Libri Magazine - Martedì 1 agosto 2017

Il silenzio della pioggia d'estate, l'amore impossibile nell'India degli anni '30

Magazine - È in libreria  Il silenzio della pioggia d’estate (Newton Compton, 2017, 413 pagine, 9,90 Euro) il nuovo atteso romanzo di Dinah Jefferies, che ancora una volta ha privilegiato un’atmosfera orientale come scenario e una figura femminile per il ruolo di protagonista.

Una donna che vorrebbe dimenticare certe pene del passato e che vorrebbe scegliere come condurre la propria vita mostrandosi al mondo sicura e motivata. Dopo la morte in un incidente di Oliver, suo marito (la loro non era mai stata un’unione felice), l’unico vero interesse di Eliza Foster, giovane e bella vedova ventinovenne, che aveva già imboccato la strada per diventare una fotografa professionista, è diventato andare avanti con il suo lavoro.

E nel novembre del 1930, stanca, impolverata e appesantita dall’attrezzatura professionale, Eliza approda alla fine di un viaggio, appollaiata su un carretto tirato da un cammello, alla reggia dei Juraipore, dinastia al potere di Rajputana, Stato principesco, nelle desertiche regioni dell’Impero indiano.

Sono passati ben diciotto anni da quando lei e Anna, sua madre, avevano dovuto lasciare New Dehli per tornare in Inghilterra, dopo la disgrazia che aveva visto la morte del rispettivo padre e marito, funzionario britannico del vicerè, ucciso da una bomba.

A Rajputana Eliza a dovrà fotografare la vita e le abitudini del marajah e della sua famiglia per un nuovo archivio destinato a documentare il trasferimento del governo inglese da Calcutta a Delhi. Un reportage completo, un importante incarico che dovrebbe durare un anno. Un lavoro di responsabilità e di prestigio che potrebbe significare un’importante svolta per la sua carriera di fotografa, permettendole anche di pubblicare le sue foto sulle migliori riviste britanniche.

L’incarico le è stato offerto da Clifford Salter, conoscente della sua famiglia e rappresentante della Corona. Salter è convinto che lei possa essere la persona più adatta a diventare anche una specie di spia degli umori e delle idee dei membri della dinastia regnante e della loro cerchia.

Giunta alla reggia, Eliza, viene accolta e accompagnata da un eunuco nella zenana ambiente riservato alle donne e vietato agli uomini non di sangue reale e dove incontra, un bell’indiano alto con occhi color ambra, che parla un inglese impeccabile ma evidentemente restio a piegarsi all’etichetta di corte, non porta il turbante e indossa abiti coperti di polvere rossa e arancione.

L’uomo altri non è che Jayant Singh Rathore, detto Jay, il secondogenito e liberale figlio del defunto maharajah e di Laxmi, l’ex maharani, la madre dell’attuale capo della casa regnante e governatore di Juraipore che ha voluto la presenza di una fotografa inglese dentro il palazzo.

Ḕ sarà proprio Laxmi, donna di fascino e intelligenza straordinarie, a spiegarle tutto, a presentarle la famiglia e a suggerire al figlio minore di fare da guida alla fotografa inglese.

Jay si rivela un uomo gentile, ma  che preferisce lasciare l’opulenza della reggia e muoversi e vivere nella natura. Con il suo aiuto Eliza riuscirà a cogliere tanti particolari nascosti, belli, brutti e alcuni addirittura spaventosi legati a quella realtà. Il clima, la flora, la fauna, la povertà della popolazione messa a confronto con i gioielli delle dinastie al potere, le celebrazioni religiose, certi terribili antichi riti barbarici…

Tra Jay e Eliza nasce presto qualcosa di speciale, all’inizio si tratta solo di rispetto e reciproca stima. Scoprono di avere molte idee in comune e, per migliorare le condizioni della locale popolazione, pensano e progettano insieme un modo per far costruire una diga che, riempiendosi durante i monsoni, potrebbe risollevare le colture dopo la siccità. Poi, pian piano, giorno dopo giorno, la volontà di battersi per la stessa causa si trasforma in qualcosa di più: in complicità, in desiderio e tenerezza.

Ma questi sentimenti sono proibiti in una terra dove certe tradizioni sembrano ferree, immutabili, e un principe non può sposare una donna al di sotto del suo rango, inglese e per di più vedova (addirittura in India allora una donna che sopravviveva al marito veniva etichettata come portatrice di sfortune).

Una situazione che metterà i due protagonisti del nuovo romanzo di Dinah Jefferies a dura prova. In più una serie di misteri familiari, intrighi, tradimenti, sete di potere e invidia renderà tutto anche più difficile. Scrittura scorrevole per un argomento coinvolgente. Romanzo storico che ci offre l’accurato scenario di un’ambientazione esotica (estremo oriente), per introdurci in un mondo nuovo, con tradizioni, usi e costumi intriganti e spesso sconosciuti che Dinah Jefferies ben descrive nelle sue tante diverse sfaccettature.

Autrice di bestseller quali Il profumo delle foglie di tè (2016), e La figlia del mercante di seta (2017), Dinah Jefferies in queste pagine si conferma abile affabulatrice di storie esotiche, che parlano di epoche e Paesi lontani.

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