Libri Milano - Domenica 6 marzo 2016

Tutte le donne di. I misteri della Milano che nasconde bellezza

di Patrizia Debicke van der Noot
Milano
© shutterstock

Milano - Una storia particolare, volutamente dissacratoria ed estremistica in cui l’assenza, o meglio la sparizione, alla vigilia di Natale, incomprensibile e goffamente annunciata con un breve sms da un uomo, Vittorio Fumagalli - figlio, marito, padre e amante - che porta allo scoperto desideri, pensieri e sentimenti delle sette donne in qualche modo legate lui. O forse per meglio dire che, almeno in quel momento, hanno una parte nella sua vita.

Tutte le donne di (Garzanti, 2016, 189 pp, 16 euro) di Caterina Bonvicini è un romanzo dai toni squisitamente gialli, intrigante e molto coinvolgente. È diviso in cinque parti, collegate a cinque importanti feste del calendario milanese: Natale, Carnevale, Pasqua, Ferragosto e Sant’Ambrogio. E già perché naturalmente il romanzo ha per scenario Milano e la Milano bene che vive in via Circo; la Milano che Paoletta, la figlia taxista di Ada e Vittorio Fumagalli vede così:

«È così tenacemente borghese, Milano. Perfino gli immigrati prendono un’aria borghese, qui. Le filippine sono più conformiste delle sciure per cui lavorano e qualsiasi baldracca slava conosce l’understatement»…

E quando lascia la casa del padre e della seconda moglie dopo la “penosa “cena della vigilia:

«Affronto il freddo e salgo sulla bicicletta. Le strade del centro di Milano sono così cupe, così soffocanti. Anche i palazzi più belli, con facciate che a Parigi meriterebbero di avere davanti almeno un boulevard e non un vicolo, sembrano patire la mancanza d’aria. Buie perfino sotto il sole di mezzogiorno, sono strade che si lasciano attraversare solo dalla nebbia. E da me, che pedalo sui cubetti di porfido, umidi e scivolosi, cercando di evitare le rotaie del tram. Ma mi basta incrociare una cascata di edera che scende da un balcone qualunque per riconciliarmi con la mia città. Comincio subito a immaginare i cortili interni, i giardini segreti di una Milano che le sue bellezze le nasconde per principio, o per educazione, o per dispetto, chissà. Recupero orizzonti larghi e respiro meglio appena raggiungo piazza Vetra e le Colonne di San Lorenzo. Adesso pedalo libera, veloce verso i Navigli…»

Ogni capitolo è narrato, in prima persona, una dopo l’altra, dalle sette donne coprotagoniste che, ciascuna a suo modo, contribuiscono alla sviluppo della storia. Si arriva finalmente a scoperchiare il magico botolone che contiene la pozione delle streghe? Sì, no, forse. Ma vediamo intanto di cominciare a spiegare qualcosa.

Si parte da una super tradizionale cena della vigilia di Natale con sette donne in attesa dell’arrivo dell’unico uomo previsto a tavola: Vittorio, un tempo scrittore di successo. Le sette donne sono Lucrezia, la madre quasi novantenne, a mio vedere er pezzo mejio, lucidissima e brillante designer di fama mondiale; Ada, la prima moglie, sessantunenne giornalista e conferenziera, molto convinta di se stessa; Cristina, la moglie in carica, una quarantaseienne scocciatrice maniaca dall’ordine e del controllo con amante part- time; Francesca, soprannominata Chicca, la sorella cinquantasettenne di Vittorio, psicologa, rompiballe e tutta d’un pezzo; Paoletta, la figlia trentatreenne lesbica dello scrittore e di Ada, che non bada alla linea e fa la taxista; Giulia, la sedicenne figlia di Vittorio e di Cristina, scafatissima pompinara sempre a messaggiare al cellulare con le amiche; e infine Camilla, una ragazza ventiseienne, semiprotetta di Vittorio e sua amante neppure troppo segreta, invitata malignamente da Cristina per fare una sorpresa al marito?

Ma a questo natalizio appuntamento surreale Vittorio non si presenta, manda solo un messaggio a sua madre con il quale comunica di essersi preso un anno sabbatico e, senza dare nessuna altra spiegazione, scompare. La polizia interviene: il suo telefono viene ritrovato sulla scrivania di lavoro, manca il passaporto e un suo nuovo e ben rifornito conto in banca segreto è stato vuotato. Dove è andato e perché? Ma la sua assenza, in un certo senso, regalerà a tutte la libertà di riscoprirsi, di tentare di riallacciare dei rapporti di comunicare e di provare a comprendersi. E, al di là delle convenzioni sociali ognuno di loro - e Vittorio per primo - potrà provare a essere veramente se stesso, alla ricerca di un proprio ruolo, dopo che per anni si è costretto a interpretarne un altro. Conquista forse tardiva, ma mai dire mai.

Libro interessante con una copertina che francamente non gli rende giustizia. Una tragicommedia ironica, spesso cattiva ma indovinata e che riesce a tenere incollato il lettore fino alle ultime pagine a sorpresa.

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