Concerti Magazine Venerdì 9 febbraio 2018

Sanremo 2018: Virginia Raffaele, i Negramaro e James Taylor. La terza serata

Magazine - È Via, cantata da un Baglioni sportivo, giacca di pelle e chitarra in mano, ad aprire la terza serata del Sanremo 2018. Acclamato dalla platea, che canta, il direttore artistico proclama aperto il terzo atto della commedia festivaliera in una modalità tutta nuova, che fa assomigliare la serata più a un suo concerto che a una cara di cantanti.

Eppure, ad accelerare l'avvio della terza puntata è la seconda parte della gara delle Nuove Proposte, iniziata ieri, e presto conclusa con la classifica provvisoria, non priva di lamentele, che ha piazzato Mudimbi al primo posto, seguito da Ultimo, Eva e Leonardo Monteiro.

Via, poi, anche alla gara dei dieci big. Morale in alto con Lo stato sociale, l’orchestra con gli occhiali da sole e “la vecchia che balla”, la ballerina Paddy Jones. Nessun accenno alla questione Meta-Moro, che ha tenuto banco per tutta la seconda giornata di Sanremo. I due escono sul palco alle 23 cantando con evidente emozione la propria canzone, ringraziano e la sala li accoglie con un caldo applauso. Fiocca la battuta sull’abito di Noemi e la sua profonda scollatura. La cantante, rimasta per qualche secondo senza microfono, resta sul palco, e Baglioni ne approfitta per commentare: «è proprio una buonasera», in un mini siparietto raffinatamente comico che Favino pensa bene di concludere con un «alla faccia dell’imparzialità».

Sono le 21.40 quando dalla platea prende la parola l’ospite inattesa, Virginia Raffaele.«Sei timido, ma nell’immaginario femminile sei un sex symbol» si rivolge a Baglioni per iniziare, e con la maestria e bravura che da sempre la caratterizza, in un baleno diventa Michelle Hunziker, che imita salutando il marito e rivolgendo saluti alla galleria. I social impazzano, e non importa se la camera resta fissa sulla coppia Raffaele-Baglioni mentre la showgirl ruota intorno alla presenza di un politico seduto in sala, «Virginia Raffele e Fiorello conduttori», sentenzia il mondo del web, che si dichiara appagato e soddisfatto quanto mai prima nel momento in cui il compassato Claudio Baglioni si esibisce nell’imitazione di Virginia Raffaele che imita Belen. Le risate, reali e virtuali, si sprecano.

Basta uno stacco pubblicitario e, come se la gara di cantanti fosse stata ibernata, rieccoci dentro allo show di Sanremo. Sul palco i Negramano catalizzano l’attenzione di pubblico in sala e a casa ricordando in musica la loro prima volta all’Ariston, quel 2005 di Mentre tutto scorre, brano che li mandò a casa eliminati ma che li fece apprezzare dalla critica. «Sono nato che c’erano i 45 giri di Questo piccolo grande amore - è il saluto di Giuliano Sangiorgi a Baglioni – mio padre suonava e cantava sempre una tua canzone stupenda», ed è così che scatta il duetto con il direttore artistico sulle note di Poster, in una versione orchestrata appositamente dai Negramaro per l’occasione. Il teatro canta, i social ricorrono all’ironia per esprimere l’apprezzamento «ma con che numero si televotano i Negramaro?».

La gara, a proposito, sembra un po’ messa in secondo piano in una serata aperta come un concerto di Baglioni e proseguita all’insegna del buon spettacolo di qualità. Reggono le gag Michelle-Favino, ormai padroni del palco e disinvolti nel risolvere un vestito pestato, un risultato non ancora arrivato o un ritardo tecnico sull’allestimento del palco. L’attore romano fa ancora una volta apprezzare il suo inglese nell’imitazione di uno Steve Jobs in jeans e maglione di cui il pubblico del web apprezza in modo particolare una traduzione, quella del cantante Giò di Tonno con Tuna’s John. Su Twitter, è di nuovo curva di apprezzamento e risate.

È sempre Favino a fare da interprete con James Taylor, sul palco con la sua chitarra per omaggiare la musica italiana con una versione tutta sua di La donna è mobile, e ancora Fire & Rain e, insieme alla voce di Giorgia, accendere la magia con uno dei suoi pezzi più noti, You got a friend

Anche Michelle si dà da fare, sfoggiando una galleria di bellissimi abiti che, però, non le impediscono di iniziare ad accusare la stanchezza e di farle dimenticare un paio di volte di annunciare il codice con cui votare i cantanti. Lei, sorridente e autoironica come sempre, se ne accorge e con ilarità recupera l’errore. Si fa però seria quando, paladina di una battaglia contro la violenza sulle donne, coinvolge e si fa coinvolgere da una coralità di altre donne che cantando un medley dedicato alla femminilità riportano l’attenzione sul tema, «una battaglia da fare tutti insieme, perché l’unione fa la forza», ribadisce Michelle ringraziando la professionalità di tecnici, regia e orchestra per lo sketch.

Emozionante anche il momento insieme a Danilo Rea e Gino Paoli, per ricordare tra le note De Andrè e Umberto Bindi, con Il nostro concerto, e per duettare insieme sull'intramontabile Una lunga storia d'amore. Ed è già notte quando, in attesa delle classifiche, Nino Frassica vestito da carabiniere intrattiene con una gag à la don Matteo. E poi ecco i risultati del voto della sala stampa: in fascia blu Max Gazzè, Lo stato sociale, Meta e Moro, nella gialla I the Kolors, Luca Barbarossa, Avitavile e Servillo, mentre nella rossa ci sono Fogli-Facchinetti, Mario Biondi, Giovanni Caccamo, Noemi. Malumore in sala, come prevedibile, ma la gara è ancora tutta da decidere in attesa della finalissima di sabato 10 febbraio.

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