Cinema Magazine - Giovedì 13 aprile 2017

La cura dal benessere: il thriller sull'era post-moderna

Magazine - In un’amena valle tra le Alpi svizzere si cela un centro di riabilitazione per ricche persone di mezza età troppo stressate dalla vita quotidiana. Apparentemente questa imponente villa termale è un vero e proprio paradiso. Sul bel prato all’inglese, uomini e donne in accappatoio, abbronzati e sorridenti, si rilassano con carte e cruciverba, sorseggiando nient’altro che la fantomatica acqua depurativa delle miracolose falde che attraversano le fondamenta.

Quando, però, il giovane ambizioso newyorkese Lockhart (Dane DeHaan) si reca alla villa per convincere il suo vecchio capo a dire addio alla vacanza e alla vita da eremita per tornare a tirare le redini dell’azienda e riprendere in mano la sua vita a New York, qualcosa va storto e Lockhart, per una serie di bizzarri incidenti, non riesce più a lasciare la villa.

Con le sue atmosfere cupe e le sue leggende, la casa di cura rappresenta un vero e proprio enigma per Lockhart, che vuole al contempo scoprire i segreti che si celano sotto le fondamenta (magari proprio nella misteriosa acqua termale) e riportare a casa la pellaccia senza essere scoperto e ucciso, così come ha visto succedere ad altri ospiti troppo chiacchieroni. Unica sua compagna di questi sogni di fuga è la misteriosa Hannah (Mia Goth), una ragazza rimasta mentalmente bambina, soggiogata dal direttore medico del centro.  

Nel film a farla da padrone è il maestoso uso della fotografia, che ricorda quello del film The Ring, diretto dallo stesso regista, Gore Verbinski. Meno chiara invece è la storia, che si dipana in due ore e mezza di film per poi concludersi con molti punti oscuri e molti interrogativi irrisolti.

In definitiva, non è un thriller capolavoro, ma l’ambientazione e il misto di avversione ed empatia che si provano per il personaggio principale, fanno sì che il film riesca comunque nel suo intento: far rimanere lo spettatore incollato allo schermo per due ore e mezza. Il che, non è poco.

Oggi al cinema

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