Magazine Lunedì 11 giugno 2018

Fumetti, Mauro Boselli: «Dampyr, un eroe complesso». L'intervista

Magazine - Un eroe figlio di una guerra nel cuore dell’Europa e che ha lasciato ferite ancora aperte, una creatura sospesa tra il nostro mondo e quello dei vampiri, i Maestri della Notte, tra suo padre Draka, che lo ha generato, e gli umani che lo hanno cresciuto. Accanto a lui, Tesla, una vampira rinnegata e Kurjac, un ex soldato, che combattono accanto con lui una guerra tra bene e male, umani e vampiri, angeli e demoni.

Harlan Draka, Dampyr (Sergio Bonelli eidtore), è il personaggio creato da Mauro Boselli e Maurizio Colombo, nato con il nuovo millennio e che è prossimo a diventare maggiorenne. Un millennians che affonda le sue radici nella storia e nel folklore europeo, un personaggio dal grande carisma, estremamente affascinante per la sua duplice natura, uomo e vampiro, alla continua ricerca di nuove sfide, tra mille pericoli, e che ha per base una città magica per antonomasia. Praga. 

Negli anni Harlan è cresciuto non restando prigioniero del suo ruolo di ammazza vampiri, il suo universo narrativo si è esteso costituendo una vera moltitudine di scenari nel quale farlo muovere con pards in continua evoluzione a sostegno di trame dalla grande struttura.

«Se penso che Dampyr avrebbe dovuto essere una miniserie – racconta Mauro Boselli - ancora mi stupisco di come invece gli scenari che fanno da sfondo alle sue avventure si siano allargati a dismisura comprendendo, non solo il nostro mondo, ma anche altri universi. Harlan, che nel primo numero non conosceva ancora la sua vera natura e che nel numero cento, di cui parlammo insieme nell’intervista di 10 anni fa, arrivava infine a interagire con suo padre Draka, ora non è soltanto più un cacciatore di mostri e di vampiri, ma è diventato un eroe complesso, fulcro di una serie di macrotrame che fanno capo, di volta in volta, a una schiera di suoi amici e compagni d’avventure».

Harlan, Tesla e Kurjac sono personaggi dalla grande struttura ma soprattutto versatili, vivi, al punto di potersi muovere senza snaturarsi in contesti estremamente variegati utilizzando al meglio le opportunità offerte da una galassia di comprimari e villains estremamente variegata.

«Ecco – conferma Boselli – sono proprio questi personaggi, che nel corso degli anni si sono aggiunti al terzetto originario di protagonisti, ad averci dato la possibilità di espandere la nostra saga. Se Caleb Lost e Nikolaus e i loro rispettivi alleati angelici e infernali erano previsti nel progetto originario, certo non immaginavamo che ad esempio la veggente Ann Juging che apparve la prima volta nel numero 13, L’isola della strega, sarebbe poi diventata fondamentale, o che Araxe e Amber, due maestre della notte, si sarebbero alleate con i nostri amici, o che avremmo conosciuto un po’ alla volta le diverse personalità dei Principi dell’Inferno. Un mondo estremamente vario e complesso, tanto che è ormai assodato che la complessità del mondo di Dampyr è insieme croce e delizia per i lettori e per l’autore ed editor, cioè il sottoscritto».

Se è vero che la mitologia di Dampyr si presenta vasta e articolata, è anche vero che un lettore saltuario potrebbe avere l’occasione di farsi trasportare da una narrazione ricca e serrata, capace di svariare tra il folklore locale alla mitologia nordica senza perdere spessore o carisma. Che Mauro sia un narratore capace lo si comprende guardando alla grande attenzione che mette in ogni albo, ma soprattutto nel modo in cui riesca ad alternare la Praga di oggi con la frontiera di Tex, la testata di cui è curatore e, come in Dampyr, anche narratore.

Tex e Harlan sono personaggi diversi solo in apparenza ma che hanno molti più punti di contatto che differenze. «Ho spesso detto che ho una sorta di predilezione per gli eroi classici. Pur adorando Ken Parker e Dylan Dog (e avrei tanto voluto scriverli) sono sempre stato attirato, data la mia formazione professionale sotto l’ombra tutelare di GL Bonelli, dai personaggi apparentemente tutti di un pezzo, come Sam Spade, Bogart, Tex, Ulisse, Orlando e compagnia. Noterai che alcuni di questi difetti li hanno, per esempio Orlando è uscito pazzo, Bogey ha spesso delle pene d’amore e così via. Tex, con qualche distinguo, è invece una una roccia incrollabile. Da parte loro, il terzetto degli avventurieri horror di Dampyr, Harlan, Tesla e Kurjak, ripetono un po’ lo schema dei Quattro Moschettieri, o dei quattro pards di Tex, e rispettano lo schema degli eroi senza dubbi e senza timori; ciò non toglie che possano avere delle sfumature interessanti, così come D’Artagnan ad esempio, che fa a pezzi gli uomini del cardinale, ma si intenerisce per Costanza, o come Tex soffre per la morte di Lilyth. Personaggi complessi ma, insomma, non anti-eroi, eroi con le loro certezze, un aspetto indubbiamente rassicurante per i lettori. Dire poi come si passa da uno all’altro, mi porterebbe troppo lontano. Diciamo che per Dampyr non ci sono frontiere e quindi posso sfruculiare nei miei interessi e nello scibile umano, mentre Tex è un uomo di Frontiera e per lui conta molto rispettare una determinata data e un determinato luogo. A questo va aggiunto il dettaglio non da poco che Dampyr l’ho inventato io (con Maurizio Colombo) e per questo motivo nei suoi confronti ho libertà assoluta. Tex invece non è un mio personaggio e devo trattarlo con rispetto». Tex è – secondo alcuni – un monolite settantenne così tanto solido da non essere scritto ma che si fa scrivere.

