Attualità Milano - Giovedì 9 dicembre 2010

Zona Tortona: il quartiere di Milano che dalla fabbrica passa a moda e design

di Andrea Dispenza
© Andrea Dispenza

Proprio come Cenerentola, zona Tortona ha vissuto una trasformazione magica che l'ha resa ambita: una principessa sofisticata tra i quartieri di Milano.

Compresa tra il Naviglio grande e via Solari, delimitata dalla zona di Sant'Agostino e l'inizio di Porta Genova, le strade tra via Savona, Tortona e Stendhal formano un quartiere ben amalgamato tra la Milano più in – quella della moda, del design e degli happy hour – e quella più godereccia. Qui si possono assaporare le prelibatezze di una buona cucina pugliese del ristorante Alberobello – via Solari 60 – o le specialità messicane di Joe Peña's in via Savona 17.

Quello che rende affascinante zona Tortona è soprattutto la sua storia. Come Soho a Londra, è una delle zone di principale fermento dell'industria negli anni '60. Come prova rimangono vecchie fabbriche in disuso, imponenti edifici con lucernari e mattoni a vista ora rivalutati. Proprio come la zucca che diventa una carrozza: una serie di artisti, creativi, stilisti e designer li hanno trasformati in showroom, loft, spazi legati alla cultura. Vecchie residenze di operai diventati atelier o laboratori artistici.

Passeggiare per queste strade è divertente. All'ordine del giorno si incontrano modelle che suonano i portoni con il loro book in mano. Personaggi della cultura o dello spettacolo che raggiungono in bicicletta i loro uffici a vetrate. Stilisti che con i loro macchinoni si fanno accompagnare davanti alle loro case di moda. Diesel è all'angolo tra via Savona e via Stendhal, Ermenegildo Zegna in via Savona – con tanto di giardino zen a dimensioni naturali esposto in vetrina – e Armani in via Borgognone.
Non ci si stupisce più per le transenne nella zona pedonale per far passare le icone del jet-set internazionale tra flash di fotografi per le varie sfilate. Dalle Spice Girls a Paris Hilton a Ricky Martin, presenze fisse del prestigioso Nhow Hotel di via Tortona 35: un maestoso edificio tra lusso, innovazione, feste private – a cui con un po' di fortuna si riesce a entrare – e tecnologia all'avanguardia.

Ma per le strade del quartiere trendy si incontrano anche vere e proprie opere d'arte. Frutto dell’internazionale Design week o dei mille altri progetti artistici che riguardano le tre parole chiave della zona: creatività, design e moda.

Come mai mi fa impazzire questo quartiere? Perché offre spunti di cui chi ha lo spirito creativo non può che sentire il bisogno. Per la moda, ci sono tantissime boutique artigianali in cui giovani artisti creano abiti e gioielli a prezzi modici, con il riutilizzo di tessuti anni '80 o di oggetti riciclati. Per l'arte, la Fondazione Pomodoro di via Solari è un'interessante spazio che spesso accoglie iniziative a ingresso gratuito. L'appena rinnovato Ex Ansaldo di via Tortona 54, centro nevralgico dell'arte contemporanea e del design. E poi ancora per il relax alternativo c'è il Design Library Café di via Savona 11. Formaggi, salumi, bucatini, sformato di riso alle pendici di una biblioteca. Due realtà che si incontrano e settimanalmente forniscono interessanti appuntamenti.

Infine, il tempo libero. Il Cinema Mexico – via Savona 57 – propone film d'essai e l'appuntamento fisso con il Rocky Horror Picture Show: il pubblico in sala viene coinvolto nel famosissimo Time Warp. E poi le drag queen del teatro Ringhiera al Pappagayo Cafè e feste a tema: Tortona&the city, Tortona 90210 al grido di "Chi più paiettes ha più, più ne metta!"

Un ultimo piccolo augurio: tra gli spazi più interessanti di via Savona esiste il teatro Libero di Corrado D'Elia attualmente chiuso per dei problemi di manutenzione e delle conseguenti diatribe burocratiche.
Speriamo che il teatro con la sua interessante programmazione riapra presto. Magari in tempo per la consueta rassegna di teatro omosessuale Liberi amori possibili, unica nel suo genere, prevista ogni primavera.

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