Libri Magazine - Venerdì 4 agosto 2017

Consigli di lettura per l'estate, da Camilleri a Cerami

Magazine - La rete di protezione di Andrea Camilleri e Un borghese piccolo piccolo di Vincenzo Cerami sono due libri tra loro molto diversi ma sapientemente scritti da due autori che condividono un lungo percorso  nel mondo della cultura.

La rete di protezione, uscito in maggio per Sellerio, attesissimo appuntamento annuale con le vicende di Montalbano, si conferma stabile nella classifica dei libri più venduti. È il primo libro non scritto, ma dettato per problemi di vista alla preziosa assistente Valentina (le sottili differenze le coglie solo un occhio esperto - non il mio. Ci è riuscito, ça va sans dire, il presidente del Camilleri Fans Club).

Un borghese piccolo piccolo, romanzo d’esordio di Vincenzo Cerami uscito nel 1976 e diventato un noto film interpretato da Alberto Sordi, è un classico che ho fortunatamente ripreso perché tra i libri suggeriti da Maurizio de Giovanni. Rappresenta uno spaccato dell’Italia degli anni ’70 e come scrive Italo Calvino nella nota «dalla prima pagina…ti prende obbligandoti a fissare uno sguardo spietato su di un campione di società italiana quanto mai rappresentativo: il mondo d’un impiegato di ministero…all’esattezza d’una lente d’ingrandimento puntata sulla bruttezza senza riscatto che regna nel cuore del nostro consorzio civile».

Negli episodi di Montalbano, coprotagonisti sono l’immaginario delle terre di Vigàta con i suoi sapori e colori, le avventure di Mimì, gli scatti di gelosia di Beba, le incursioni di Catarella, le azzuffatine tra Salvo e Livia, l’allegria di Ingrid, i malumori del dottor Pasquano (quanto ci mancherà l’interpretazione dell’attore Marcello Perracchio, recentemente scomparso).

La leggerezza di Camilleri è assente nelle pagine di Cerami colme al contrario di cupezza, di vite spente, di dolore – è il mondo di un burocrate in un «quadro d’una Roma feroce, […] in cui un processo di omogeneizzazione sociale e culturale si compie in un deserto di valori», sempre secondo Calvino.

Entrambi gli scrittori sono però perfetti indagatori dell’animo umano e quindi degli umori sullo stato del paese.

In Camilleri, si ritrova l’attualità del bullismo nelle scuole, una riflessione sulla morte assistita (una delle reti di protezione del titolo), il nuovo linguaggio dei social media e il loro effetto sui rapporti umani in particolare tra i giovani rapiti dai loro smartphone. «Com’era possibile che l’era della comunicazioni globale, che l’era indove tute le frontieri culturali, linguistiche, geografiche ed economiche erano state scancillate dalla facci della terra, che questo spazio immenso avissi provocato ‘na moltiditudini di solitudini, ‘n’infinità di solitudini ‘n comunicazioni tra di loro, sì, ma sempre in assoluta solitudini?».

Scopre che la verità non va sempre detta e che a volte è meglio tenerla «allo scuro cchiu’ fitto, senza manco la luci di un fiammifero» ma c’è anche la fiducia nel constatare che i giovani d’oggi, in grado di «poter assorbiri tutto con ‘na facilità che forsi era sulo di superfici, ma di ‘na superfici enormi, globali, che era la superfici del munno ‘ntero» possano essere migliori della generazione precedente.

Una speranza per un mondo più roseo di quello che il protagonista del romanzo di Cerami prevede per il figlio dove «non hai tempo di fare sì con gli occhi e no con il capo.. è il tempo che basta al tuo nemico per pugnalarti alla schiena».

Per approfondire

Camilleri
Nelle pagine di Camilleri si legge della Venere degli stracci del Maestro Michelangelo Pistoletto. L’opera dell’artista è arrivata in questi giorni, grazie alla missione di Paolo Nespoli, nello spazio. Suo è infatti il simbolo dell’infinito – Terzo Paradiso – che appare nel logo della missione dell’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA).

Cerami
Nato a Roma nel 1940 da genitori siciliani e mancato nel 2013, fu scrittore, sceneggiatore e drammaturgo. Allievo di Pier Paolo Pasolini, debuttò con lui nel cinema come aiuto regista. Nel 1999 ricevette la candidatura all'Oscar per La vita è bella con Roberto Benigni. Ricoprì l’incarico di ministro dei Beni Culturali e il suo ultimo scritto fu un appello alle istituzioni a investire sulle bellezze d’Italia: "ì«La nostra speranza, nel buio in cui ci dibattiamo, è che finalmente lo Stato e le imprese private decidano insieme di investire sulle bellezze d'Italia, e prendano coscienza che la cultura, il talento, la fantasia sono una risorsa reale.  L'articolo 9 della Costituzione non ci dice che bisogna riparare i danni del tempo, bensì valorizzare il patrimonio artistico e testamentario».

Qualcuno usa ancora la prova del nove? Se non è nemmeno più un ricordo delle elementari (chissà se la studiai a scuola o me la spiegò che mia madre) il libro di Cerami invita ad un piccolo ripasso!

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