Attualità Milano - Domenica 20 marzo 2016

Milano che cambia: il nuovo Giardino delle Culture tra moda e street art

di Lucia Navone
Giardino delle Culture
© Comune di Milano / Flickr.com
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Milano - Milano è la città dei segreti nascosti, degli angoli conosciuti da pochi e del recupero di cui nessuno parla. È una metropoli famosa più per i luoghi degradati, che non per quelli restituiti alla città e ai suoi abitanti. Uno di questi, a pochi chilometri dal centro, in zona porta Vittoria, alle spalle del Tribunale e a due passi dall’Istituto Europeo di Design, è il Giardino delle Culture.

Milleduecento metri quadrati, tra le vie Morosini e Bezzecca, rimasti abbandonati per oltre trent’anni e riqualificati grazie all’impegno di tre associazioni di quartiere, Comitato XXII Marzo, E-Vento e Teatro Laboratorio Mangiafuoco. Un progetto pilota voluto dal Comune di Milano, in collaborazione con Zona 4, per il recupero delle aree verdi, in particolare di giardini condivisi.

Un’area, questa, dove convivono più realtà e più anime. Con gli abitanti della zona e i bambini che giocano, spesso capita di trovare creativi e fotografi di tutto il mondo che organizzano shooting fotografici e flash mob. Del resto questo luogo è magico e unico a Milano. Merito va sicuramente allo street artist Millo che, come già per altri progetti da lui curati, con i suoi giganteschi murales riesce a creare un’atmosfera particolare.

«Una soddisfazione immensa», ci spiega lo stesso Millo, al secolo Francesco Camillo Giorgino, «è sapere che attraverso il mio intervento è possibile modificare la percezione di un luogo». Un luogo che oggi vive una nuova vita con tante iniziative e incontri. Nei prossimi mesi nella piazza del Giardino delle Culture, di fronte ai giganteschi personaggi di Millo e al loro cuore rosso, si proietteranno dei film il venerdì sera e si ascolterà della musica la domenica mattina. Lo scambio libri e la musica popolare italiana (milanese, calabrese e siciliana) tra gli altri appuntamenti in calendario, fino all’estate.
Tra le altre cose, al Giardino delle Culture hanno trovato nuova dimora le panchine in legno della terrazza del padiglione Germania, una delle eredità lasciate da Expo 2015 alla città di Milano.

Un’esperienza che dimostra come, anche in Italia con la volontà di cittadini e istituzioni si può fare tanto. Come spiega ancora Millo, «l’unica differenza tra il nostro paese e il resto del mondo, sono i fondi destinati a questi eventi. In Italia è da pochissimo che si sta iniziando ad investire in questo campo anche se le mie ultime esperienze sono state davvero interessanti».

«Mi sento di dire», conclude Millo, «che quando si ama qualcosa fino in fondo e si lotta tanto per ottenerla, anche in Italia è possibile vedere la luce. Forse è più complicato rispetto ad altri posti nel mondo, ma a me è accaduto».

A lui va il merito di aver ridato vita anche a 13 facciate cieche del quartiere la Barriera di Torino, riqualificando la zona e riportando l’attenzione su un quartiere spesso dimenticato. Oggi l’Associazione Contrada organizza tour in bici e in bus per scoprire tutti i murales.

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