Milano - Domenica 28 giugno 2015

Fabbrica del Vapore, viaggio nel cuore della creatività

di Simone Zeni
Fabbrica del Vapore

C’è un luogo, a Milano, che tutti conoscono o credono di conoscere. Un’immensa area che in pochi anni è diventata per tutti sinonimo di creatività, innovazione e, in alcune occasioni, mondanità: la Fabbrica del Vapore.

Con sede in via Procaccini 4, La Fabbrica del Vapore è nota forse ai più per gli eventi che, al suo interno, si tengono durante l’anno: quelli in occasione della Design Week, per esempio, oppure il festival di street food, il festival della cultura giapponese ad altri ancora, come la Torre di Lego da record recentemente costruita.
Chi la conosce un poco di più saprà che qui hanno sede lo Studio Azzurro, tra i più rinomati al mondo nel campo dell'arte visiva, e Viafarini, organizzazione per la promozione della ricerca artistica che condivide spazi e progetti con Careof, organizzazione no profit per la ricerca artistica contemporanea, tra cui l’importante archivio Docva.

Ma oltre a queste tre realtà, quella scatola magica che è La Fabbrica del Vapore racchiude ben altre undici eccellenze creative, artistiche e tecnologiche, gestite da Fdvlab, l’associazione che no profit che si occupa di coordinarle. Tutte vincitrici del bando del 2001 per l’affitto degli spazi pubblici che ha permesso loro però di entrare nella struttura effettivamente solo nel 2008.

Scopriamo dunque i segreti di questo centro della cultura cittadino, segreti fatti di studi creativi e palcoscenici inaspettati, mimetizzati in questo esempio affascinante di arte postindustriale, tra volte di legno e mattoni a vista.

  • L’Accademia del Gioco Dimenticato si occupa di attività per i più piccoli come giochi, presentazioni letterarie, tornei. Tutto con particolare attenzione ai temi del riciclo e del riuso.
  • Aiace si occupa di arte elettronica, in particolare di sperimentazione, con un notevole archivio consultabile su appuntamento. Dal 1990 organizza Invideo, il principale festival italiano di video arte.
  • AiEP/Ariella Vidach è lo spazio della pioniera che fin da metà degli anni ‘90 si è interessata alla commistione tra danza contemporanea e tecnologia. Numerose le residenze artistiche che le giovani promesse della coreografia vengono a svolgere presso la struttura.
  • Dagad, centro studi e ricerche sull’Architettura e sul Disegno Industriale, che si sta occupando attualmente di progetti come quello del riutilizzo del Padiglione Islanda.
  • Ilfischio produce e divulga documentari principalmente culturali ma anche storici e sociali.
  • MacchinazioniTeatrali basa la sua ricerca sull’incontro tra arti performative e nuove tecnologie.
  • Mascherenere, un laboratorio di teatro ma anche un luogo di incontro tra culture e tradizioni diverse, in particolare quella africana. Sono, tra gli altri, l’anima del Festival Suq.
  • Oneoff, azienda di produzione di modelli architettonici e prototipi per aziende, tramite service tecnologici moderni come la stampa 3D e taglio laser.
  • Polifemo, un’associazione professionale costituita da tre fotografi e un grafico in cui vengono promossi principalmente progetti fotografici di giovani professionisti. Tra le iniziative più gettonate il corso di fotogiornalismo in collaborazione con Terre di Mezzo.
  • Process 4, un laboratorio sperimentale di ricerca e design che strizza l’occhio persino alla tipografia.
  • Showbiz, società di prodizione cinematografica e televisiva.

Ben oltre l’aspetto creativo, La Fabbrica del Vapore è dunque un luogo in cui si produce e si lavora. Dove la cultura e la tecnologia si fondono sotto diversi aspetti e creano una strada comune, inedita ai più. Proprio come questi spazi in cui tutto ha origine.

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