Mostre Milano - Sabato 14 maggio 2011

Le tendenze della fotografia al MIA, Milan Image Art Fair 2011

© Mimmo Scognamiglio
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Milano - Non solo donne a MIA - Milan Image Art Fair. Negli ottomila metri quadri al Superstudio Più (via Tortona 27) infatti si possono conoscere le principali tendenze della fotografia in ambito nazionale e internazionale.

La Galleria Riccardo Crespi presenta Søren Lose che usa la fotografia per indagare diversi tempi storici. La serie Home, presente in fiera, è dedicata all'isola danese Lolland dove l'artista è nato e cresciuto. La sua memoria gioca con case abbandonate, mobili usurati, detriti edilizi e intonachi sgretolati.

La desolazione quasi metafisica è propria anche del linguaggio di Pierpaolo Lista che, per Leggermente Fuori Fuoco, espone un ciclo di fotografie che riproducono spazi vuoti abitati da pochi oggetti, riempiti così di significato. Di grande impatto Condanna sospesa, dove basta un cappio penzoloni dal soffitto per suscitare un'emozione.

Similmente, Álvaro Sánchez-Montañés, esposto nello stand della spagnola Galeria Valid Foto BCN, trova la bellezza nell'abbandonato e ri-abitato da entità surreali, come la sabbia del deserto che sommerge una casa fotografata nella Namibia. Il deserto gelido dell'Iceland fa da sfondo bianchissimo a due minuscole figure, mentre un cane lievita nello spazio, guadagnandosi il premio Epson.

Sono affollati invece le fotografie-piscina di Daniel Canogar, scelto da Mimmo Scognamiglio per il suo spazio espositivo. L'acqua riprodotta - retroilluminata sì da creare un effetto acquario - è discarica per etichette, bottiglie, emblemi del consumismo attuale, e cadaveri. Un corpo è sommerso da rovine moderne rappresentate da 'resti' di computer, altri sono crocifissi in una trama senza sbroglio.

Davide Bramante con la sovrapposizione fotografica muove guerra all'horror vacui. Monumenti su monumenti, scritte su Pechino, icone sull'Havana, cartelli su New York: tutto diventa diafano, trasmettendo un'idea di infinito e di morte.

Con Valentina Miorandi l'immagine non dissolve, ma sgrana. Nella serie Cross Broadway, l'artista cattura fotogrammi dell'omonimo video realizzato nel 2009, dove aveva ripreso in un unico piano sequenza anonimi passanti a un incrocio. Scritte accompagnano i personaggi, quasi ad attribuirgli un ruolo nel film tra involontaria esibizione e volontaria manipolazione.

Non meno conosciuto è il Ray Charles fatto di sottosuolo di Paolo Seregni e Luca Cerini, in arte The Diggers'seltz. Le loro sono immagini scattate all'interno di miniere abbandonate, dove i due si introducono equipaggiati del minimo indispensabile, alla ricerca di un punto di incontro tra figurativo e astratto. Per questo, formazioni organiche subacquee superficiali su sedimenti Goethitici e Limoniti, sono capaci di evocare il pianista statunitense.

Il fuori fuoco è la tecnica precipua di Massi Ninni che sfoca "la vita che scorre e passa in fretta", mentre rende nitide le esistenze che la vivono con l'incontro, il lavoro, il gioco. Si fermano e la guardano: questa è la fotografia.

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