si trovavano le cabine. Tuttavia, grazie al ritrovamento fortuito di un vecchio Tuttocittà di fine anni ’80, è stato possibile per il Moronauta documentare i segni della loro presenza e collocare le installazioni in questa mappa emotiva.

Oltre a inserire l’opera nello spazio pubblico, ricontestualizzando dei luoghi prima che si perdano nel tempo, il Moronauta ha condiviso apertamente il processo di ricerca che ha portato alla realizzazione del lavoro nella pagina Facebook Prontopronto e nell’omonimo blog.

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