Teatro Magazine - Martedì 11 maggio 2004

Candido diventa una soap musicale

Candido – Soap Opera Musical
di Andrea Liberovici e Aldo Nove
liberamente tratto da Voltaire
interpreti I. Castiglione, C. Guzzanti, F. Matteini, T. Sammarti, G. Funari (in video)
musicisti G. Clemente, F. Carena, R. Fatticcioni, D. L’Abbate, P. Sinigaglia
scena P. Giacchero
costumi S. Aymonimo
luci S. Sussi
direzioni musicale G. Clemente
movimenti coreografici F. Camponero
18 maggio - 6 giugno al Teatro Duse

Candido è uno dei viaggi possibili.
Altri se ne potevano fare.
Quello di Gulliver, per esempio, era balenato nelle menti di Andrea Liberovici e Aldo Nove, ma poi ha vinto Voltaire. Il perché lo racconta Liberovici: "Anche Candido è un viaggio favolistico, ma più degli altri affonda le radici nel suo tempo facendo della sana ironia e una forte critica dell’epoca". Un’altra ragione ha determinato questa scelta: "Dal punto di vista formale", spiega Liberovici "il testo si è presentato a miei occhi come una specie di videoclip illuminista, fatto di scene estremamente brevi in cui accade letteralmente di tutto".

Ne è venuta fuori una riscrittura che Liberovici preferisce ridefinire come "un semplice ispirarsi a …, perché dopo Voltaire, già di per se impegnativo, c’è stato Bernstein con la sua opera lirica. L’invenzione che è scaturita dalla collaborazione tra Liberovici e Aldo Nove è un Soap opera musicale: quindi una storia d’amore intricata, una trasposizione nel contemporaneo e poi musica, canto e ballo in un insieme che l’attore Fabrizio Matteini ha voluto siglare come il probabile "inizio di un nuovo modo di fare musical, tutto all’italiana".

Scrittura a parte, Liberovici racconta di come, ad un certo punto del lavoro, sul testo sia nata la necessità fortissima di trovare per il ruolo del precettore Pangloss un grande venditore mediatico. Uno di quelli avvezzi al multilevel marketing, fatto di grandi pranzi che costruiscono le più potenti forze economiche con il vecchio sistema della catena di Sant’Antonio; uomini che si nutrono di comunicazione mediatica. La scelta è caduta, con grande ardire, sul nome di Gianfranco Funari: "Il personaggio più preciso per il ruolo", ha spiegato Liberovici, "che però doveva accettare di stare in scena con Caterina Guzzanti... Il colpo di scena è stato che lui si è entusiasmato molto alla nostra proposta. Però non voleva farlo in doppio petto. Voleva mostrare il nero che c’era nel personaggio. Così si è ingelatinato, si è vestito di pelle nera e, da dietro una roccia, ne ha tirato fuori un prodotto davvero inquietante".

Nonostante l’accento sulla TV sia forte, quello che Liberovici & Co hanno in mente non è l’elettrodomestico ma piuttosto “la forma mentis” che la TV ha prodotto: "Metterla in discussione e scandalizzarsi di fronte a questi effetti", spiega Liberovici, "diventa qualcosa che investe tutta la nostra realtà, dalla cronaca alla politica".

"Per gli attori", ha confessato ancora il regista "è stato un vero tour de force perché cantare, ballare, interagire con il video e recitare senza snaturare il personaggio è cosa assai complicata, ci vuole grande precisione". Lo spettacolo si presenta dunque con gli attori in scena, che recitano in rima e cantano, con una band dal vivo e brani registrati; un progetto musicale di ampio respiro. "La questione del balletto è diventata presto un problema", ammette Liberovici. Il viaggio è nell’immateriale e anche i ballerini saranno virtuali: vivranno in scena grazie ad una proiezione. Liberovici è andato a filmare i ballerini in loco e, siccome sono afrocubani, anche in questo caso il viaggio non è stato da poco. Fatte le riprese si è trattato di mettere in sincrono con la musica.

Gli attori sono tutti soddisfatti: Ivan Castiglione è estremamente fiero di fare un’esperienza con il Teatro Stabile di Genova, perché fa curriculum; Tea Sammarti è veramente “gratificata”, perché per la prima volta le si propone di cantare, e lei non nasce attrice ma cantante; Caterina si diverte molto in questa nuova esperienza in cui le si chiede di cantare, "e poi", dice, "Sabina è venuta alle prove e le piace...". Infine Fabrizio Matteini, uno di casa, si sente protetto e il lavoro con Andrea, come già in passato, gli dà l'opportunità di provarsi su nuove sfide.

Questo Candido tutto di nuovo vestito si inserisce nell’ambito degli eventi di Genova Capitale Europea della Cultura e rappresenta un anticipo sul Festival di Teatro Europeo che si terrà fra ottobre e novembre e che vedrà esibirsi con La Centaura Mariangela Melato (regia di Ronconi). In programma anche Il giardino dei ciliegi, per la regia di Georges Lavaudant, Pina Bausch con Kontakthof mit Damenund Herren ab 65 e l’Hamletas di Eimuntas Nekrosius.


Nella foto in alto la locandina, in basso il regista Andrea Liberovici e lo scrittore Aldo Nove

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