Libri Milano - Mercoledì 4 maggio 2016

La libreria di via Sannio diventa un romanzo. Intervista a Cristina Di Canio

di Simone Zeni
Cristina Di Canio presenta 'La libreria delle storie sospese'

Milano - Chiunque si definisca milanese, ha certamente sentito parlare della scatola lilla, la piccola libreria di via Sannio 18 (dietro piazza Lodi) che da quando ha aperto, sei anni fa, è diventata punto di riferimento per scrittori, editori, giornalisti ed intellettuali di tutta la città.

Il mio libro (questo il nome della libreria) consiste in poco più di 30 mq dalla pareti lilla, ovviamente, in una via poco trafficata che gli abitanti del quartiere hanno eletto a personalissimo ritrovo culturale e di aggregazione. Tra le tante attività che l'hanno resa una delle librerie indipendenti più famose d'Italia Segreta è la notte, un evento su invito che permette di conoscere un autore a sorpresa intenzionato a passare la serata fino a notte inoltrata con i lettori tra chiacchiere letterarie, musica e qualche bicchiere in compagnia.

Ma, su tutte, è stato Il libro sospeso - ovvero l'iniziativa nata spontaneamente da un lettore che, facendo il verso al caffè sospeso napoletano, consiste nel dono di un libro da parte di un cliente allo sconosciuto cliente successivo - a puntare i riflettori dei media e dei social su questa insolita libreria.

Esce in questi giorni per Rizzoli La libreria delle storie sospese, un romanzo che dai tanti eventi che hanno attraversato questo luogo magico trae ispirazione e che, con leggerezza, parla d'amore e di nostalgia, di aggregazione e di emarginazione, del tempo passato e di slancio verso il futuro.
A scriverlo è Cristina Di Canio, titolare del Mio libro, che a mentelocale.it racconta il suo romanzo e la sua Milano.

Cristina, cosa trova il lettore dentro questo libro?
«Il romanzo racconta di alcune vite che in una piccola libreria di quartiere dalle pareti lilla si intrecciano fra loro. C'è Nina, giovane ed entusiasta libraia a cui ne capitano di tutti i colori; c'è Adele, anziana frequentatrice della libreria; ci sono i corteggiamenti di una coppia nata tra i libri. Inizialmente, la mia idea era quella di far parlare Nina, la libraia, in prima persona, ma mi è parso che tutto diventasse troppo autobiografico, da qui l'idea di affidare il racconto delle storie ad una cliente in là con gli anni ma ancora pronta ad accogliere ciò che la vita ha da offrirle con l'entusiasmo di una bambina, e soprattutto con una grande passione per la lettura»

Nella Libreria delle storie sospese ci sono le pareti lilla. Cosa c'è di tuo nella libraia Nina?
«C'è molto. C'è la quotidianità, c'è lo slancio folle di lasciare tutto per inseguire il proprio sogno, ci sono le storie di amicizia nate e finite tra le mura della libreria. A questi elementi si aggiunge la fantasia con molti personaggi, tradimenti, segreti, momenti gioiosi, amori»

Adele, personaggio primario della storia, è ispirato a qualcuno in particolare?
«Sì, Adele esiste nella realtà. È quella che ha definito la libreria il proprio personale ospedale per l'anima: a raccontare non poteva essere che lei. Certamente poi quella raccontata nel romanzo, e qui la scrittura mostra tutta la sua forza, ha caratteristiche di altre persone, origini e un passato differenti, assorbe gesti e ricordi di altri clienti o addirittura di pura fantasia»

Il quartiere in cui è ambientato il romanzo è lo stesso della tua libreria, nonché quello in cui sei cresciuta. Che peso ha questo nella storia?
«Porta Romana e Lodi sono luoghi che conosco e frequento da quando sono nata: dalle pagine emergono così anche i molti aspetti sociali che va a toccare una libreria di quartiere. Diventando un luogo d'incontro, in cui comprare un libro o un pensiero, la libreria è anche il punto per riqualificare un luogo, animare una vita, agevolare conoscenze e amicizie. E poi c'è la storia del quartiere nella sua evoluzione di decenni, raccontata dai ricordi di Adele».

E quanta Milano c'è tra le pagine del libro?
«La città è molto presente, d'altronde milanesi sono i personaggi che popolano la trama. La milanesità si respira negli atteggiamenti di certi clienti e nelle tante citazioni; inoltre ogni capitolo è introdotto da un brano di una canzone su Milano, da Roberto Vecchioni ai Baustelle, fino agli Articolo 31».

Parliamo di te e della vera scatola lilla. In breve tempo molti scrittori si sono affezionati alla tua libreria. Ti sei mai domandata perché e quali sono i tuoi meriti a riguardo?
«Immagino sia la spontaneità. Non avrei mai pensato che iniziare quest'avventura da sola mi avrebbe dato tanto. Credo che questo traspaia tanto ai clienti quanto agli addetti ai lavori. Qui si viene durante l'ora di pranzo e poi capita di mangiare assieme, si passa per un saluto e ci si imbatte in un firmacopie con l'autore, si conosce lo scrittore di un romanzo letto qualche settimana prima. Altra cosa importante: scelgo di presentare libri in cui credo, non necessariamente libri freschi di stampa. Spesso si commette l'errore di considerare sorpassato un romanzo a due o tre mesi dalla pubblicazione, con me questo non accade e l'autore, conscio della fatica e del sacrificio impiegati per il proprio lavoro, lo apprezza».

Dopo così tante presentazioni nella tua libreria, giovedì 5 maggio c'è la prima del tuo romanzo proprio presso Il mio libro. Cosa succederà esattamente?
«Sarà una grande festa, dalle 10.30 alle 23.30, un momento di condivisione con tutti coloro che hanno contribuito direttamente o indirettamente. Ma anche con tutti gli altri che vorranno unirsi a questo bel momento. Alle 19.00 Elena Giorgi mi intervisterà e per la prima volta sarò dall'altra parte, ma sempre tutto caratterizzato dall'informalità di sempre».

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