Teatro Magazine - Mercoledì 7 maggio 2003

Io sono il maestro

di Daniela Carucci
Dopo il teatro australiano arriva quello islandese. Al martedì 7 ha debuttato Io sono il maestro della giovane drammaturga islandese Hrafnhildur Hagalìn Gudmunsdottir, in città fino a sabato 10 maggio.

Un testo con cui l’autrice all’età di venticinque anni vinse il premio Nordic Playwrights’Prize come miglior drammaturga del teatro scandinavo e che, oggi, viene messo in scena per la prima volta in Italia con la regia di Sergio Maifredi che ha avuto modo di lavorare con il Teatro Nazionale islandese, e di conoscere il legame di quel popolo e di quella cultura con il teatro e la sua drammaturgia.

In una scena semi vuota e inclinata: pavimento a scacchi, divano bianco e porte bianche, la pièce muove i primi passi insieme a una ragazza, Hildur, e al suo fidanzato Thòr, entrambi giovani chitarristi in attesa dell’occasione che li tiri fuori dall’anonimato e dall’indigenza. Tra esercizi, lezioni a ragazzini senza speranza, sesso e amore i due fanno passare i giorni tra piccole gioie quotidiane e ansia per il futuro, fino a che si introduce nella loro routine domestica ed esistenziale il maestro di lei. Presenza insolita, egocentrica, e un po’ folle il maestro riallaccia i legami con la sua allieva prediletta dando vita a uno delle situazioni teatrali più sfruttate: il triangolo amoroso.

L’artista affermato, adulto, che ha cresciuto nella musica la giovane Hildur, spezza l’equilibrio tra i due fidanzati, e anche l’equilibrio interiore di ognuno di loro. Lei, bella donna, ex bambina prodigio, non riesce a prendersi carico del suo talento, né della sua passione e rinuncia alla musica non credendosi all’altezza. Lui forse, riuscirà a ottenere un successo opaco, pari alla mediocrità della sua arte.

Una storia in cui tutti possono guardare per ritrovare le proprie paure, la fragilità di certe scelte, la stupidità di tante emozioni sprecate per il timore del fallimento.

Per quanto riguarda la scena, lo spettacolo di certo non sorprende, riproponendo schemi di un teatro di parola già esplorato, anche se la pulizia e la semplicità delle scelte registiche danno modo agli attori di concentrarsi sulla necessità della loro presenza. Il pubblico rimane coinvolto e partecipa agli sbalzi d’umore, alle solitudini e alle follie dei tre personaggi rimanendo sospeso fino alla fine nell’incertezza di quello che sarà. Bella la colonna sonora che fa sue le note di Bach, Mozart, Beethoven e Tarrega, fino ad arrivare a Mocellin.

Dopo Genova lo spettacolo sarà in tournée, se volete inseguirlo ecco le date: da martedì 13 a domenica 18 maggio, Nuovo Teatro Nuovo Napoli, da giovedì 22 a domenica 25 maggio, Teatri di vita Bologna, da martedì 27 maggio a domenica 1 giugno Teatro Filodrammatici di Milano.
E Io sono il maestro si può anche leggere, lo trovate in libreria per i tipi delle edizioni Iperborea.

(nella foto in alto: Lisa Galantini e Aldo Ottobrino)