Libri Magazine - Venerdì 13 ottobre 2017

Le vite parallele di Antonio Fusco, una nuova indagine per Casabona

Pistoia, piazza del Duomo
© Wikipedia / Malles

Magazine - Con Le vite parallele (Giunti, 2017, 15 Euro) arriva una nuova difficile indagine (la quarta per la precisione) per il commissario Tommaso Casabona, personaggio cult di Antonio Fusco e anche questa come la precedente ambientata nella città in cui Fusco vive ormai da dieci anni, Pistoia e che nasconde dietro il nome di fantasia di Valdenza. Una città che lui, napoletano trapiantato in Toscana, ha imparato ad amare ed apprezzare per la sua straordinaria storia e millenaria bellezza.

Dopo, l’ultimo difficile caso, che l’ha talmente provato da spingerlo a affidare un mese prima al suo vice storico, Fabio Proietti, una lettera con richiesta di trasferimento, Casabona torna in questura per sistemare le sue cose, dopo le vacanze natalizie. Il cielo chiuso a neve minaccia di imbiancare le strade cittadine e il nostro eroe é convinto essere là per il suo ultimo giorno. Infatti ha fretta di tornare in ospedale dove la moglie sta per essere operata per un nodulo al seno e non intende più subordinare gli affetti e la vita privata, trascurata per troppi anni, agli impegni d’ufficio.

Al suo arrivo Proietti lo informa che sono tutti impelagati in un brutto caso che ha sconvolto la placida atmosfera postnatilizia di Valdenza. Ḕ scomparsa da casa sua, presumibilmente rapita, una bambina di tre anni, Martina Bonelli e gli mostra la foto. E quando Casabona risponde che ormai non sono più affari suoi, il suo vice gli rende la lettera del trasferimento, spiegandogli di non averla mai consegnata.

Il commissario rabbuiato ignora le parole di Proietti che gli ricordano che la questura ha bisogno di lui, del suo formidabile intuito e del suo innato buonsenso, l’intasca e se ne va. Però, quando sua moglie Francesca gli spiega che anche se devono combattere insieme contro la sua malattia, lui non può e non deve rinunciare al suo lavoro di poliziotto, Casabona decide di restare al suo posto e prendere la guida delle indagini. I primi sospetti della sua squadra si sono già indirizzati nei confronti di Walter Gutzman, un giovane sbalestrato, ex drogato rilasciato da una comunità, ma ricaduto nella cocaina ed ex-amante della madre della piccola scomparsa. La donna mostra alla polizia un suo messaggio in cui la minaccia per essere stato abbandonato. Il caso parrebbe risolto, ma Gutzman, ricercato e fermato a Mentone dopo aver passato la frontiera ma rilasciato dalla polizia francese per i buoni uffici di un famoso avvocato, la mattina dopo precipiterà dal balcone della sua stanza d’albergo. La polizia francese parla di suicidio. Parrebbe un’ammissione di colpa.

E purtroppo non ci sono tracce della bambina né nella camera d’albergo né nella macchina usata da Guzman per andare in Francia. Ma il vecchio mastino Casabona non ci vede chiaro. Deve andare più a fondo. Guzman aveva dei complici? Oppure? Non resta che allargare le indagini alla villetta della bambina scomparsa nel nulla, lasciando dietro di sé solo un letto vuoto. Approfondire i movimenti delle persone di casa, cominciando dalla madre che dietro la sua ostentata disperazione mente e sembra nascondere qualcosa, e  continuando con il padre, un dermatologo di successo, che ha ereditato lo studio del suocero e che potrebbe nascondere più di uno scheletro nell’armadio…

Il titolo del nuovo romanzo di Antonio Fusco, Le vite parallele, ci dice da subito che Casabona si sta addentrando in una storia in cui tutti i personaggi riescono a vivere  vite parallele che s’intrecciano, infilandosi in un labirinto e ingarbugliando le tracce e le indagini degli investigatori. Le piste confondono, portando a soluzioni che dovrebbero essere ovvie e invece presto finiscono con far rimettere tutto in gioco.

L’unica certezza è che purtroppo, nonostante le ripetute battute in diverse zone, con l’utilizzo dei cani molecolari, la piccola Martina non si trova da nessuna parte. Ma se Casabona vuole ritrovarla e forse salvarla bisogna imboccare la giusta pista.

Un giallo da sbrogliare a ogni costo ma anche qualcosa in più… Infatti Antonio Fusco riesce a descrivere con stile diretto, quasi da cronista, tutte le fasi dell’azione poliziesca, ma sa mettere contemporaneamente in luce le tante bugie, gli egoismi e le oscure trame di quei personaggi che celano il marcio dietro una vita apparentemente normale. E stavolta ha dirottato dai suoi binari abituali sfumando maggiormente i toni gialli della narrazione con l’umanissima realtà “parallela” dello stesso Casabona, poliziotto a tutto tondo ma anche uomo sincero che cerca di riappropriarsi della sua vita privata, del rapporto con i figli e mira a salvare l’affetto di Francesca sua moglie. E ci offre una stupenda lezione di filosofia di vita e d’amore con il suggerimento del marito della compagna di stanza di Francesca in ospedale che, avendo intuito le incomprensioni tra il commissario e la moglie dice con gentilezza: Non perdetevi mai di vista…. Perché, ed è vero, il segreto di un’ unione, di un legame vero e duraturo deve essere non perdersi mai del tutto, ci si può allontanare ma per ritrovarsi non bisogna mai essersi allontanati del tutto. E a questa straordinaria frase Non perdetevi mai di vista si riferisce la bellissima dedica di Antonio Fusco a Martina, sua moglie.

 

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