Attualità Magazine - Venerdì 30 aprile 2004

Processo a Gutenberg

Johannes Gutenberg è l’inventore dei caratteri mobili, ovvero di un sistema rivoluzionario che ha permesso la rapida duplicazione dei testi. La Bibbia delle 42 linee è il primo testo riprodotto con tale sistema.
Queste “verità” si davano ormai per scontate, quando, un gruppo di studiosi del Politecnico di Torino, dell’Università di Milano, dell’ILTE di Moncalieri, dell’Archivio Museo della Stampa di Genova, hanno ritirato in ballo la questione con sorprendenti novità.
Le nuove scoperte verranno completamente svelate in un “processo accademico” a Gutenberg che si svolgerà a Genova il 30 e il 31 ottobre col nome di G come Genova, Gutenberg, Gates. L’iniziativa è nell’ambito del Congresso Italiano dei Musei della Stampa e della Carta.

Oggi, 30 aprile, ai Magazzini dell’Abbondanza, si è tenuta l’istruttoria al processo a Gutenberg. Bruno Fabbiani professore del Politecnico di Torino, è intervenuto nel ruolo di PM per illustrare la sua tesi: il sistema di stampa che Gutenberg usò per la B42 non fu quello dei caratteri mobili, come si crede e il supporto cartaceo sul quale è stata stampata proviene dal nord Italia e probabilmente proprio da Genova.
Eccezionalmente, l’ILTE di Moncalieri ha avuto modo di analizzare una pagina della B42. Nell’impasto è stato rinvenuto del cotone, usato per la fabbricazione delle vele.

Si pensa che la carta venisse prodotta a Genova e poi portata a Strasburgo e Magonza a dorso di mulo. Gutenberg, prima di diventare stampatore, produceva specchi per i pellegrini e aveva quindi dimestichezza con materiali quali piombo, stagno, gesso. La tecnica dei punzoni la conosceva perché era un orafo. Sua è stata l’intuizione di scomporre le parole in singole lettere da combinare tra loro. Dal manoscritto, infatti, si era passati alla tecnica tabellare ovvero all'impiego di tavolette di legno incise al rovescio, inchiostrate con tamponi e stampate pagina per pagina. Preparare le singole matrici era un lavoro lungo e non c’era possibilità di stampare fronte-retro. Secondo il prof. Fabbiani, Gutenberg, per la B42 non ha usato “caratteri mobili”, ma “punzoni mobili”, perché gli mancavano i finanziamenti e quest’ultima tecnica era meno costosa. Questi punzoni, in argento, rame o ottone, venivano battuti con un martello su un’unica lastra di metallo (matrice-madre), dalla quale, per colata di piombo, si otteneva il testo, costituito da un unico blocco di metallo (tecnica della metallografia).

Naturalmente, a sostegno di questa tesi, ci sono prove e indizi raccolti durante il lungo lavoro d’équipe del prof. Fabbiani e dei suoi collaboratori. Il verdetto sarà dato al processo di ottobre, dall’avvocato Franco Viale, giudice designato. In questa occasione, alcuni studiosi, interverranno nella veste di avvocati difensori della "vecchia tesi".

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