Attualità Magazine - Lunedì 13 novembre 2017

Marco Motta di Radio3 Scienza: «il mondo scientifico parte della cultura della società»

© facebook / Marco Motta

Magazine - Marco Motta è la voce di Radio3 Scienza, il quotidiano scientifico che con intelligenza, semplicità e garbo ci introduce ai temi dell’attualità nel mondo della scienza. Abbiamo intervistato Marco per capire l’evoluzione della comunicazione scientifica, il ruolo della radio oggi e meglio addentrarci nell’affascinante mondo della scienza.

Come è cambiato il mondo della comunicazione scientifica in questi ultimi anni?
«Da quando ho incominciato a lavorare in questo campo quindici anni fa, il mondo della comunicazione della scienza si è molto diversificato. Sono nati tanti linguaggi, luoghi e situazioni in cui raccontare la scienza e facilitare l’incontro tra scienza e società. I festival della scienza, per esempio, come quelli di Genova, Bergamo, Foligno, Roma e molti altri. Penso che questa sia una cosa molto bella».

Quali sono i tuoi modelli di riferimento nel giornalismo scientifico?
«Tre sono le figure che per me sono state, e lo sono ancora, molto importanti. Una è Franco Carlini, scomparso dieci anni fa, con cui ho avuto la fortuna e il privilegio di lavorare nei primi anni della trasmissione di Radio3 Scienza. Ha avuto una visione anticipatrice della rete e della cultura digitale in Italia. Tra l'altro,  verrà ricordato con un convegno a inizio dicembre a Genova.
Pietro Greco, giornalista scientifico e giornalista tout-court, perché ha una grande capacita di sposare quella visione unitaria della scienza come parte della cultura.
E Rossella Panarese, la persona con cui curo la trasmissione di Radio3 Scienza - che ha creato -e a cui devo moltissimo della mia formazione. Voce storica della scienza alla radio, il merito è suo se da quindici anni – Radio3 Scienza compirà 15 anni il 6 gennaio 2018 - proviamo a mettere in pratica questa idea della scienza come parte integrante della cultura della società, nel senso che non facciamo una rubrica scientifica che racconta in pillole quello che succede nel mondo della scienza».

Come nasce il successo di Radio3 Scienza?
«L’aspetto del linguaggio per noi è cruciale. A Radio3 noi parliamo di un linguaggio “sorvegliato”. L’idea è quella di creare un’alleanza tra chi conduce, chi ascolta e, naturalmente, l’ospite e togliere le distanze che si possono creare trattando di temi complessi e delicati come quelli della scienza. A parte rari casi quando succedono eventi di cronaca che ci costringono a lavorare sull’ultimo minuto, le puntate sono molto meditate. Questo significa ragionare sul taglio con cui tu voi affrontare un tema, l’attenzione nella scelta delle parole e qual è la struttura migliore della scaletta per cercare di far capire meglio le cose».

Tra i tanti personaggi che hai intervistato, quali ti hanno più impresso?
«Ce ne sono tanti! Uno di questi è Jared Diamond, autore di Armi, acciaio e malattie, uno dei primi best seller di divulgazione scientifica. Un altro caso è stato sicuramente l’incontro con John Nash, il grande matematico di A Beautiful Mind, che una decina di anni fa fu nostro ospite, un personaggio davvero singolare. Incontrare dei personaggi così, cercare di farli emergere con la loro voce, oltre che con le loro parole scritte, e farli stare in contatto con il pubblico della radio, è una bella scoperta».

Quali sono i testi di divulgazione scientifica che consigli?
«Crispr è una cosa su cui tutti ci dovremmo fare un’idea per poterne discutere e parlare con coscienza. Cambierà molte cose nel prossimo futuro sulla cura delle malattie e identità della natura umana. E l'uomo creò l'uomo di Anna Meldolesi, uscito pochi mesi fa per Bollati Boringhieri, è un testo molto chiaro, che fa capire molto bene tutte le prospettive, le opportunità ed anche le problematiche che si aprono con questa tecnica di editing genetico.
Per la passione pura per la divulgazione, mi viene in mente un libro di Bill Bryson, che ha pubblicato un po’ di anni fa Breve storia di (quasi) tutto, storia dell’universo, della terra e poi dell’evoluzione umana, scritto in maniera veramente magistrale, che ti trascina come un libro di narrativa.
Un altro libro di cui suggerisco la lettura, un po’ inquietante se vogliamo, ma come le migliori inchieste ti fa capire molti aspetti della realtà di oggi e dell’ importanza della scienza, è Spill over di David Quammen, pubblicato da Adelphi, che è il racconto dei cacciatori di virus a partire da storie come quella di Ebola».

Estratti dell’intervista telefonica effettuata venerdì 10 novembre. Desidero ringraziare Marco Motta per la sua disponibilità. Gli ho rubato più del tempo di una trasmissione, ritrovando quella stessa passione e cortesia che apprezzo nell’ascoltare i podcast di Radio3 Scienza.

Per appronfondire

Marco Motta, al termine degli studi universitari in filosofia a Padova, ha frequentato il master in Comunicazione della Scienza presso la SISSA (Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati) di Trieste. Dal 2004 fa parte della redazione di Radio3 Scienza, il quotidiano scientifico di Radio3 RAI, di cui oggi è una delle voci oltre che curatore insieme a Rossella Panarese. Radio3 Scienza è in diretta dal lunedì al venerdì dalle 11.30 alle 12.00. Le puntate sono riascoltabili sul sito web della trasmissione o su podcast.

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