Attualità Milano Giovedì 27 gennaio 2011

Via Padova. Ragoo, Ligera e galleria Assab One. Alla scoperta del quartiere

© Laura Cusmà Piccione
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Milano - Via Padova è un rettilineo di 3800 metri che collega il centrale corso Buenos Aires alla tangenziale est, con una densità demografica che - senza appellarsi a dati statistici ufficiali - si può testare viaggiando sulla linea 56, sempre stracolma di pendolari urbani che la percorrono in tutta la sua lunghezza.
Qui convivono 50 nazionalità diverse che conferiscono un affascinante carattere multietnico al quartiere. Allo stesso tempo, la convivenza ravvicinata provoca tensioni pronte ad esplodere alla minima occasione. Il 13 febbraio 2010, un banale litigio conclusosi con l'omicidio di un giovane egiziano, è sfociato in una guerriglia urbana con tanto di vetrine e autovetture distrutte. Il Comune ha risposto con un coprifuoco - da molte parti definito militare - che imponeva la chiusura dei pochi locali che fanno vivere la via.

In prima linea contro le misure dell'amministrazione, Federico Chendi e Riccardo Bernini dell'enoteca Ligera (al civico 133) che peraltro hanno vinto il ricorso al Tar contro quello che definiscono «il primo esempio di ghettizzazione commerciale della città». Nel loro spazio propongono ogni settimana cultura a basso costo: artisti emergenti espongono le proprie opere, lo stesso possono fare scrittori, attori, comici e musicisti liberi di esibirsi nella taverna del piano inferiore. Il tutto è godibile sorseggiando un buon vino immersi in una rossa atmosfera avvolgente.

Poco oltre, anche il People Restaurant Cafè (via Padova 276) offre una ricca scelta di vini e piatti della cucina cromatica, dove colori e cibo si mescolano per conciliare i piaceri del corpo con quelli della psiche. Il locale chiude la via dal lato prossimo all'imbocco della tangenziale est; invece, all'estremità opposta verso piazzale Loreto, si trova il disco-dinner MyBali, che accoglie la clientela in un lungo corridoio abitato da gigantesche cariatidi.

A poca distanza da via Padova si trovano inoltre due locali cult di Milano: il Ragoo (viale Monza 140) e l'East End (via Canelli 1) dove - nella serata di giovedì e di venerdì - si possono godere concerti live. D'estate il Ragoo si trasferisce nella terrazza antistante trasformata in un pub pittorescamente affacciato sul naviglio. All'East End durante la bella stagione, l'esterno si riempie di così tanta gente che uscire dal parcheggio può diventare un'impresa titanica. Per curioso contrappunto, accanto alle coloratissime mura del locale, che ricordano quelle affrescate dal graffitista Keith Haring, sorge una fabbrica di lapidi. Ogni giorno l'East End propone un'offerta speciale diversa, in particolare domenica e lunedì una pinta di birra costa solo 3.50 Eu.

Via Padova offre anche proposte culturali nel settore religioso, sportivo e dell'arte contemporanea. La multireligiosità degli abitanti della via traspare dalla compresenza di innumerevoli chiese cattoliche al fianco di una chiesa evangelica al civico 98 e della Casa della cultura islamica al 144 (di fronte al Ligera), ritenuta l'ala dialogante e moderata dell'islam milanese, in buoni rapporti con Curia e Comune.

A proposte di valore artistico pensa la galleria Assab One (in via Assab 1, appunto) che ha rivoluzionato gli spazi di una nota azienda grafica milanese ospitandovi mostre di molti protagonisti dell'arte contemporanea. Lo scorso novembre sono stati esposti i progetti di studenti che hanno immaginato per via Padova un sistema «aperto» di sollecitazioni in grado di portare alla luce ed espandere le energie positive già attive in quest'area. Contemporaneamente, alcune sale ospitavano la mostra fotografica di Giovanni Hanninen tratta dal libro di Massimo Bricocoli e Paola Savoldi Milano Downtown.Azione pubblica e luoghi dell'abitare, che racconta cinque storie di altrettanti quartieri milanesi. Uno scorcio di via Padova fa da copertina al volume: un alto muro rosso segnato da scritte è varcato da un lato e dall'altro da due giovani ragazzi che rimangono sospesi tra cielo e terra.

Il writing sui muri è caratteristico della via. Nel vicino parco della Martesana, il cui accesso è limitato alle ore diurne dopo che l'amministrazione comunale lo ha recintato, si possono vedere innumerevoli esempi di graffiti e street art. In uno, via Padova diventa un'assolata strada terrea conclusa all'orizzonte da una catena di montagne dietro la quale sorge (o tramonta?) un enorme sole.

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