Concerti Magazine Domenica 11 febbraio 2018

Sanremo 2018: la vittoria a Meta e Moro, sul podio Lo stato sociale e Annalisa

Magazine - Il cerchio si chiude: è la sigla firmata Baglioni a lanciare il la per l’avvio dell’ultimo atto di Sanremo 2018. Un’edizione coronata da un successo dietro l’altro, in termini di share televisivo, di chiacchiericcio social, ma anche di armonia, quella dello spettacolo sul palco dell’Ariston, senza troppi fronzoli ma riccamente musicale, così come voluto da “capitan” Baglioni, e quella creatasi come un’alchimia spontanea tra le tre guide del carrozzone.

Mai come durante quest’ultima serata dell’evento catalizzante per il febbraio delle reti Rai si è addensata quella sensazione di equilibrio e intesa che, fin dalla prima prova sul palco dell’Ariston, si era percepita tra la Hunziker, Favino e lo stesso Baglioni. Una disinvoltura fatta di professionalità, talento, attitudine al palco, ma anche, forse, di amicizia, intessuta prova dopo prova e sbocciata nel festival dei successi.

«È stata un’avventura interessante, appassionante, divertente» esordisce Baglioni, che tra un ringraziamento e l’altro non manca di ricordare che l’unico elemento storto, forse, è stato un suo farfallino, addirittura più menzionato della farfallina di Belen. Ma, si sa, erano in parti del corpo differenti. Con i colori della Svizzera sulle giacche dello smoking, bianca Favino, Rossa Baglioni, è dichiarato ufficialmente aperto il televoto, e con lui la serata.

Si entra nel vivo della gara con il cappello costituito dall’esibizione di Ultimo, vincitore venerdì sera nella sezione nuove proposte. Attentamente visionati dalla Giuria degli esperti capitanata Pino Donaggio e composta da Giovanni Allevi, Serena Autieri, Milly Carlucci, Gabriele Muccino, Rocco Papaleo, Mirca Rosciani e Andrea Scanzi, i big si succedono sul palco, ormai caldi, le canzoni da poco in rotazione sulle radio e nelle orecchie.

Sono da poco passate le nove quando la serata rivela la prima, attesissima, sorpresa: Laura Pausini. Grande assente del lunedì sera, la grammy tutta italiana scoperta da Pippo Baudo ha superato la laringite e arriva all’Ariston per duettare con Baglioni in Avrai. Con perfetta geometria, così è iniziato Sanremo e così finisce: Fiorello telefona in diretta e torna a fare lo “scaldapubblico” con «su le mani» a cui la platea reagisce bonaria. «Con Allevi davanti, cosa ha visto Scanzi del Festival? – scherza Fiore – mi viene da pensare a chi dovrà condurre il Festival l’anno prossimo, pare che la Rai abbia già contattato il Papa e Melania Trump». La platea si alza in piedi per la Pausini, che fugge dall’Ariston col microfono in mano, per arrivare a cantare sul red carpet antistante, tra la gente che la attende alle transenne e canta con lei.

Tutti in piedi, pare: alla fine del festivalone il pubblico non riesce più a trattenersi per ore sulle poltrone rosse, e così si alza in una standing ovation per la signora della musica Ornella Vanoni, e si fa sollecitare dalla “vecchia che balla”, Paddy Jones, mentre lo Stato sociale scende dal palco e saltella tra occhiali da sole e ritmo.

Se il clima di intesa tra i tre protagonisti cresce con una gag di video e momenti dal backstage e dalle prove, dove è palpabile il bel clima creatosi, l’emozione assume un’intensità magica e speciale durante un toccante monologo di Pierfrancesco Favino, Notte poco prima delle foreste,  scritto nel 1977 da Bernard-Marie Koltès, dove a parlare è un diverso, forse un immigrato, con il desiderio di poter urlare per farsi sentire. Gli occhi lucidi dell’attore, che si consacra così nel suo talento immenso, passano il testimone alla signora Fiorella Mannoia e a Claudio Baglioni sulle note di Mio fratello che guardi il mondo, di Ivano Fossati. Uno dei momenti più profondi di tutto il Sanremone nazional popolare 2018. «Non me lo dimenticherò mai più, si è creata una magia indelebile» commenta una commossa Hunziker.

La classifica finale è lanciata dal trio Nek Renga Pezzali, che canta insieme a Baglioni Strada facendo, trascinando tutto il teatro. Un po’ di leggerezza, prima che si abbatta sull’Ariston il verdetto che piazza 17 dei big esclusi i primi tre, su cui si rivoterà da casa. Grandissime sorprese infatti nella classifica, dal quarto a scendere Ron, Ornella Vanoni-Bungaro-Pacifico, Max Gazzè, Luca Barbarossa, Diodato e Roy Paci, The Kolors, Giovanni Caccamo, Le Vibrazioni, Enzo Avitabile e Peppe Servillo, Renzo Rubino, Noemi, Red Canzian, Decibel, Nina Zilli, Roby Facchinetti e Riccardo Fogli, Mario Biondi, Elio e Le Storie Tese (che, vien quasi da pensare, finalmente hanno centrato la posizione che avrebbero voluto, come dicono da tanto). I fischi in sala non si trattengono più.

Ma poi diventano risate, quelle sincere per una Sabrina Impacciatore che in fede al cognome si presenta sulla scala con un abito meringa nel quale si “impaccia”, fino a precipitare sul palco. Bisogna stemperare, nell’attesa dei nuovi risultati, allora perché non cantare in quattro La canzone intelligente di Jannacci?

A latere, in attesa della classifica, arriva il premio della critica Mia Martini a Ron, con la sua Almeno pensami, il premio della sala Lucio Dalla va invece a Lo Stato Sociale con Una vita in vacanza, l’inedito premio Endrigo per la migliore interpretazione va a Ornella Vanoni, con Bungaro e Pacifico, mentre il premio Sergio Bardotti al miglior testo finisce a Mirkoeilcane «ci ha commosso, spero abbia molto successo» la dichiarazione di Pino Donaggio, presidente della giuria degli esperti. Il premio Bigazzi alla miglior composizione orchestrale va a Max Gazzè, e infine il premio Tim Music è per Ermal Meta e Fabrizio Moro.

La classifica non arriva, bisogna ingannare il tempo, e allora si chiacchiera, e si chiacchiera ancora. Ma non basta. Che si fa? «Cantiamo una canzone» propone il Baglioni nazionale, e la platea è felice, ma proprio sul più bello eccola, la busta, quella definitiva che decreta il podio del 2018: terza Annalisa, al secondo posto Lo stato sociale, mentre vincono il 68esimo Festival di Sanremo Ermal Meta e Fabrizio Moro. Un pronostico sussurrato dal principio, ribaltato,  messo a rischio e infine tornato a farsi nitido. Una vittoria dedicata al figlio di Moro, e alla casa discografica di Meta. Foto finali di rito, il leoncino rampante sulla palma di Sanremo, e Baglioni chiude il sipario: «dichiaro chiusa la 68esima edizione del Festival di Sanremo, bravi tutti!».

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