Parlando di mondi in collisione, è stato interessante, la scorsa estate, leggere dell'incontro tra Harlan e Dylan Dog e vedere a confronto le loro due differenti declinazioni horror – eroe e anti-eroe – nel quale Boselli non ha nascosto un certo divertimento a giocare con il personaggio di Sclavi, Groucho soprattutto.«Sì, in effetti mi sono divertito e, mi piacerebbe, se possibile, che Dylan apparisse ogni tanto come cammeo in altre storie di Dampyr. Vedremo se, quando e come, sarà possibile. Il loro incontro in effetti lo abbiamo fatto quasi per gioco e credo, nel bene e nel male, che si veda».

Sulla possibilità che i due possano tornare a incrociarsi Boselli non si è sbilanciato, «Intanto quest’estate esce il volume che raccoglie le due avventure», ha annunciato, ma sulla volontà di esplorare i possibili incroci tra i compagni di scuderia, molto è raccontato delle storie annunciate per prossimo futuro, su tutte l’incrontro in bianco, nero e rosso tra Dylan Dog e Morgan Lost su cui è al lavoro Claudio Chiaverotti.

Tornando al presente, con Harlan, Boselli mostra non solo un personaggio in continuo divenire, ma anche una certa volontà di spiazzare i lettori. Nello scorso numero, il 218, per la prima volta, Tesla è stata messa al centro del racconto (e che racconto!), in una storia dal grande impatto e con un finale drammatico, un appuntamento al volume in uscita in questi giorni, letto in anteprima, e che grazie alle tavole realizzate dal Maestro Roi, un fuoriclasse, mantiene altissima la tensione dalla prima all’ultima tavola.

«Danse Macabre, il 218, è una di quelle storie che servono ogni tanto a porre i riflettori sui comprimari (in questo caso Tesla ndr). Il diabolico Maestro Henzig, diabolico e crudele, è servito anche a questo oltre a tirar fuori delle vicende ‘citazionistiche’, un omaggio ad alcuni classici. Per quanto riguarda il triangolo Kurjak, Tesla Samael – la bella vampira è contesa dall’amore del suo soldato e la passione di un amesha, fratello di Caleb ma signore infernale dal grande fascino -, è da tempo che volevo affrontarlo e Henzig me ne ha dato l’occasione».

Il risultato è un albo, intitolato Tutto per Amore, nel quale i nostri dovranno affrontare una delle prove più dure, una rincorsa attraverso tempo e spazio alla ricerca di verità agognate eppure temute. Un albo che, tra i mille rimandi e colpi di scena, continua ad annunciare qualcosa che preoccupa i lettori; da diverso tempo si fanno riferimenti sempre più serrati allo stato di salute di Kurjac, inevitabile la domanda che diventa occasione per un’anticipazione che lascia con il fiato sospeso.

«I lettori fanno bene a stare molto in pensiero – annuncia Mauro – perché Kurjak è l’unico personaggio umano del terzetto e ha superato, nella vita vera, la sessantina. La sua tosse in effetti è sintomo di una grave malattia. Vedremo che cosa ci riservano le prossime avventure».

Oltre a questo annuncio che promette sviluppi imprevedibili, e che rimanda con sinistri presagi del Libro del Tempo Perduto, lo speciale numero 11 che raccontava di futuri possibili per il Nostro, tanto altro bolle in pentola.

«Beh – racconta il suo creatore e curatore - ci sarà in autunno lo specialissimo albo lucchese a colori, un volume che uscirà sia nella serie regolare che in volume rilegato che ospiterà quattro disegnatori della serie e ben nove illustratori famosi» e che già si annuncia come uno dei prodotti più attesi nella prossima kermesse toscana. «Inoltre - annuncia - Harlan e i suoi stanno precipitando nella guerra contro i Grandi Antichi di Lovecraft». Un’anticipazione che conferma come Dampyr non sia solo un personaggio dalle mille opportunità narrative ma che, soprattutto, è capace di esplorarle mantenendo inalterato il suo fascino. Una declinazione dell’horror capace di rinnovarsi continuamente restando fedele alla linea tracciata diciotto anni fa.

di Francesco Cascione

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