Magazine - Mercoledì 31 maggio 2017

Ad Arles sulle tracce di Van Gogh. E altre cose da fare nella capitale della Camargue

Vincent Van Gogh, Esterno del caffè di notte
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Magazine - Ve lo ricordate il potente quadro di Van Gogh, Esterno di Caffè di notte? Come vi sentireste trovandovi, all'improvviso, lì davanti, senza che nessuno vi avverta? Ebbene, mi è successo qualche settimana fa ad Arles, in Provenza. Non pensavo fosse così simile al quadro. No, davvero. E sono precipitata indietro di un secolo e mezzo.

Van Gogh si trasferì ad Arles il 20 febbraio del 1888, aveva 34 anni, folgorato dall'intensità della luce provenzale, e affittò un appartamento che si affacciava su piazza Lamartine (vedi fotogallery in fondo all'articolo). Il periodo più tormentato – durato più o meno 14 mesi - e più prolifico della sua breve vita.

Appena il caffè mi si affaccia alla vista con il suo tendone giallo, mi siedo a un tavolino, mi devo riprendere. È come se sentissi Vincent vicino a me, percepissi la sua attrazione per la luce di questa terra straordinaria, gli strascichi delle sue liti con Paul Gauguin con cui divideva la casa, il suo orecchio tranciato via con un rasoio dopo una lite con l'amico. Gauguin non sopportava la Provenza e la sua ossessione era raggiungere la Martinica. Proprio in questo caffè i due litigarono violentemente e Van Gogh forse ubriaco lanciò un bicchiere contro Paul, che lo schivò per un pelo. È come se sentissi il bicchiere andare in frantumi sul selciato.

Dopo il taglio dell'orecchio, Vincent venne ricoverato nell'ospedale di Arles, dove dipinse i quadri che ne rappresentano il cortile, la corsia e l'umanità disperata. Spazi oggi visitabili. Qui ad Arles finalmente Van Gogh riesce a dipingere ininterrottamente, 300 quadri in poco più di un anno. Perché proprio in questo momento scoppia il suo malessere in maniera così eclatante? A maggio del 1889 viene ricoverato consenziente nell'ospedale psichiatrico di Saint-Rémy-de-Provence, a 30 km da Arles. E si suicida qualche anno dopo, facendo nascere un mito.

Tutto questo sento e vedo seduta a questo tavolino in Place du Forum, ad Arles. É come se avessi davanti a me le sue tele dalle tinte accese, da cui trapela il desiderio di far entrare la luce in un mondo che non può dare risposte, l'interno del caffè dove sono ora, il ritratto della proprietaria, la notte stellata sul Rodano, la casa gialla, la sua camera con la finestra socchiusa.

E c'è anche lui – Vincent – seduto al tavolino di fronte a me. Sta scrivendo una lettera alla cara sorella: «[...] l'inizio di Bel Ami contiene una descrizione di una notte illuminata di stelle a Parigi con i caffè vivacemente illuminati sul boulevard ed è pressappoco lo stesso soggetto che ho appena dipinto. [...] ». Ne vogliamo parlare di queste stelle di grandezza diversa che luccicano furiose nello scorcio di cielo sopra il caffè?

Ad Arles rincorrendo le tracce lasciate dal pittore, si può percorrere anche il circuito Van Gogh, con lastre di pietra, che riproducono i quadri proprio nel punto in cui posizionò il cavalletto. Esiste anche la Fondazione Van Gogh, che oltre a valorizzare il soggiorno del pittore ad Arles, propone artisti vicini al suo sentire.

Ora vorrei elencarvi altri buoni motivi per visitare Arles, se quello che vi ho raccontato non bastasse.

  • Roma Antica: solo nella città eterna si possono trovare più monumenti che ad Arles, 112 siti che dal 1981 sono patrimonio Unesco. L'anfiteatro, un'immensa costruzione ovale con 34 file di gradini, che ancora accoglie le corride. Il teatro antico, costruito dall'imperatore Augusto. I criptoportci del Foro, galleria sotterranea, che serviva da magazzino. Le Terme di Costantino. Gli Alyscamps, necropoli cristiana, con il viale immortalato da Van Gogh.
  • Il museo di Arles antica: la collezione romana costituisce il nucleo centrale del museo. Negli ultimi anni si è arricchito con il ritrovamento di una presunta testa di Cesare e di un'imbarcazione per secoli sepolta nel Rodano.
  • Piazza della Repubblica: da visitare la chiesa di Saint-Trophime e il suo bel chiostro di fronte al palazzo Municipale. Al centro la fontana, con un obelisco. Ma dovete assolutamente soffermarvi sulle foto appese agli edifici, che ritraggono le regine di Arles. Elette per tre anni, vengono selezionate dopo un esame in cultura provenzale. La regina, ambasciatrice delle tradizioni, presenzia con le autorità a tutte le manifestazioni pubbliche, dove indossa sempre il costume antico.
  • La Fondazione Luma: occupa una grande area che ospitava le officine delle ferrovie dello Stato. Abbandonata dal 1984, ha aperto i cantieri nel 2014, per diventare un punto d'attrazione per artisti, con mostre internazionali. Anche se è già sede di eventi, il progetto sarà completato nel 2018, quando verrà inaugurata la torre firmata dell'architetto canadese Frank Gehry, nove piani ricoperti in parte da acciaio inox.
  • Passeggiare per le strade senza una meta precisa, godere dell'atmosfera intima, attraversando le piazzette, sedersi in piazza della Repubblica, raggiungere l'Anfiteatro, e poi fermarsi alla Bodeguita, per degustare ottime tapas in stile spagnolo.
  • Arles è un punto di partenza ottimo per una visita in Camargue, una terra selvaggia e remota fatta di sabbia, paludi, stagni e risaie. Non è difficile imbattersi nei fenicotteri al tramonto, oppure incontrare i tori che pascolano tranquilli nella brughiera, come i cavalli bianchi che vivono allo stato brado.

(Questo viaggio è stato organizzato dal Dipartimento Bocche del Rodano, Bouches-du Rhone-Tourisme, Camera di Commercio Italiana a Marsiglia, insieme agli Uffici del Turismo di Arles e Marsiglia, nell’ambito di una iniziativa di scambio di promozione turistica con il Comune di Genova).

Per info su Arles e sulla Provenza, consulta i seguenti siti:

E voi cosa ne pensate? Mandatemi pure una mail: laura.guglielmi@mentelocale.it.

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