Attualità Magazine - Venerdì 16 aprile 2004

Il venerdì di Francesca

In uscita, in questi giorni, La sottomissione di Ludovica, nuova edizione riveduta e ampliata con postfazione sul romanzo erotico, Pizzo Nero, Borelli editore. La prima edizione, nel 1995, riscosse grande successo e superò le 50.000 copie. In esclusiva, per i lettori di mentelocale, una anticipazione.

Nel fondo della maggior parte di noi, in sotterranei che molti, lo riconosco,
sanno tener chiusi, il sadomasochismo accende fuochi di esultanza che
celebrano le nozze spirituali fra salvezza e dannazione

A. P. De Mandiargues

Capitolo primo

In piedi, nella vasca da bagno, col getto d’acqua della doccia, Ludovica cercava di far sparire le tracce di schiuma dal suo corpo abbondante e sinuoso che godeva ad ammirare nel riflesso dello specchio. Forme generose, carni chiare solo leggermente cadenti, ambite da uomini di ogni età. L’areola del capezzolo era scura e il piccolo dado di carne si ergeva, dritto e pretenzioso, a reclamare carezze. Ripensò a uomini golosi che avevano succhiato le sue protuberanze, lodandone ripetutamente la consistenza: “I tuoi capezzoli chiedono di essere mangiati, dolcissima Venere”, le aveva detto qualcuno, non molto tempo prima. “Ora li lecco e li succhio fino a consumarli”, le aveva sussurrato un altro. Da ogni parte le scivolavano piccoli rivoli schiumosi che parevano lacrime. Nell’acqua, la percezione del suo tempo cambiava, si sentiva ritornare ad uno stato primordiale, era pesce, corallo, alga, sirena o animale marino. Giocava. Il getto era caldo ed invitante, gli schizzi d’acqua che dirigeva sul ventre, sui seni e in mezzo alle gambe, le provocavano piccoli brividi, sensazioni rarefatte, irregolarmente riaffioranti dopo il lungo bagno. Amava immergersi per ore nella vasca tiepida e profumata di bergamotto o vaniglia per pensare, rilassarsi e riflettere. Decise che c’era ancora tempo. Si sdraiò di nuovo lasciando filtrare acqua tiepida nella vasca semivuota che si era lentamente raffreddata. La schiuma copriva parzialmente il suo seno, isole bianche e porose alternate a curve di carne morbida affiorante dal pelo dell’acqua, uno strano paesaggio surreale del quale era la regina e la dominatrice assoluta. Si mise a giocare coprendo i capezzoli con nuvole bianche che svanivano in fretta come le bolle dei giochi dei bambini, bolle leggere, trasparenti ed evanescenti che volteggiano impavide per un breve percorso e poi basta un soffio, un contatto, un colpo di vento e sono distrutte per sempre. Quante volte si era fermata ad osservarle ai giardini, rapita. Si riconosceva in quelle bolle, riconosceva nella sfericità l’essenza del suo corpo, formoso e accogliente come la madre terra. Notò che, una volta eliminata la schiuma i capezzoli si indurirono all’istante e affiorarono dall’acqua come sudditi obbedienti alle voglie della padrona che, per soddisfarli, li sfiorò ripetutamente con il palmo della mano, prima piano e poi con maggiore vigore. Vigore, una parola erotica. Ludovica pensava spesso ai significati secondari delle parole, ai misteri che nascondono. Vigore voleva dire maschio, voleva dire forza, voleva dire energia sessuale. Le piaceva, mentre certe parole più scontate non le producevano alcun brivido. Continuò col seno destro. Carezza circolare, sfregamenti, leggeri tocchi dei polpastrelli, come note e ancora carezze. Si girò a pancia in giù per sfregare i peli pubici contro la superficie della vasca, dall’acqua emergevano solo le natiche bianche e lisce (un suo sogno erotico ricorrente era essere sculacciata con violenza fino ad avere tracce di rossore, punita come una bambina dispettosa e disobbediente, “Ludovica non dovevi farlo, abbassa le mutandine e preparati, stai per ricevere quello che ti meriti, devi essere punita e ti sculaccerò fino a farti urlare, avanti, vieni”. La sola idea la faceva eccitare moltissimo ma non le era mai capitato).

Nella foto: il romanzo "La sottomissione di Ludovica" di Francesca Mazzucato

Oggi al cinema

Rosso Istanbul Di Ferzan Ozpetek Commedia Turchia, Italia, 2017 13 MAGGIO 2016. Orhan Sahin torna a Istanbul dopo 20 anni di assenza volontaria. Come editor deve aiutare Deniz Soysal, famoso regista cinematografico, a finire la scrittura del suo libro. Ma Orhan rimane intrappolato in una città carica di ricordi... Guarda la scheda del film