Libri Milano - Domenica 30 novembre 2014

Milano, città urban fantasy per Angelize II

Interno del Duomo di Milano
© Veneranda Fabbrica del Duomo

Milano - Se Angelize – esordio per Aislinn – era una promessa, la sua seconda parte, Lucifer (Fabbri Editori, 446 pp, 16 Eur) quella promessa la mantiene. Romanzo corposo nel quale si erge, tra le altre cose, un avvincente duello finale, nel quale il rumore delle spade e il crepitio delle fiamme riportano all’epica raccontata nel primo, unico, Highlander.

Siamo di fronte ad un romanzo Urban Fantasy, un genere molto esplorato sull’altro lato dell’Oceano Atlantico, ma che per l’Italia rappresenta terra di frontiera, inesplorata, pericolosa - difficile che i libri trovino una collocazione precisa in libreria - eppure affascinante; un simile contesto colpisce per la mitologia a cui si riferisce – fatta di angeli, spade e creature di cui anche la tradizione cristiana è piena – e soprattutto perché i nostri rappresentanti hanno passione, conoscenza e competenza per scrivere romanzi che sanno incuriosire ed intrattenere. Aislinn e Luca Tarenzi sono assieme a Francesco Dimitri tre riferimenti.

Angelize II si apre ad un anno dalla chiusura del primo romanzo; i sopravvissuti del duello contro la Legione Mikael vivono nella disperata voglia di costruirsi una vita nuova, ma la chiusura del primo, con Lucifero che entra nella chiesa dedicata all’Arcangelo Michele, lasciava presagire che la normalità sarebbe stata effimera e che altro sangue avrebbe imbrattato le strade di Milano.

Ancora febbraio, e ancora Milano che diventa la città per un’Adunanza nella quale devono chiudersi i conti in sospeso da prima della Creazione assieme a quelli aperti solo un anno prima.

Se nel primo romanzo la Vita era una nuova conquista – una seconda occasione – per uomini uccisi da Angeli e tornati in uno stato sospeso tra terra e cielo, questo romanzo si arricchisce con il punto di vista di Uriel – un Arcangelo precipitato nella Carne – che veste una vita fatta di sangue, dolore ed emozioni; tutte sensazioni che gli Angeli non conoscono e dalle quali escono travolti.

Uriel si innamora della vita umana che affronta con la coscienza e i poteri di qualcuno che umano non è. Sa di essere qualcosa di diverso – una specie di supereroe -, ma scopre l’empatia, la coscienza che tali creature, straordinarie perché forti seppure fragili, meritano di essere accudite.

Sangue e carne investono anche Mikael ma con esito opposto: come il Signor Smith di Matrix, Mikael odia il genere umano, ne odia gli odori, i modi, le necessità. Essere degradato all’umanità, in un corpo che è una prigione costruita per lui da Lucifero, è una tortura dalla quale vuole di uscire con la forza, con l’odio e la sua spada di fuoco: ambisce alla purezza, a costo di commettere ogni genere di nefandezza in un mondo orfano del Padre.

Haniel ed Hesediel si ritrovano ad essere protagonisti loro malgrado. Entrambi avevano trovato la pace ed entrambi vengono strappati dalle loro scelte perché l’Avversario, l’Angelo Caduto, Lucifero è sulla terra, brama potere, caos e prende le vite degli ibridi per accrescere la propria forza.
Per loro nessuna giustizia da invocare ma solo la forza del legame di amicizia che li lega oltre la morte.

Sono ragazzi, e come tali non hanno prospettive, nessuna pianificazione: il loro futuro è l’immediato e il solo unico piano è l’istinto, forza primordiale folle come il caos al quale è votato Lucifero; la sola arma da invocare in uno scontro disperato.

Aislinn regala ai suoi lettori un nuovo affresco di una Milano oscura e affascinante. Se nel primo romanzo erano le passioni vicine a quelle della Berlino di Win Wenders a muovere gli Ibridi, che scoprono la vita e la vogliono mantenere contro ogni regola, nel secondo Milano appare come la New York di Connor McLeod e gli ibridi smettono lo stupore per prendere coscienza: crescere o morire, perché lo scontro finale non prevede vie di mezzo, e nessuna medaglia di argento per chi arriva secondo.

Il cammino iniziato nel primo libro trova il suo epilogo – epico, pirotecnico – in uno scontro che mette in palio il diritto ad una vita viva, da uomini. In fondo anche loro bramano solo un posto nel mondo.

Aislinn mantiene la maturità che nella prima parte prometteva, dimostrandosi scrittrice più consapevole e capace di aprire porte tra una pagina e l’altra. Il lettore è rapito, partecipa e soffre con i protagonisti, compagni d’arme.
Alla fine del percorso Haniel ed Hesediel non sono più i ragazzi sperduti – emarginati come ibridi tra cielo e terra, tra giovinezza ed età adulta - incontrati un anno prima, ma sono uomini che scelgono, decidono, pagano. Impossibile non chiedersi cosa sarà di loro.

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