Concerti Milano - Venerdì 7 novembre 2014

Stefano Bollani: «Ho shakerato Frank Zappa»

Stefano Bollani al piano della Feltrinelli
© Alessio Campo
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Milano - Giovedì 6 novembre, nella sala incontri della Feltrinelli di piazza Piemonte, Stefano Bollani ha presentato, e soprattutto suonato, il suo nuovo album Sheik Yer Zappa, «Un personale tributo al mitico Frank Zappa, un Frank Zappa rivisitato e reinterpretato, shakerato, come suggerisce il titolo del disco» ha spiegato il pianista milanese.

«Il titolo dell’album è un chiaro riferimento a Sheik Yerbouti, il disco più venduto di Zappa, il cui titolo nasce a sua volta da un ironico gioco di parole che origina dalla hit Shake your booty dei KC and the sunshine band» ha spiegato. Il disco contiene 7 brani del compositore/direttore d’orchestra/rocker di Baltimora, Cosmik Debris, Bobby Brown Goes Down, Blessed Relief, Eat That Question, Peaches En Regalia e Uncle Meate, e 2 inediti originali di Bollani.

Tutte le tracce sono state registrate durante una serie di concerti del 2011 in cui il pianista milanese era accompagnato da Jason Adasiewicz al vibrafono, Josh Roseman al trombone, Larry Grenadier al double bass e Jim Black alla batteria.

Durante la presentazione, mentre intratteneva il pubblico con aneddoti e battute da vero showman, Bollani si è seduto al piano tre volte per suonare altrettanti brani del disco, tra cui Bobby Brown goes down, il suo preferito. La platea, rapita dalle note del suo piano, lo ha seguito in apparente stato di trance, in quella che potremmo definire catarsi bollaniana.

«Zappa era anticonformista e agiva in modo molto poco convenzionale - ha raccontato Bollani spiegando come sia nato il suo amore per il musicista statunitense - Pur essendo un rocker, prendeva in giro con sarcasmo il mondo del quale faceva parte, canzonandone gli stereotipi e agendo in modo diametralmente opposto a quello dei suoi colleghi. Inoltre era un grande musicista».

Sheik Yer Zappa è il 30simo album pubblicato da Bollani, musicista dalla carriera eclettica che spazia dalla classica al jazz - il suo mentore è Enrico Rava con cui non ha mai smesso di collaborare - passando dal pop, suonando con Irene Grandi, Raf, Jovanotti e Baglioni. A decretarne il definito successo è Rhapsody in Blue - Concerto in F, che lo vede eseguire Gershwin insieme a Gewandhausorchester Leipzig diretta da Riccardo Chailly.

Proprio Rhapsody in Blue - Concerto in F conquista la top ten italiana nel 2010, restandoci per tre settimane. Un'apoteosi completata dal concertone del 2013 in piazza Duomo, davanti a 50mila persone.

E adesso è ora di una nuova avventura, in salsa rock.

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