Libri Magazine - Martedì 9 gennaio 2018

Il fantasma di San Michele, nuova avventura per gli investigatori Sambuco e Dell'Oro

© Wikipedia / Gianmaria Visconti

Magazine - Risale ancora  una volta in scena (ormai è la quinta volta) con Il fantasma di San Michele di Alessandro Reali (Frilli, 2018, 141 pagine, 11,90 Euro) l’accoppiata di vitelloneschi investigatori pavesi di Borgo Ticino, Gigi Sambuco e Selmo Dell’Oro. Gli anni passano, la cinquantina appesantisce i muscoli e dilata gli stomaci ma loro bene o male hanno risolto un po’ di casi, e riescono a campare in qualche modo.

La triste situazione familiare di Gigi Sambuco (morte dell’unico figlio in un incidente a dodici anni) lo costringe da troppo tempo a una pseudo casta vita monacale intessuta di noia  e vigili attenzioni a una moglie inerte, incattivita, in perenne depressione,  e a convivere con una inconscia e malata paura esistenziale. Sarà l’abitudine? Il dovere? O magari la pigrizia. Il suo sognare, desiderare e incontrare Marzia la cognata del defunto conte (vedi Sambuco e il segreto di viale Loreto) in realtà sembra solo punitivamente velleitario,  benché al tempo stesso intessuto di gelosia. Insomma siamo alle solite, umore grigio come il cielo di Pavia.

Selmo  Dell’Oro, il farfallone amoroso,  che contesta le scelte matrimoniali della figlia che pretenderebbe di convolare con un fragile virgultino vegano, si è fatto buttare fuori casa per l’ennesima volta da Loredana, sua legittima sposa e madre di Danielina (la nubenda in pectore). E dunque neppure lui è all’apice dello splendore. La sua salvezza e rifugio anche stavolta parrebbe che sia Anna Salimbeni, la procace giornalista della Provincia, che non sa neppure lei perché continui ad avere rapporti intimi con lui, sarà per abitudine o per il sano piacere sessuale? Ma, proprio poco dopo l’ultima performance, l’arrivo di una telefonata, scombussola un po’ tutto.

La zia Alda, zia di Anna, chiede aiuto. Pochi giorni prima suo marito, Gianni Malatesta, scultore, celebrità locale mentre presto di mattina, attraversava a Pavia il sagrato della Basilica di San Michele Maggiore avvolto nella nebbia, è stramazzato,  prima di morire d’infarto. Ma c’è un ma. Tre giovani seminaristi, testimoni della sua morte hanno dichiarato che forse un momento prima lo scultore parlava con qualcuno. Se vero, chi mai poteva essere? Un ectoplasma, eh no!  Gatta ci cova, secondo la vedova  che vuole parere e aiuto per leggere le carte segrete del morto. E allora chi  meglio della premiata Fabbrica Sambuco dell’Oro?

Ingaggiati dalla verbosissima moglie del Malatesta per far luce sulla vicenda – e sul passato del marito – Sambuco e Dell’Oro dovranno riannodare i fili di una brutta  vicenda, dove allignano la perversione e il tradimento, legata a episodi, che rimandano dal tempo della Resistenza fino agli anni ’70, per chiarire che i fantasmi non esistono e cercare le  spiegazioni ai nostri  giorni tra l’Oltrepò, la Riviera Ligure e Pavia.

Per sbrogliare l’intricata matassa, i nostri eroi dovranno ricostruire con pazienza il loro puzzle, riallacciare i perchè di lontane sospette relazioni quando il fascismo faceva da padrone e dopo, scavando in quelle che sembravano serene e impeccabili atmosfere familiari. Una Pavia piovosa, che non sta cambiando in meglio, fa da sfondo a una vicenda dai risvolti cupi, profondamente noir. Solita fauna locale, rallegrata almeno in parte dalle rigogliose Grandi Tette della cassiera del Blue Bar dove  continuano a imperversare e bere a sbafo il Fantino e il Balestra. L’ispettore Genziana c’è sempre quando serve. Felicino Scotti è stato operato felicemente e sta per essere dimesso guarito dall’ospedale. Insomma anche se stavolta Selmo  ha rischiato di fare il passo più lungo della gamba, alla fine tutto bene per la premiata agenzia Sambuco-Dell’Oro.  

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